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Rotoorto: il giardino girevole da balcone evi

Rotoorto: il giardino girevole da balcone

È tutto italiano il Rotoorto, l’orto rotante, verticale e alimentato dall’energia solare, nato da un’idea di un giovane ingegnere, Francesco Benaglio che, con l’aiuto del padre, ha realizzato e brevettato la sua invenzione. «Mi chiamo Francesco – così leggiamo sul sito dedicato all’ingegnoso impianto – e ho ideato questo dispositivo quando avevo 16 anni; poi, con l’aiuto di mio padre Domenico, architetto con un passato da alpinista e passione per la terra, è divenuto realtà con la realizzazione nell’estate del 2014 del prototipo che da tempo ormai ci ha dimostrato la sua efficienza e il piacere di vedere fiori e ortaggi muoversi e crescere autonomamente. Eravamo in viaggio tra Bari e Foggia, fra vigneti e uliveti, e campi di pannelli solari e pale eoliche; io e mio padre cominciammo a parlare di come si potesse fare a portare quello che vedevamo nelle case di tutti, concentrandolo, realizzando qualcosa che fosse l’espressione di un’Europa sempre più attenta all’ambiente: nacque in quel luogo questa idea, da allora l’abbiamo sviluppata e speriamo possa far parte delle cose utili e piacevoli del nostro mondo moderno. Intanto, il Rotoorto ha ricevuto un riconoscimento dalla provincia di Bergamo come miglior idea proposta da singoli giovani sul tema Expo».

Rotoorto si alimenta e ruota con l’energia del sole

Un orto verticale appare oggi la soluzione migliore per coltivare ortaggi, verdure e spezie, in contesti urbani che solitamente, a causa degli spazi ristretti, non offrono una simile possibilità. Ebbene, il Rotoorto è un innovativo sistema di orti-fioriere verticali disposti su diversi livelli, energeticamente autonome e dotate di sistemi d’irrigazione controllati, in grado di gestire autonomamente la crescita di piante e ortaggi. La caratteristica che lo differenzia da ogni altro sistema di questo tipo è la capacità di sfruttare al meglio la luce e lo spazio limitato del balcone, grazie ad un sofisticato meccanismo di rotazione, che concentra 6-7 metri lineari di fioriera e che si sveglia al mattino e si addormenta al calar del sole, accudendo fiori, ortaggi e erbe aromatiche. La base è costituita dal serbatoio del liquido nutriente e dalla parte portante, che dal centro si innalza con i vasi intorno fino alla sommità, dove è installato il pannello solare fotovoltaico, il punto nevralgico della struttura, da cui proviene l’energia necessaria alla rotazione e ai sistemi d’irrigazione. Sulla parte posteriore del pannello è posizionata la strumentazione che gestisce la ricarica della batteria, la velocità di rotazione e la pompa. «L’irrigazione è gestita in modo autonomo dall’elettronica – sottolinea il suo ideatore – che, in base all’umidità del terreno rilevata da un sensore, aziona la pompa posta nel serbatoio alla base della fioriera». Grazie al suo ingombro ridotto si adatta bene alle dimensioni di un terrazzo, permettendo di avere un bellissimo orto verticale anche a chi ha poco spazio a disposizione. Grazie alle dimensioni contenute e allo sviluppo in altezza, inoltre, Rotoorto si trasforma anche in elemento d’arredo, che permette di godere a 360 gradi del verde e produce un effetto scenografico mediante la rotazione continua

Il Rotoorto oggi è una startup, ospitata nell’incubatore d’impresa “Bergamo Sviluppo”

«L’obiettivo è quello di vederlo in futuro in ristoranti, hotel, luoghi pubblici e privati d’Europa», scrive ancora Francesco sul suo sito. Intanto, Rotoorto ha potuto godere di una vetrina internazionale di primissimo piano: lo scorso anno è stata esposta a Expo 2015, all’interno del padiglione KIP International School, con una versione avanzata del prototipo, frutto della collaborazione con altri professionisti locali. Insomma, un orto-giardino autogestito e un ottimo elemento di arredo, tutto in un’unica soluzione tecnologica, elegante, funzionale e amica dell’ambiente.