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Eroica Fenice

Spotted-mania

Noi vecchi giovani, abituati ai bigliettini, al passaparola tra gli amici (tipo “sai che piaci alla mia amica?”) e alle chiamate anonime per sentire la voce della persona di cui siamo innamorati pazzi ci troviamo ora dinanzi alla nuova frontiera del romanticismo che impazza su Facebook. Sto parlando di SPOTTED, vere e proprie bacheche in cui si può anonimamente condividere il proprio interesse per uno sconosciuto che frequenta la stessa università.

Diffusissime già in America e in Europa le pagine Spotted spopolano anche in Italia e a Napoli la pagina Spotted dell’Università di Napoli Federico II (UNINA) in pochissimo tempo accoglie già 20.000 adesioni. Seguono per numero di fans la pagina della Seconda Università (SUN) con oltre 6.000, quella dell’orientale (UNIOR) con circa 3.000 e del Suor Orsola (SOB) con 800 fans, ma da qualche settimana se ne sono inventata un’altra che non ha nulla a che fare con l’università, ovvero Spotted Metro Napoli dove potrete anche voi cercare di dare un nome a quel volto che, tra la folla e i ritardi della metropolitana di Napoli, vi ha rapito.

Gli ideatori e amministratori delle pagine  Spotted universitarie, che pubblicano continuamente messaggi  in maniera totalmente anonima, hanno avuto certamente un’intuizione geniale e divertente: quella cioè di mettere insieme cuori timidi e solitari, di condividere status demenziali e divertenti, ma anche di sparlare di professori e studenti. Se l’intento principale della pagina dovrebbe essere essenzialmente la possibilità di entrare in contatto con una persona che si è incontrata di sfuggita, ovviamente la pagina diventa luogo principale di gossip che fioriscono in quantità grazie all’anonimato. Non a caso l’ispirazione viene anche da Gossip Girl, una serie americana che si basava su un blog che postava avvistamenti e pettegolezzi dei ragazzi dell’ Upper East Side.

Sulle pagine spotted si scrive quindi di tutto, dagli apprezzamenti per il sorriso (o altri particolari fisici) di qualche ragazza a giudizi sui professori e studenti,  ed ancora vere e proprie serenate per il tipo bello e tenebroso che si incontra da mesi all’università, ma che continua  a non accorgersi di nulla. C’è un ragazzo che  sulla pagina UNIOR scrive “ho visto una ragazza bionda ke studiava un libro di dumas…ci beviamo una tequila insieme?” oppure chi la butta sulla simpatia galante  per trovare una ragazza e sulla pagina di UNINA scrive “Cercasi ragazza carina per passeggiata al sole che arriverà. Non posso offrire altro. Il mio portafogli è vuoto. Posso offrire in compenso tante risate. Non c’è cosa più bella del sorriso di una donna”;  ancora sulla pagina della SUN qualche timido e romantico cuore scrive “Ho saputo che la ragazza col caschetto parte…..il freddo e il gelo avvolgerà l’aula studio senza di lei, caleranno le tenebre nel mio cuore!Per evitare questa sofferenza ho deciso di partire con lei…..ci vediamo all’aeroporto !Il ragazzo col maglione rosso”. Attraverso i messaggi è possibile anche ricostruire storie: in particolare ci sono due ragazzi di lettere moderne  UNINA che si scrivono quasi quotidianamente messaggi su Spotted: anni di studi umanistici, poesie e trattati d’amore buttati per scriversi su facebook anonimamente (ma con le iniziali dei nomi) messaggi del tipo ” Non capisco il tuo comportamento.”. Beh, probabilmente se è un mese che vi parlate solo su spotted non mi stupisce molto che non vi riusciate a comprendere…

Da poco hanno poi inventato una radio chiamata Unispotty in cui si “spotta” ma  allo stesso tempo si raccontano anche gusti musicali attraverso la scelta di canzoni.  Ci sono molti contributi carini  di speaker che parlano di spotted e musica come quello  di Sveva.(Cliccate sul nome per ascoltare)

Spotted è diventata una mania che prende tutti: immaginate milioni di studenti  che ogni giorno, ad ogni ora, dal cellulare e dal computer vadano a controllare se per caso sono stati “spottati” e se qualcuno ha risposto ai loro messaggi. È tenero pensare che qualcuno sia anonimamente alla ricerca dell’anima gemella  su fb, che non abbia il coraggio di dichiararsi ad un proprio compagno di università che vede tutti i giorni e che grazie al web possa farsi avanti.  Ma quando si cominciano a leggere messaggi indirizzati, a mo di stolker, sempre alla stessa persona che magari si trova a studiare di fronte all’anonimo  spotter sono proprio le ragazze che commentano i post a lamentarsi del fatto che i ragazzi non hanno più intraprendenza, che non hanno il coraggio di farsi avanti per la paura di mettersi in discussione . E allora mi chiedo una cosa: scrivere messaggi anonimi su spotted è semplicemente un divertimento e un modo per trovare informazioni su qualcuno che non possiamo raccogliere in nessun altro modo oppure è diventata una  nuova moda di tutti quei giovani che, annoiati dalla vita, universitaria e non, non riescono ad immaginare più cosa significhi trovare il modo di attaccare bottone con una persona per cui si prova interesse? Forse si tratta solo di una questione di comodità: quella di poter scrivere un messaggio su spotted su qualcuno che sta studiando di fronte a voi invece che provare a scambiarci due parole. Vista così mi viene in mente  quel  diffusissimo ed alienante fenomeno che porta due persone che si trovano nella stessa casa o addirittura nella stessa stanza a comunicare in chat o su whatsapp piuttosto che parlarsi sul serio. Ed allora cari “adocchiatori”, continuate pure a  spottare tutte gli avvistamenti che volete, ma, quando è il momento di agire e di rischiare, alzate i vostri sederini (per usare un eufemismo) e cominciate anche a riscoprire l’arte della parola, della scherzo, del flirt dal vivo.

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