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Eroica Fenice

Drone: la nuova frontiera della tecnologia

Quando in queste ultime settimane sentiamo parlare di droni la mente corre subito all’idea di guerre in Medioriente, ma esiste una realtà ben più vicina a noi dove questi prodigi della tecnica possono rivelarsi estremamente utili. Definiamo per prima cosa l’argomento di cui parliamo: il termine “drone” identifica un Aereomobile a Pilotaggio Remoto, APR, o in lingua inglese Unmanned aerial vehicle, UAV. Come spesso accade, la tecnologia del drone deriva da quella militare e, sin dalla Grande Guerra, si è cercato di creare velivoli che potessero operare con una certa autonomia, prima i rudimentali Hewitt-Sperry, aerei senza pilota guidati tramite giroscopi che dimostrarono il concetto di aereo senza pilota e poi, in seguito, di pari passo con gli sviluppi tecnologici che sono seguiti nel corso dei decenni, si è arrivati al moderno RQ-1 Predator e alle sue varianti. Fino all’inizio del nuovo millennio il drone si è migliorato tecnologicamente non trovando però un largo impiego. Si è iniziato a fare ampio uso degli APR durante le Guerre del Golfo e Afghanistan. il successo della macchina è stato decretato dal fatto di poter operare per lungo tempo senza bisogno di tornare alla base. Essendo un velivolo comandato a distanza, da un lato l’operatore può trovarsi anche molto lontano dall’azione eliminando il fattore stanchezza del pilota che può avvicendarsi su più turni con un collega dall’altro  la possibilità di rifornimento in volo rende il drone medio capace di operare virtualmente per tempi illimitati.

Il drone trova larghissimo uso, non solo nel settore della difesa, ma anche nel settore della tutela ambientale. I droni Global Hawk sono stati utilizzati in Giappone dopo il disastro della centrale atomica di Fukushima Dai-ichi: si trattava degli unici mezzi che nell’immediatezza del disastro potessero avventurarsi senza rischi nella zona interdetta. L’alta radioattività dovuta all’incidente rendeva, infatti, impossibile per qualsiasi essere umano avvicinarsi alla centrale e i droni con i propri sensori infrarossi hanno potuto monitorare la situazione continuamente in tutta sicurezza. Sempre riguardo il controllo di edifici in seguito a terremoti, i droni si sono rivelati di grande aiuto nei momenti immediatamente successivi al terremoto dell’Emilia dove con l’utilizzo di questi apparecchi è stato possibile monitorare in sicurezza gli edifici pericolanti verificandone i danni.

Ampio uso dei droni può essere fatto anche nel campo della salvaguardia ambientale con controlli del territorio per individuare minacce ecologiche e quant’altro: una sperimentazione in tal senso già è in atto in Piemonte dove si pensa di mappare il territorio alla ricerca di amianto. Nel settore agricolo la guerra contro i parassiti diventa tecnologica e biologica: da diversi anni in provincia di Mantova vengono adoperati droni che monitorano i campi di orzo e mais adesso spargendo le uova di insetti che danno la caccia ai parassiti che rovinano le colture, adesso monitorando con sensori infrarossi il raccolto.

L’utilizzo del drone un domani sarà sicuramente nel settore delle consegne, se Amazon ha annunciato di voler schierare una flotta di droni che consegneranno i vari pacchi in tempi ragionevoli entro i prossimi 5 anni. La FAA americana non pensa di poter rendere possibile l’uso dei droni per il trasporto commerciale se non entro il 2018.  In Germania DHL già si stà muovendo in questo senso: all’inizio di quest’anno è stata effettuata la prima consegna con drone a Bonn presso una farmacia.

Per utilizzare un drone c’è bisogno dell’autorizzazione dell’ENAC, Ente Nazionale per l’Aviazione Civile,l’agenzia responsabile dell’aviazione civile in Italia. L’ENAC ha stillato un regolamento, in cui si  distinguono gli Aereomodelli e gli APR: i primi sono quei velivoli utilizzati a scopo ricreativo e gli APR, invece, sono catalogati come mezzi specializzati o finalizzati ad attività specifiche.  Gli APR o droni sono a loro volta divisi in due categorie di massa fino a 25 kg e superiori a 25 kg. Per quelli inferiori a 25 kg è prevista un’autocertificazione da parte dell’operatore e la possibilità di operare liberamente in azioni non critiche, quando, cioè, l’utilizzo del drone è sicuro e il suo eventuale malfunzionamento non rechi danni a cose o persone. Nel caso di operazioni critiche, come il sorvolo di aree urbane, è previsto dalla procedura che venga informata l’ENAC che deve dare il proprio responso sulla fattibilità o meno del volo dopo aver analizzato il percorso e il drone.  Nel caso di droni di massa superiore a 25 kg in qualsiasi caso, sia di volo critico che non, è previsto un controllo dell’ENAC sull’operatore a terra e la macchina. Essendo quello dei droni un fenomeno in rapida diffussione la legislazione in materia è in evoluzione e continuo aggiornamento. Non c’è dubbio che questo sia un settore in rapida ascesa che ha creato attorno a sé un vasto gruppo di appassionati; in rete e nei negozi si possono trovare droni per poche centinaia di euro che possono essere acquistati liberamente oppure, notizia di pochi giorni fa, una nota azienda metterà in commercio un drone a fascicoli da trovare in edicola.

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