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Eroica Fenice

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Fuudly: il nuovo social del cibo

Fuudly: è made in Italy il nuovo social “food experience” per gli amanti della buona tavola. E il team del nuovo social network ha deciso di presentarsi al popolo del web con un motto dalle fortissime reminiscenze jobsiane: Stay hungry, Stay fuudly.

Nelle cucine di oggi i tablet hanno sostituito i libri di ricette; YouTube ha preso il posto dell’amica che ci spiega come preparare una ricetta; blog di cucina ci raccontano cibi e ricette, e i social network saziano i nostri appetiti virtuali con immagini e commenti. Insomma, il binomio tra cibo e web, e cibo e social network, è ogni giorno più forte e la voglia di condivisione gioca un ruolo fondamentale. Quando 10 anni fa è nato Facebook il mondo della comunicazione è radicalmente cambiato e tutta la nostra esistenza e le nostre relazioni sociali ne sono state influenzate. Da quel momento, è nata una vera e propria mania di fotografare il cibo. Pietanze da gustare con i soli occhi: il cibo assurge a opera d’arte, a Gioconda nel Louvre.

Parlare di un simile argomento, dunque, non apparirebbe una novità.

Tuttavia se si parla di un nuovo social interamente italiano che si concentra solo su cibo e ricette, riunendo gli attori del settore enogastronomico e gli appassionati, allora la storia diventa più interessante. A Milano, un gruppo di giovani startupper, animati da intuito, competenza e ambizione, hanno creato Fuudly, un portale e un’app che ambisce a diventare una piazza virtuale popolata da chef, blogger, ristoratori, food lovers e da tutti coloro che vogliono parlare di buona cucina ed eventualmente, promuovere la propria attività o professione.

Si può accedere a Fuudly sia da un computer che da uno smartphone in quanto l’app funziona sia su iOS che su Android.

Registrandosi gratuitamente ci si può attribuire il profilo/ruolo di Chef, Blogger o Fuudler, per presentarsi immediatamente alla community. Dopo ciò, il funzionamento di Fuudly è praticamente uguale agli altri social network in quanto si potranno pubblicare dei post, delle ricette e video-ricette, esprimere recensioni, pareri, scambiarsi consigli, tessere nuove amicizie o relazioni professionali, o semplicemente curiosare tra un mare di manicaretti presentati con immagini e spiegazioni.

Un’altra particolarità, oltre al target specifico, è rappresentata dalla centralità attribuita alle immagini e ai video dal momento che è stato accertato, anche negli altri social come Facebook e Instagram, quanto il traffico e la visibilità aumentino grazie a questa tipologia di contenuti.

Alcune funzionalità sono completamente gratuite e richiedono la semplice registrazione; altre sono fruibili a pagamento.

Infine, è possibile seguire vere e proprie lezioni on-line, tenute da chef professionisti o da personaggi mediatici – quali ad esempio alcuni dei concorrenti dell’ultima edizione di Masterchef.

Non poteva che essere italiano il social del cibo. D’altronde si sa: Italians do it better.

Nunzia Serino

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