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Eroica Fenice

L’applicazione “Emotional labor”

Recentemente è stata ideata l’applicazione Emotional Labor ossia “lavoro emozionale”, dalla studiosa di tecnologia e società Joanne McNeil, la quale applicazione si presenta come un’estensione del sistema operativo Chrome ed è applicabile alla posta elettronica Gmail.

Emotional Labor è un modificatore di testo che permette di inserire un fattore emozionale all’interno di testi e messaggi che appaiono emotivamente piatti attribuendo loro una migliore veste sociolinguistica: il testo ben formato linguisticamente diviene, automaticamente dopo il “ritocco” di Emotional Labor,  anche ben formato secondo i concetti sociolinguistici.

A tale proposito mi sembra bene ricordare come lo studioso Gumperz considera, in termini di pragmatica linguistica e di etnografia della comunicazione, necessaria l’introduzione di segnali extralinguistici, insiti nei contesti sociali entro cui avviene lo scambio linguistico, all’interno dello stesso scambio linguistico, al fine di rendere gli eventi comunicativi sempre adeguati ai contesti entro cui si realizzano.

Usare determinate espressioni, un determinato grado di intonazione, danno alla frase formata varie sfumature di significato e ciò intercalato nell’uso scritto della lingua appare altresì vero. Le intonazioni sono ben rese con i diversi caratteri grafici della lingua, il grassetto od il corsivo danno enfasi infatti alla scrittura allo stesso modo in cui una curva fonica ascendente la rende nella lingua parlata, ed i segni d’interpunzione rendono graficamente le pause foniche.

Spesso poi, nei messaggi elettronici si accompagna il testo scritto a faccine che comunicano all’interlocutore il proprio stato d’animo. In questi termini si comprende l’interesse nei confronti dell’applicazione Emotional Labor, che pare mettere però in luce un problema: l’uomo potrebbe “impigrire” la propria “retorica” se fa un uso indiscriminato dell’applicazione, non curandosi più di scegliere da solo le parole giuste da usare in ogni singolo contesto ed in ogni singola situazione, ma questo accade per ogni cosa di cui si fa un uso indiscriminato e sta quindi al singolo usare al meglio questa invenzione tecnologica di “supporto” sociolinguistico.

– L’applicazione “Emotional Labor” –