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Eroica Fenice

Moda maschile: quando la vanità diventa peccato mortale

Un quadro non è un apriscatole, la statua di Artemide non è uno spazzolino da denti: voglio dire che i manufatti artistici non hanno una finalità strumentale ma soltanto edonistica, cioè non servono a niente, sono vani; la vanità quindi non è peccato mortale – l’Arte è vanità – ma lo diventa quando si è costretti ad osservare costantemente, ovunque, certi scempi

… Ma voi ve le ricordate ancora quelle creature a metà tra l’umano e la specie animale ora in via d’estinzione comunemente definite “Uomini” (“Homines sapientes”: “sapientes” è il termine scientifico)? Quegli esseri ora sconosciuti che a furia di spaccare legna (vedi Harrison Ford), acchiappare vacche (ricordate Paul Newman?) e fare a pugni (sto parlando di James Dean) si presentavano al cospetto di una donna alti e ben piazzati, con braccia vigorose, spalle su cui ti potevi aggrappare nei momenti di stanchezza, toraci possenti. Ci credo che quelle “poverette” svenivano quando ballavano il fox trot: o volavano o rimanevano stritolate!
Ma stiamo parlando dei bei tempi andati… le rondini non tornano a primavera perché in via di estinzione e non ci sono più le mezze stagioni… ma in compenso ci sono gli ibridi! Piero Angela non ne ha ancora parlato, per questo ho deciso di farlo io: trattasi di una evoluzione deviante dell’Homo sapiens, molto diffusa in tutto i periodi dell’anno, in cui la donna del 2014 può imbattersi in qualsiasi momento passeggiando semplicemente per strada. Tra le tendenze più in voga quelle di  “uomini” dai pantaloni scorciati, arrotolati brutalmente all’orlo come se si fosse appena allagata loro la casa o stessero “cogliendo le marruzze” [“raccogliere dallo scoglio, staccandole con l’aiuto di un coltellino, cozze, telline e altri tipi di molluschi mangerecci“] perché questo tipo di pantaloni e di “scorcio” è molto utile in questi ultimi due casi… Ma che belle cavigliette che avete! Così sottili, senza un pelo, fresche di depilazione! Molto più glabre persino delle mie! Ma allora perché non mostrare di più? Perché non indossate proprio le minigonne?

Prerogativa delle belle donne è sempre stata la caviglia sottile – e sottolineo delle donne -solo e soltanto di noi femminucce, e ora per non si sa quale motivo ti ritrovi questi che come donnette mettono in mostra le loro gambine effeminate, secche da far schifo, magari anche storte, mentre gli unici esemplari maschili che possano vantare gambe ben tornite, degne delle colonne greche, sono quelli della nazionale italiana di Rugby – Che fuori dal campo si guardano bene dai risvoltini!

E che dire poi di quegli altri pantaloni (anche se spesso i vari elementi di questa nuova, fantastica moda “maschile” si ritrovano tutti insieme in una climax ascendente che culmina in un tripudio di sensualità) aderentissimi, stretti a tal punto da non consentirgli di riuscire a camminare, figuriamoci di correre in soccorso della loro dama e sollevarla baldanzosamente in braccio. Quante volte di spalle li ho confusi per delle mie amiche!

Come segnano bene il fondoschiena questi indumenti! Non dimenticate però il perizoma quando li indossate! Dai pantaloni molto aderenti possono trasparire i segni dello slip, è perciò opportuno indossare biancheria il più possibile invisibile.

