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Shurafa Tours

Shurafa Tours: l’ultima agenzia di viaggi a Gaza

Striscia di Gaza, un’enorme prigione in cui il 96% dell’oltre milione e mezzo di abitanti non ha il diritto di lasciare l’enclave. Eppure c’è un’agenzia di viaggi che resta ostinatamente aperta nonostante le difficoltà: la Shurafa Tours.

È stata fondata nel 1952 dal padre di Nabil Shurafa, attuale proprietario. Allora Gaza era governata dall’Egitto e i residenti erano liberi di viaggiare: ogni due ore partivano i collegamenti con Il Cairo, e dopo quattro ore erano a destinazione, Gaza era un porto franco ed era possibile importare merci dal Libano: la Shurafa Tours prosperava e vendeva migliaia di biglietti l’anno.

Shurafa Tours, dai fasti del 1998 al crollo con Hamas al potere

Poi, negli anni a venire, ci sono stati l’occupazione israeliana prima, ed il governo di Hamas poi, che hanno portato all’isolamento crescente della Striscia di Gaza, fino a trasformarla nella prigione a cielo aperto che è oggi. Infatti, attualmente è possibile lasciarla solo tramite due varchi: uno è il valico di Erez, controllato da Israele, che permette il passaggio di poche centinaia di persone al giorno, di solito solo per motivi umanitari, e queste hanno bisogno di speciali permessi per muoversi al di fuori di Israele. L’altro è il valico di Rafah, controllato dall’Egitto del Feldmaresciallo al-Sisi, che negli ultimi tre anni ha ordinato misure molto restrittive riguardo il varco, che è rimasto prevalentemente chiuso per sospetti di collaborazione tra Hamas e Daesh. Apre ogni tre mesi per qualche giorno, e solo tremila persone possono lasciare il paese. Gli abitanti non possono sapere se e quando riusciranno a lasciare Gaza, e ovviamente tutto questo ha influito negativamente sugli affari della Shurafa Tours: in tutto il 2015 ha venduto solo 120 biglietti, pagando a stento le spese con i soldi che i clienti riescono a lasciare Gaza, gli stessi che poi contattano l’agenzia per acquistare i biglietti dei voli, di solito per partire dall’Egitto. Dopo gli accordi di Oslo l’agenzia ha avuto il suo breve momento di gloria, soprattutto quando nel 1998 è stato aperto l’aeroporto Yasser Arafat, ma la situazione è peggiorata con il passare degli anni, per poi precipitare con la presa di potere da parte di Hamas che ha portato all’isolamento quasi totale.

Oggi alla Shurafa Tours lavorano solo Nabil Shurafa e alcuni suoi parenti, l’elettricità c’è solo per 8 ore al giorno e lavorano utilizzando dei generatori portatili. Avrebbero tutti i motivi per chiudere, eppure Shurafa non si vuole arrendere, sostenendo che per quanto sia difficile mantenere aperta l’agenzia, lui vuole continuare, dare un segnale di speranza su Gaza ed il suo futuro.

Francesco Di Nucci

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