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Eroica Fenice

BCI - Eroica Fenice

BCI: una speranza per il domani

Esiste un progetto al quale partecipa un team molto variegato di studiosi: ingegneri, psicologi, medici e neurofisiopatologi. I professionisti in discussione mettono le loro conoscenze specializzate in relazione con quelle degli altri, allo scopo di elaborare nuovi sistemi che permettano di ricostruire, almeno parzialmente, per persone con deficit, il controllo del movimento lì dove i normali canali motori fossero venuti a mancare. Ecco cos’è il BCI (Brain–computer interface), un settore di ricerca volto alla costruzione di interfacce in grado di creare “interconnessioni” fra un “cervello umano” e un “cervello elettronico”, in pratica questa innovazione permette a persone affette da gravi disabilità motorie di interagire con un computer senza comandi muscolari, ma attraverso l’uso di onde cerebrali. Infatti questo sistema elabora gli impulsi del cervello, e dopo una classificazione real-time, i segnali vengono riconosciuti, distinti e associati a comandi per controllare strumenti ed interagire attivamente.

Esemplificando una BCI è in grado di registrare i segnali provenienti dal cervello, di convogliarli all’esterno e di trasformarli in imput che il computer interpreta e utilizza per produrre in output una determinata funzione che può essere anche fisica. I segnali generati nell’area corticale sono acquisiti dall’esterno del cranio tramite appositi sensori ed elaborati con algoritmi che trasformano le onde cerebrali, in comandi per un software o un dispositivo permettendo a questo di realizzare un compito. Tutto questo è stato possibile grazie agli sviluppi che le tecniche di rilevazione dell’attività cerebrale hanno avuto negli ultimi decenni e grazie anche all’elaborazione di algoritmi sempre più efficienti per la decodifica dei segnali biologici.

In campo medico offre ampie prospettive future e numerose e interessanti soluzioni specialmente perché, con l’aumento dell’età media della popolazione e dei fattori di rischio ambientali,  il numero dei pazienti con malattie invalidanti dal punto di vista motorio e mentale (alzheimer, parkinson, epilessia, traumi, neuropatie diabetiche, sclerosi laterale amiotrofica SLA), è destinato ad aumentare, e con esso anche il comune interesse a trovare cure o validi aiuti affinché chi sia affetto da queste patologie possa raggiungere un grado di vivibilità della propria esistenza almeno sopportabile.

Non solo il campo medico usufruisce di questi sistemi, ma anche quello della tecnologia e dei videogames, viste le ultime frontiere di giochi di realtà virtuale.

Quindi hip hip hurrà per il progresso!