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Eroica Fenice

La “terza spunta” su WhatsApp: bufala o verità?

C’era una volta l’epoca in cui i social – media non avevano completamente preso il sopravvento sul mondo circostante, dove la parola “virtuale” non era pienamente comprensibile a livello pubblico. C’era una volta il tempo in cui i rapporti interpersonali nascevano e si sviluppavano faccia a faccia, al massimo al telefono, al massimo con i buon vecchi SMS, e se proprio vogliamo essere  uno di quei bacchettoni radicati nel passato i quali rifiutano senza mezzi termini l’avvento della tecnologia (esistono ancora?), possiamo fare appello alla lettera scritta a mano come mezzo di comunicazione amorosa in cui la febbrile attesa accendeva maggiormente l’intento.

Tutto iniziò intorno al 2004 quando un allora ventenne Mark Zuckerberg fondò l’azienda Facebook che è ora uno dei siti più visitati al mondo, insieme ai più importanti portali di ricerca a livello mondiale, come Google o Yahoo!; man mano che le relazioni hanno iniziato a limitarsi alla staticità di un computer, si è andati oltre l’uso informativo e senza dubbio pratico del progresso informatico, anche se d’altronde la comunicazione virtuale ha incrementato la ricettività dei propositi divulgativi quando insomma tutto questo è giustificato per rimanere al pari passo con la contemporaneità, sociale e culturale. In pochi anni “tag”, “post”, “tweet”  sono entrati a far parte del gergo comune, insieme al “whatsapp”, dall’omonima applicazione di messaggistica istantanea che ha surclassato tutti, e che allo stesso modo ha eliminato, in maniera talvolta poco consona e inadeguata, ogni tipo di privacy comunicativa. Il riserbo di una conversazione quanto la possibilità di rispondere o meno al nostro interlocutore, sono stati spazzati via, ma non si può nascondere l’utilità e ormai quasi la necessità del mezzo, soprattutto perché senza costi e mobile.

Tutti sappiamo come Whatsapp  funzioni: dopo la trascrizione del messaggio una spunta verde indica la consegna di esso al server, e quella doppia designa l’avvenuta ricezione sul cellulare del nostro destinatario. Da qualche giorno però circolano in rete alcune notizie riguardanti la possibilità al prossimo aggiornamento dell’aggiunta di una famigerata “terza spunta”, che dovrebbe significare l’effettiva lettura del “whatsapp”, sottinteso un’ulteriore perdita di riservatezza e l’eventualità di fraintendimenti oltre che di drastici malintesi, se non accade già adesso: il che è paradossale ma non tanto irreale per noi, assuefatti dai mille stimoli immateriali simulati dalla tecnologia di oggi. La notizia è partita da alcuni siti di informazione spagnola probabilmente con l’unico intento di creare scompiglio, e sembrerebbe che le piattaforme ufficiali e americane non ne parlino affatto.

Facciamo parte certo di una società in cui se non possiedi tali nuovi mezzi di comunicazione, sei inevitabilmente fuori dal mondo, e non si tratta solo di essere consapevolmente “costretti” a stare al passo con i tempi. Di famiglie sfasciate, coppie scoppiate e litigi ai limiti dell’inverosimile, quasi da sceneggiatura cinematografica, ne abbiamo sentito parlare spesso, nati a causa dei social network e della conseguente perdita di ogni riservatezza, dove anche i più timidi spiattellano on line la propria vita; ma anche se quasi tutti sono invischiati in questo marasma virtuale per loro scelta, avete mai pensato se il gioco vale la candela?

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