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Eroica Fenice

Mostri del tubo e il successo su Youtube

Come avere successo su Youtube? Come guadagnare con Youtube? Come aumentare le visualizzazioni? Queste sono alcune delle ricerche più in voga tra chi comincia una “carriera” sul famoso sito di video sharing. Chi possiede un canale Youtube vorrebbe conoscere i segreti che portano alla ricchezza leggendo guide palesemente farlocche e che non dicono quasi mai nulla di nuovo. ”Siate voi stessi” davanti alla videocamera. Questo è il consiglio più abusato e da sciocchi che si può trovare sul web. C’è chi vorrebbe diventare Paperon de’ Paperoni facendo vlog, esprimendo la propria opinione su un sito che di meritocratico non ha quasi nulla. Non è utopia, per carità. Basti pensare a personaggi come Favij e PewdiePie, che fatturano quanto un piccolo stato del centro Europa facendo gameplay di videogames, o a Cliomakeup e Carlitadolce che si prendono la briga di decidere come le ragazze dovrebbero truccarsi e con cosa. 

Ma gli esempi di chi ce l’ha fatta sono esigui se pensiamo che ogni minuto vengono creati decine e decine di nuovi canali Youtube. Ma se il successo di alcuni personaggi sopra citati è dovuto comunque a delle “abilità” (ma non certo all’essere ”se stessi”), senza dubbio chi ottiene ancor più successo sono coloro che mettono alla mercé del pubblico internauta le brutture dell’essere umano, l’idiozia e, in alcuni casi, palesi disturbi psichici. Stiamo parlando dei cosiddetti ”Mostri del tubo”. Chi sono costoro? Sono personaggi genuini o, molto più spesso, creati ad arte che hanno scoperto la pietra filosofale, il Sacro Graal, sono coloro che hanno capito che il pubblico di internet vuole solo una cosa: l’imbecillità nuda e cruda sbattuta sullo schermo. Qualche nome? Giuseppe Simone, Rosario Muniz, Matteo Montesi.

L’apripista di questo modello antropologico è senza dubbio Gemmadelsud. Uscita fuori dai radar, ha avuto un periodo di vero e proprio “splendore” agli albori di Youtube. Le bastava buttarsi dell’acqua in faccia per farsi acclamare (e insultare) dalla folla. I mostri del tubo, però, si sono evoluti, come tanti Pokémon. Da Gemmadelsud siamo passati a creature ancor più inquietanti che assurgono al ruolo di messia, profeti o semplici disadattati che hanno trovato la gallina dalle uova d’oro. Chiedere alle donne di elargire almeno “1 kg di v…” o lodare il Signore dopo aver masticato la carogna di un ratto sarebbero atti malvisti dalla comunità, a meno che non ci sia una videocamera a riprendere. Nel 1963 Dino Risi diresse un capolavoro che si intitolava “I mostri”. Girare un remake di quel film oggi sarebbe fin troppo scontato, il cast sarebbe più ricco del conto in banca di Onassis. 

E se tutti questi mostri del tubo venissero riuniti in un pacchetto unico, tutto compreso, come quelli che le pay tv ci propinano ogni anno? E se questo pacchetto, però, fosse anche gratis? Ebbene, ci ha pensato un guru dei nostri tempi, Andrea Diprè. Un po’ avvocato, un po’ storico dell’arte, un po’ talent scout, un po’ tutto e allo stesso tempo niente. Il noto ”giornalista” (una definizione bisogna pur dargliela) che si catafrange su divani sibaritici non ha lesinato impegno e olio di gomito per riunire non solo i mostri del tubo più famosi, ma anche quelli che si nascondevano nell’ombra (e ci sarà stato un motivo). Esempi? Canazzo, Gucci Boy, Bobbe Malle e le cosiddette ”opere d’arte mobili”. Insomma, bisogna essere se stessi per avere successo? Alcuni mostri del tubo forse lo sono (e qui si aprirebbe un capitolo spinoso sullo sciacallaggio che porta a sfruttare persone con evidenti problemi), ma molti altri hanno deciso di buttare alle ortiche il proprio io per darsi a uno spettacolo molto simile ai freak show che tanto spopolavano nel XIX secolo. 

-Mostri del tubo e il successo su Youtube-