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Eroica Fenice

Schiavi di smartphone: la nuova dipendenza

Avete mai sentito parlare di nomophobia o smartphone-zombie?

Si tratta di termini coniati di recente che fanno riferimento alla dipendenza da smartphone di cui, a quanto pare, stiamo diventando schiavi un po’ tutti.

Se vi capita di portare in giro sempre un caricabatterie in borsa, se siete sempre alla ricerca di una presa elettrica disponibile in ufficio o in un’aula universitaria o se siete stati così sapienti da comprarvi una power bank da portare sempre con voi per evitare di rimanere  con lo smartphone scarico e isolati dal mondo, forse il termine nomophobia vi sembrerà meno lontano di quello che credete. La parola  deriva dall’espressione inglese “no-mobile-phone phobia” e indica la paura di restare senza il proprio telefono, perdendolo o rimanendo senza credito o batteria.

Il secondo termine, smartphone-zombie, si riferisce, invece,  a quella pratica secondo la quale, specialmente giovani e giovanissimi, si ritrovano a camminare per strada e prendere mezzi pubblici senza mai alzare lo sguardo dallo smartphone e senza prestare attenzione alla propria incolumità. Forse non ci crederete ma in paesi come la Cina e il Giappone questo fenomeno è così preoccupante da aver prodotto, negli ultimi anni, numerosi incidenti che coinvolgono pedoni o ciclisti. Proprio partendo da questo fenomeno, uno studente cinese, Xie Chenglin,  ha realizzato un ironico corto sullo sconsiderato uso dello smartphone che ha vinto  un premio come miglior corto della Central Academy of Fine Arts di Pechino.  Nel corto, volutamente provocatorio, la vita dei personaggi scorre senza che essi alzino mai lo sguardo dallo smartphone e provocando per strada e sul luogo di lavoro incidenti di vario tipo: ognuno è così proiettato sul piccolo schermo che ha tra le mani da perdere completamente il contatto col mondo circostante e provocare, come una sorta di reazione a catena, una serie di piccole catastrofi che, naturalmente,  qualcuno si diverte a immortalare con un selfie.

Ma è proprio vero che stiamo diventando tutti schiavi di smartphone?
Ora, seppure non saremo davvero così ossessionati dal nostro cellulare da entrare nel panico quando ci ritroviamo senza batteria e seppure non causeremo davvero incidenti mortali per una sorta di malattia che ci spinge a controllare, scrivere e messaggiare continuamente con lo smartphone, viene, tuttavia, da riflettere su quanto gli smatphone abbiano cambiato la nostra vita.
Facendo a meno di banali discorsi sulla nostalgia dei tempi antichi, ammettiamo onestamente che la tecnologia ha migliorato la nostra vita. Gli smatphone ci permettono di stare in contatto contemporenamente con molte persone, di programmare impegni e di svolgere nello stesso tempo azioni diverse. Siamo diventati tutti multitasking e, escluso alcuni “puri” che ancora resistono senza connessione di rete sul proprio telefono cellulare, quasi tutti ormai non possiamo fare a meno di questo strumento che usiamo per lavoro, necessità, piacere, scelta, abitudine ma anche noia. Fateci caso: siete in autobus, per strada  o in un bar con gli amici e sono tutti a testa bassa a guadare quei piccoli schermi che hanno tra le mani dimostrando così totale disinteresse verso il mondo e chi li circonda. Mi è capitato più volte di osservare da esterna coppie di  amici o fidanzati seduti ad un tavolo non parlare perché rivolti solo al proprio cellulare e mi è successo più volte, mio malgrado,  di presentare lo stesso atteggiamento ossessivo-compulsivo di dipendenza da smartphone con alcune persone senza rendermi conto della mancanza di rispetto che ho dimostrato verso chi mi stava parlando guardandomi negli occhi mentre io controllavo una notifica su facebook. Siamo diventati davvero così alienati rispetto all’altro da preferire uno schermo ad un contatto visivo o siamo alla ricerca di persone che ci facciano dimenticare di controllare continuamente lo smartphone? Certo, però, non le troveremo con la testa sempre rivolta in basso.

E allora tu, che probabilmente stai leggendo questo articolo dal tuo smartphone, ovunque tu ti possa trovare in questo momento, ti prego, alza gli occhi! Sorridi alla signora che ti siede di fronte, osserva il ragazzo che stai incrociando per strada, guarda verso l’alto per vedere se il cielo è azzurro, bianco o rosa.

Viola Castaldo

-Schiavi di smartphone: perchè non alziamo più la testa?-