Ho una piccola domanda: ma nella teoria freudiana riguardante la sessualità e l’evoluzione non si dice forse che l’uomo è attratto dal seno perché ricorda vagamente il sedere e di conseguenza l’accoppiamento primitivo? Dunque, chi sono i più grandi estimatori del fondoschiena? Gli uomini. Bene. E allora, cari uomini che mettete così in evidenza il didietro, così facendo, chi credete di attrarre: l’osservatore femminile, o piuttosto quello… maschile? D’altronde, basterebbe considerare che spesso gli stilisti che disegnano questi abiti per la moda maschile sono omosessuali e immaginano di vestire i loro modelli perché, così agghindati, attraggano non l’altro sesso, ma altri uomini.
Qualcuno potrebbe obiettare che nel Medioevo gli uomini indossavano la calzamaglia. Questo è giusto, ma è anche vero che essa era funzionale alla cavalcata, e poi la calzamaglia aveva una caratteristica: quella di aderire completamente e in ogni punto, compreso l’inguine. Diversamente, i “meggins” moderni il più delle volte hanno il cavallo basso, la cosiddetta “paposcia” [“pendulità floscia di grande ampiezza dovuta al prolasso del cavallo dei pantaloni”], per nascondere bravamente le notevoli “mancanze”! Perché si sa che nel XX secolo le “misure” sono diminuite, ma questa volta non è colpa dell’evoluzione, vero uomini? Vi piace andarvi a pompare [“sottoporsi a macchinari ed artifici pseudo-ginnici per aumentare il volume apparente della varia massa muscolare“] comodamente seduti agli attrezzi in palestra, invece di spaccar legna, vero uomini? Non vi piace più zappare i campi, guidare il trattore, condurre le vacche, ed è troppo faticoso persino nuotare al mare o giocare a pallone, vero? È meglio rosolarsi al sole come gli hot dog. 

Non vi piace più nemmeno il sano sport competitivo, che vi faceva buttare i litri di sudore e insegnava a vivere. Fate le signorine e perciò mangiate come gli uccellini! E allora ecco che tutti vi rivolgete al personal trainer come fosse un medico, per farvi consigliare la dieta da seguire. E cosa vi consigliano? Pollo, pollo, pollo e ancora pollo, pollo travestito da patate, da ragù e da cannelloni, pollo rimpinzato di estrogeni (gli ormoni femminili). E così, mentre anche voi vi gonfiate come polli peggio della ritenzione idrica d’estate, altre “cose” rimpiccioliscono.

Guardiamo quindi in conclusione il quadro d’insieme: tu, donna del 2014, sei in metropolitana, ti giri intorno nel vagone pieno di gente e cosa vedi? Questi esseri indefinibili, che l’attimo prima stavi per chiamare “Natasha”, “Vanessa”, “Samantha”, più femmine che uomini, magri come bambocci denutriti, fasciati – per meglio mostrare la loro esilità, motivo di vanto – in pantaloni attillatissimi, ma ossimoricamente “appaposciati” [*vedi sopra] al cavallo, che lasciano intravedere due stecche da biliardo retroflesse, grazie ai quali non riescono nemmeno a camminare, muovendosi come Pinocchi a molla rotti.

A questo punto l’opzione è duplice: potete scegliere di scorciare volgarmente i pantaloni (un tempo le mamme si sarebbero vergognate amaramente di non poter comprare i calzoni della giusta taglia ai figli ormai cresciuti, o di non poter commissionare alla sarta una piega) e indossare scarpe senza calzini per mostrare la gamba rigorosamente glabra, oppure infilare l’orlo in anfibi laccati come scarpe da ballo, così simili a quelli delle truppe SS, che sono ancor più disdicevoli a vedersi perché chi li indossa non sa nemmeno chi sta inconsapevolmente emulando. Il tutto si completa con una fantastica pettinatura “a leccata di vacca”, che li costringe a scrollare il capo vezzosamente, come mucche infastidite dalle mosche, mossa sensuale e ben riuscita se tu, uomo del nuovo millennio, intendi assomigliare a Jessica Rabbit!

Ok, lo ammetto, da questo articolo si evince che non conosco il significato dell’espressione “politically correct“, ma di par condicio sì: questo era femmine vs maschi, nella prossima puntata avrete anche maschi vs femmine.

– Moda maschile: quando la vanità diventa peccato mortale –