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Eroica Fenice

L’internet ci ha davvero reso soli?

Bene, lo ammetto, io stesso sono soggiogato dalla rete, nato cresciuto e vissuto all’interno di essa, ed è per questo che vorrei sottolineare come oggi giorno i tanto citati “Social Network” accompagnati da piattaforme che favoriscono il rapporto virtuale (Gaming, Forum, Blog), possono rappresentare un rifugio per chi trova difficoltà nel rapportarsi col mondo “Reale”.

Nel primo decennio di Internet detto “Web 1.0″, nascevano le cosiddette ” Community”, vere e proprie “Gang” internaute composte da personalità spesso isolate ed emarginate da ambienti pubblici e contesti sociali reali (Es. Scuola). 
Esse, grazie alla rete, ritrovavano nuova fiducia nel prossimo, la possibilità di assumere identità diverse e personalità completamente differenti dal mondo reale, donava loro l’occasione di uscire momentaneamente da uno stato di solitudine profonda.
Si delineavano così, le cosìddette “Virtual Friendship”, le amicizie virtuali, si era in grado quindi di stabilire un rapporto distorto se confrontato con quello reale; eri portato a parlare di più con i tuoi amici virtuali, che con la tua stessa famiglia; eri a conoscenza di qualunque segreto potesse avere quella voce distorta da un microfono, o che si nascondesse dietro un font di una chat, eppure non eri in grado nemmeno di immaginare nella tua mente il suo volto, ma il più delle volte un avatar, che simboleggiava un amico più importante di uno reale.
Lo scambio di dati e quindi dei semplici bit, era in grado di comunicarti delle emozioni forti da un punto di vista virtuale, ma tristemente vuote in un contesto reale.
Nel secondo decennio di internet ha origine invece il “Web 2.0”, una mentalità “Social” permette anche ai meno avvezzi alla tecnologia di entrare a far parte della “community”, grazie allo sviluppo di applicazioni e dispositivi orientati ad essa.

Ogni individuo che naviga sul web è ora in grado di partecipare e di condizionare l’andamento della “community”, può rappresentarsi ai “limiti” della propria vita, può elevarsi a portatore di ragione attraverso una “Propaganda”, può condizionare l’andamento della community (quindi facendo marketing) prendendo il ruolo di “influencer” .
Tanta gente all’interno di un sistema Server si tramuta in un gruppo con una data identità e potenza  sociale, che consente al singolo partecipante di non sentirsi più isolato bensì parte di una manifestazione di idee che alle volte può mutare se spinta all’eccesso in qualcosa di veramente pericoloso.
Quasi come in una distopia, l’uomo non ha più identità ma assume il ruolo di numero, diventando quindi parte della “Massa”, intesa come entità unica.

Essa condiziona volontariamente l’informazione secondo il suo ordine di idee, essendo sempre alla ricerca di maggior favore; l’uomo quindi riceve sempre più una informazione distorta che lo condiziona e involontariamente lo porta ad accettare un’idea che normalmente non accetterebbe mai.

L’idea di cultura personale viene lentamente trafugata, la possibilità di ricevere informazioni (giuste o sbagliate che siano) in modo pratico e veloce, annulla la ricerca, quindi la “Sapienza”, aumentando a dismisura la superficialità in ogni tipo di approccio.
Ed è in un mondo dove ognuno oramai si è tramutato in narciso sentendosi in diritto di dire la propria in modo superficiale, che la libertà d’espressione diventa satura, annullandosi e rendendoci sempre più soli a crogiolarci nel culto di un finto noi stessi.
In un mondo sempre più in contatto, dove l’uomo è felice in una realtà virtuale che, però, d’altro canto lo rende facilmente condizionabile, qual è la via giusta?

L’internet ci ha davvero reso soli?