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Eroica Fenice

Papiri ercolanesi: leggerli senza srotorarli

I papiri ercolanesi, che costituiscono un patrimonio librario unico al mondo, da oggi potranno essere letti senza essere srotolati. La notizia, relativa al nuovo metodo di lettura, è apparsa sulla rivista “Nature Communications”.

Ricorrendo alla «tomografia a raggi X a contrasto di fase», un gruppo di ricercatori è stato in grado di leggere virtualmente due papiri ercolanesi (uno integro ed uno frammentario), conservati all’Institut de France.

Tale team è coordinato dal fisico italiano Vito Mocella dell’Imm (Istituto per la microelettronica e i microsistemi) del Cnr (Consiglio Nazionale delle Ricerche) di Napoli ed accoglie anche ricercatori dell’Università Tedesca Ludwig Maximilian, ricercatori del Cnrs francese (Centro Nazionale delle Ricerce Scientifiche) e dell’Ersf (European Synchrotron Radiation Facility) di Grenoble.

I papiri furono trovati, intorno alla metà del XVIII secolo, in una villa ercolanese, nota, per questo, come “Villa dei papiri”; la villa apparteneva, probabilmente, al nobile Lucio Calpurnio Pisone ed avrebbe ospitato la scuola epicurea di Filodemo di Gadara (I secolo a.C.)

I papiri ercolanesi contengono opere di filosofia ellenistica (soprattutto epicurea, ma anche stoica). La loro scoperta suscitò grande interesse, dal momento che si trattava dei primi papiri venuti alla luce nel mondo antico e dal 1755, in piena età borbonica, l’Accademia Ercolanese avviò un’attività di decifrazione e studio.

I papiri ercolanesi sono carbonizzati, a causa del calore del materiale piroclastico che ricoprì la città, a seguito dell’eruzione del Vesuvio, nel 79 d.C., e a causa dell’umidità, a cui i papiri sono stati sottoposti, nel mentre restavano sepolti nel sottosuolo ercolanese.

I primi tentativi di svolgimento dei papiri, i quali, proprio perché carbonizzati, sono estremamente fragili, furono infruttuosi e dannosi, dal momento che rovinarono o distrussero molti rotoli.

Solo nel 1753 lo scolopio Antonio Piaggio, inviato a Portici dal Prefetto della Biblioteca Vaticana, su richiesta del re Carlo III di Borbone, mise a punto la celebre macchina, con la quale è stata srotolata la maggior parte dei papiri che leggiamo. In seguito, furono sperimentati nuovi metodi di svolgimento, che, tuttavia, non diedero risultati soddisfacenti.

Negli anni ’80 del XX secolo, un’équipe norvegese guidata dal filologo Knut Kleve, ha messo a punto un’efficace tecnica – basata sull’uso di acido acetico, gelatina e acqua, utilizzando la quale è stato possibile svolgere, fra gli altri, un papiro (conservato alla Bibliothèque de l’Institut de France), contenente un libro di Filodemo di Gadara, nel quale sono citati autori del periodo augusteo, come Virgilio, Quintilio Varo e Vario Rufo.

Il progresso tecnologico odierno ha fatto molto di più, dal momento che, grazie alla tecnica di microelettronica, messa a punto dal team di Mocella, è possibile leggere i papiri senza srotolarli.

Mocella, sottolineando l’importanza di questa nuova tecnologica metodologia, mette in evidenza che essa potrebbe essere adoperata per leggere i circa 450 papiri ancora intatti e non letti (conservati presso la Biblioteca Nazionale di Napoli), senza comprometterne l’integrità.

La tomografia a raggi X è una tecnica non invasiva, che consente di leggere in modo virtuale, distinguendo tra il nerofumo dell’inchiostro e l’incenerimento dovuto al calore dei materiali piroclastici. Si ricordi che la densità del nerofumo è quasi identica a quella del foglio di papiro carbonizzato, il che rendeva inutile l’uso delle tecniche classiche a raggi X. Tuttavia, l’inchiostro non penetra completamente nelle fibre vegetali papiracee e la “tomografia a raggi X a contrasto di fase” consente di individuare la differenza tra nerofumo (inchiostro) e papiro.

In primavera, saranno condotti nuovi test, per migliorare la tecnica e, molto probabilmente, sarà possibile scoprire, così, opere e commenti inediti di autori antichi: ecco un caso in cui la cultura e la tecnologia si configurano come un binomio perfetto!

Papiri ercolanesi: leggerli senza srotolarli!

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