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Eroica Fenice

Wu Tang Clan: un nuovo LP per combattere la pirateria

Esistono dipinti, sculture, fotografie, abiti di pittori, fotografi e stilisti contemporanei che vengono definiti e considerati, a ragione, pezzi d’arte e da collezione. Sì, ogni  produzione artistica è un tesoro inestimabile. L’arte è senza prezzo. Ma l’uomo riesce a dare valore materiale solo a qualcosa di estremamente tangibile e concreto come, appunto, un quadro, una statua o una stoffa. Ed è anche per questo che una delle  forme artistiche più nobili è fortemente sottovalutata, vittima da un lato della dilagante pirateria e, dall’altro, della sua naturale inconsistenza fisica: la musica.

È partendo da questo presupposto che Cilvaringz, produttore di uno dei più famosi e storici gruppi rap americani, i Wu Tang Clan, insieme a RZA, membro fondatore del suddetto, hanno deciso di lanciare un progetto rivoluzionario e abbastanza folle da combattere l’ancor più grande follia della svendita della musica. Si sa, contro un problema molto grande c’è bisogno di una soluzione drastica.

Da questo nasce The Wu – Once Upon a Time in Shaolin, un doppio LP contenente 31 tracce la cui elaborazione ha occupato sei anni e che include ospiti speciali quali Bonnie Jo Mason, Redman, alcuni giocatori del FC Barcelona ed altri.

Fin qui nulla di nuovo se non un’altra inaspettata pietra miliare nella discografia dei Wu Tang. Più che di pietra miliare, però, è il caso di parlare di scatola o, per la precisione, di una scatola di nichel e argento, progettata e lavorata a mano dall’artista contemporaneo Yahya, un forziere in cui il disco sarà gelosamente e strenuamente custodito e protetto da qualsivoglia pirata.

E non è l’unica stramberia dei Wu Tang. La musica dovrebbe avere un’unica incarnazione e non dovrebbe essere digitalizzata (“The music will only ever have one incarnation. It will not be made available digitally or in any other existing mass format.”) dichiara il geniale produttore. Pertanto dell’inatteso LP verrà effettuata un’unica copia che, dopo aver fatto il tour di musei, festival e gallerie, diventando a tutti gli effetti un pezzo di arte contemporanea, al pari di un dipinto, verrà venduto ad un solo, ricco, amante del rap e si trasformerà in un autentico pezzo da collezione. Una modernizzazione, a ruoli inversi, del rapporto tra mecenate – artista in cui è quest’ultimo, però, a tenere il gioco.

Una risposta forte da parte dei due membri dei Wu Tang alla crisi del mercato discografico e della musica in generale. Finora l’industria ha fallito e la pirateria ha tagliato le gambe a questa millenaria forma d’arte.

D’altronde, parafrasando le parole di Cilvaringz, un pennello vale davvero 50 milioni di dollari in più di un microfono? (“Is exclusivity versus mass replication really the 50 million dollar difference between a microphone and a paintbrush?”)

-Wu Tang Clan: un nuovo LP per combattere la pirateria-