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Eroica Fenice

La sinestesia : Melissa McCraken

La sinestesia : Melissa McCraken

La sinestesia è una malattia che colpisce l’1% della popolazione mondiale, nella quale percezioni provenienti da due o più sensi si mescolano. Tutti noi abbiamo un legame tra vista e udito, anche se non ne siamo coscienti. I sinestetici, ascoltando una canzone possono vedere dei colori, possono gustarla o addirittura sentirla con il tatto. La contaminazione quindi può anche coinvolgere per esempio la parte visiva, o gustativa, o quella olfattiva: una capacità che sembra essere causata da un’anomalia genetica. Il fenomeno ha suscitato da sempre grande attenzione nel mondo dell’arte ed è stato studiato da musicisti, poeti, scrittori, artisti. Tra tutti citiamo Kandinskij, creatore della pittura astratta; egli nel 1911 inviò una lettera ad Arnold Shonberg, padre della musica atonale: “La musica di Schonberg ci introduce in un nuovo regno, dove le esperienze musicali non sono acustiche bensì puramente psichiche: qui ha inizio la musica del futuro“. Lo stesso anno presenta, con il suo saggio “Dello spirituale nell’arte” una sorta di primo trattato d’armonia per questo nuovo concetto di pittura, dove stabilisce un rapporto tra colori e sensazioni poiché, secondo lui, i colori toccano il nostro io interiore e quindi vengono percepiti in base alle sensazioni e alle emozioni che suscitano. Tra le opere del pittore troviamo un’interpretazione della Quinta sinfonia di Beethoven, sintomatica del suo pensiero che sottintende che attraverso forme, linee e colori la pittura diventa sempre più una sorta di composizione musicale, una sinfonia di colori. 

Simile concetto è alla base della pittura dell’americana Melissa McCracken, affetta da sinestesia. Per lei ogni colore scaturisce da un suono, ed è da lì che parte la sua arte. Nel suo blog scrive: “Io dipingo musica. Fino ai 15 anni, ho pensato che tutti vedessero i colori. Colori in libri, colori in formule matematiche, colori nei concerti. Ma quando ho finalmente chiesto a mio fratello che colore avesse la lettera C, giallo canarino tra l’altro, ho capito che la mia mente non era abbastanza normale, come avevo pensato… Ma la più bella “disfunzione cerebrale” di tutto è vedere la musica che sento. Scorre in una miscela di colori, strutture e movimenti, come se fosse un elemento vitale e intenzionale di ogni canzone. Avere sinestesia non è fonte di distrazione o disorientante. Aggiunge vitalità al mondo che provo“. 

Per far capire agli altri ciò che vede quando sente un nome o quando ascolta una canzone, Melissa ha deciso di produrre alcuni dipinti riguardanti alcune delle canzoni più note per condividere con gli altri ciò che accade quando i suoi sensi si mescolano.  

– La sinestesia : Melissa McCraken –