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Eroica Fenice

Eresia: intervista agli autori del blog

Eresia è in apparenza un semplice blog. Un blog che per esistere si avvale di Facebook e delle sue pagine, un blog in cui sono riversati i pensieri delle personalità più disparate, da quelle emergenti a quelle consacrate dalla storia, da quelle della carta stampata a quelle dello schermo gigante.
Ma Eresia è molto più di tutto questo: Eresia è un concentrato di idee che invita chiunque le legga alla riflessione ed è proprio questo “concentrato” ad aver attirato la mia attenzione, calamitata al punto tale che ho iniziato a domandarmi quale persona – o persone, chi avrebbe potuto dirlo! – potesse esserci al di là del computer, intenta a gestire il blog.
E così è nata quest’intervista all’insegna della scoperta e mi è stato chiaro che, in fondo, non ha importanza alcuna dare un nome al chiunque gestisca il blog o quantificare le menti che vi lavorano. Non ha importanza, per niente; perché Eresia, tutto ciò che è necessario dire e conoscere, lo esprime già e lo fa a chiare lettere attraverso le centinaia di pubblicazioni che colorano la pagina.
Ringrazio dunque gli autori del blog Eresia, che hanno gentilmente accettato di rispondere ad alcune mie domande.

Cosa significa per voi il termine “eresia”? Perché sceglierlo quale nome del blog?

Molti credono che “eresia” significhi qualcosa come “cattivo, malvagio” o comunque il termine viene spesso etichettato con un’accezione negativa a causa dei suoi sviluppi con il Cristianesimo. In realtà, “eresia” è un termine pre-cristiano, che deriva dal mondo greco: αἵρεσις, haìresis derivato a sua volta dal verbo αἱρέω (hairèō, “afferrare”, “prendere” ma anche “scegliere” o “eleggere”). Eresia è dalla parte di chi sceglie, Eresia è scelta. Eresia si schiera dalla parte della cultura e contro le tendenze. Nessun altro termine avrebbe reso in modo migliore lo scopo della pagina.

Come nasce Eresia?

Il blog nasce per raccogliere e concentrare uomini e donne con la passione per la letteratura, scrittura, filosofia e delle arti in generale. Eresia nasce infiltrandosi in un sistema come Facebook, per urlare delle cose che rimarrebbero inascoltate. Viene specificato appena si entra nel blog, citando Diderot: non interessa il numero di lettori, nemmeno il numero di apprezzamenti, la cosa che conta è arrivare nel profondo, anche se si tratta solo di una persona.

In base a quali criteri vengono scelte le citazioni e le immagini da pubblicare?

Sappiamo che postando frasi banali e immagini scontate avremmo sicuramente più apprezzamenti e lettori, ma a noi non importa. Cerchiamo di dare spazio alle frasi dei colossi della storia, ma promuoviamo anche artisti emergenti, che in altri luoghi non avrebbero spazio. Ovviamente c’è la consapevolezza che, molto spesso, un aforisma estrapolato può mutare di significato o essere frainteso, ma in ogni cosa c’è un rischio. Noi puntiamo alla curiosità dei nostri lettori, che, rimanendo impressionati o toccati da una citazione, magari poi compreranno il libro o l’opera promossa. Riceviamo spesso complimenti e ringraziamenti da parte di ragazzi, ma anche di adulti, che dicono di aver scoperto nuovi autori con cui confrontarsi, nei loro momenti di lettura. Questo rende nobile le nostre azioni.

Diverse pubblicazioni di Eresia invitano a difendere la propria individualità. Quanto è complesso accettarlo, questo invito?

Noi lanciamo diversi inviti, a volte palesemente, altre no. Mi piace che lei abbia colto “la difesa dell’individualità”, oggi viviamo in un mondo in cui non esiste un “IO” definito, ma esistiamo solo in rapporto agli altri. La tutela dell’Io è oggi tema che viene taciuto, purtroppo aggiungo. Passeggio tra la gente e vedo tante pecore che pensano con gli standard che la società offre. Sono sub-categorie di quelle ideali che la televisione propone. Noi ci battiamo affinché questo non accada. Non abbiamo paura di prendere posizioni, ricordo ancora una volta che Eresia è “scelta”, noi scegliamo di essere contro il pensiero unico.

Ho iniziato domandando il significato del termine “eresia”. Concludo chiedendo cosa significa, oggi e per voi, il blog  Eresia.

È una domanda a cui non mi sento di rispondere, preferisco che lo facciano i nostri lettori. Noi ci siamo affinché loro ci siano. Se vedremo che il nostro lavoro non servirà più a niente, non avremo sicuramente problemi ad eliminare per sempre la pagina. Posso dire soltanto che Eresia è, e sarà, l’unico blog che suggerirà solo di arte e letteratura, non ci vendiamo per qualche misera pubblicità come fanno altri. Eresia non è una persona, né due, né tre, né una comunità. Eresia è un’idea e non fa distinzione tra autori della pagina o lettori.

– Eresia: intervista agli autori del blog –