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Non più Barbie, la bellezza oggettiva cambia

Stanchi di lavorare con le solite facce regolari, fisici scarni, sorrisi plastici e Barbie? Per la prima volta dopo anni il difetto diventa tendenza, le imperfezioni del corpo e del viso tratti distintivi e la bellezza oggettiva cambia anche in passerella. Modelle over size, over 60, di colore, trans, disabili, super tatuate, la perfezione estetica e i vecchi cliché hanno fatto il loro tempo e anche il mondo della moda sta azzardando una drastica inversione di tendenza sovvertendo i tradizionali difetti fisici in moderne virtù. 
Negli ultimi anni ci sono stati alcuni modelli e modelle che hanno rotto tutti gli schemi proponendo un modello diverso per età, genere, colore, taglia o pensiero. Modelle e modelli che dobbiamo ringraziare per aver contribuito a rendere la bellezza diritto di tutti e non prerogativa di pochi o poche elette.

Moffy, la top strabica. Il suo debutto è avvenuto nell’estate del 2013 sulla copertina del magazine di tendenza britannica Pop. Ad accorgersi del fascino particolare di Brunette Moffy ci ha pensato l’agenzia Storm Models, famosa per aver scoperto la bellezza speciale di Kate Moss. La particolarità di Brunette è tutta nello sguardo: la ragazza è infatti affeta da ‘strabismo di Venere’.
Le ‘alternative models’ si definiscono “non belle”, grande personalità e un forte impatto d’immagine. Burlesque, tatuaggi, piercing, capelli colorati, dreadlock, questi i cardini delle ‘alternative models’. Sono quasi dieci anni che esiste questa moda-tendenza che ha preso piede anche grazie alla rete, a siti dove le ragazze che si ritengono modelle 3.0 si iscrivono e mandano le proprie fotografie con la speranza di ricevere i cosiddetti follower.
Chantelle Brown Young, la modella con la vitiligine. Un fisico statuario e uno splendido viso, ha partecipato all’ultima edizione di America’s Next Top Model e ha stupito il mondo con la sua pelle maculata. Probabilmente vi è già capitato di vedere questa affascinante modella protagonista in questi giorni della pubblicità di Disegual.
Transgender, nuovi modelli. Anche gli orientamenti sessuali sono sfumati, Barneys, celebri grandi magazzini newyorkesi, nella primavera/estate 2014 ha realizzato una campagna social, facendo sfilare 20 modelli transessuali per promuovere capi griffatissimi.   
Modelle curvy, più carne che ossa. Sono belle e piene di curve, da quelle davvero extra large a quelle che “oversize” lo sono solo per gli standard delle passerelle. La più famosa è sicuramente Crystal Renn, una delle modelle preferite dalla rivista Vogue, nel passato di Crystal si nasconde una lunga storia di anoressia. In Italia Marina Rinaldi ed Elena Mirò sono da sempre attente a proporre capi anche per chi è orgogliosa delle proprie forme.
Madeline Stuart, la modella down. Madeline è una ragazza di 18 anni che vive a Brisbane, in Australia. Ha la sindrome di down, ma ha deciso di sfidarla facendo la modella. L’anno scorso ha abbandonato vecchie abitudini alimentari, ha perso circa 20 kg e lo sport è diventata la sua seconda casa. Su Facebook Madeline conta già oltre 300.000 seguaci.
Push Girls, la bellezza oggettiva è anche disabile. Alla settimana della moda di New York hanno sfilato anche alcune modelle disabili e per la prima volta il 25enne britannico Jack Eyers, il modello con un arto amputato. Modelli e modelle disabili anche alle sfilate di Tokyo. Atleti paralimpici, uomini e donne non vedenti, con protesi o su una sedia a rotelle, li ha scelti una giovane stilista giapponese, Takafumi Tsuruta, per presentare gli abiti del marchio Tenbo.
Modelle androgine. Uomini che imitano le donne, donne dalle parvenze mascoline, sono modelli in grado di cambiare aspetto. Stupire, sconvolgere, rompere gli schemi, questo il marchio di chi ha scelto di rappresentare quanto di più ambiguo e provocante può insidiarsi in un abito o in una camicia. Partecipi della natura di entrambi i sessi, queste creature ibride vengono scelte dai più gandi fotografi per lanciare un messaggio shock e d’impatto.
Modelle over 60. Rughe, capelli grigi e un fascino che rimane immutato nel tempo. Donne della terza età che hanno deciso di fare le modelle, di esporre la loro bellezza sui cartelloni pubblicitari e sulle riviste patinate di mezzo mondo per integrare la propria pensione. Il fenomeno si è sviluppato in Gran Bretagna, ma con il tempo si sta diffondendo anche altrove, Italia compresa.

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