Seguici e condividi:

Eroica Fenice

Elisa Sommariva: la Ciliegina sulla Torta di Bake Off

Finalista mancata per un soffio della prima edizione diBake Off Italia (il programma di cucina condotto su “Real Time” da Benedetta Parodi e vinto da Madalina Pometescu), la giovanissima Elisa Sommariva ha deciso di raccontare se stessa e la sua esperienza alla nostra redazione.

È riuscita, anche stavolta, a sfornare una performance in grado di deliziare i suoi sostenitori, aprendosi al pubblico con la genuinità e la dolcezza di ogni ricetta da lei preparata nel corso della competizione.

Benvenuta Elisa, ci descriveresti qualche “ingrediente” tipico del tuo carattere per presentarti ai nostri lettori?

Iniziamo con una domanda interessante quanto impegnativa.
Be’, gli ingredienti del mio carattere sono senza dubbio la solarità e l’allegria. A me ricordano un po’ il colore delle uova.
Poi c’è la dolcezza. Qualcosa può esprimerla meglio dello zucchero? Eppure non è uno zucchero normale, piuttosto la sento contraddistinta dallo zucchero di canna, perché proprio lui lascia un tono indimenticabile per il suo sapore dolce ma, prima di tutto, deciso.
Vorrei restare semplice come la farina: una semplicità, di per sé, fondamentale.
Questo strano miscuglio di incompatibili ingredienti, rende il mio un carattere forte. Cerco di non mollare mai e di tentare sempre il tutto per tutto. A ciò, sento di dover abbinare il cioccolato fondente: con il suo sapore lascia un segno indelebile al palato… Anche a me piacerebbe lasciare un bel ricordo nel cuore delle persone a cui tengo.
Infine troviamo il burro. L’ho lasciato per ultimo perché mi sembra l’ingrediente più difficile da descrivere: ho scelto il burro perché ha tante variabili. Per un crumble il burro deve essere freddo e duro da frigorifero, per inserirlo in un pan di spagna il burro deve essere sciolto e tiepido, per una comune frolla il burro deve essere morbido oppure, entrando in termini specifici, “a pomata”. Ecco, io mi sento variabile come il burro. Cambio in base alle varie persone che incontro, a seconda dei loro atteggiamenti e al loro carattere. In questo modo, posso decidere se aprirmi e dare tutta me stessa o rimanere rigida e non confidarmi con loro.

Hai vissuto il “sogno nel cassetto”. Com’è cambiata la tua vita dopo quest’esperienza?

L’esperienza di Bake Off è stata assolutamente incredibile e unica per me: ho imparato davvero moltissimo, ho conosciuto persone che sento tutt’ora e con le quali ho stretto un’ amicizia straordinaria. Le emozioni provate durante Bake Off non si possono descrivere. Mi mancano le registrazioni nelle quali avevo il cuore che batteva a mille e avevo solo una grande voglia di dimostrare ciò di cui sapevo di essere capace. Volevo soltanto dimostrare quanto fosse grande la mia passione. Non dimenticherò le giornate e le serate trascorse con i concorrenti. Con persone come Marilena, Giorgio, Lucia e Roberto mi ci sono trovata fin da subito. In quei momenti (anche di tensione), loro erano un punto saldo, un punto di riferimento. Erano, ben al di là della competizione che avrebbe dovuto vederci avversari temibili, delle persone sulle quali sapevo di poter contare.
Insomma, Bake Off è stata un’esperienza che racconterò sempre con un misto di vivacità e malinconia.

Hai lasciato il programma con il sorriso e senza alcuna lacrima. Da dove hai “sfornato” questa semplicità?

Semplicemente dal mio cuore. Mi è dispiaciuto non poter arrivare in finale, ma la mia rimane una vittoria personale: riuscire a far capire quanto fossero chiari certi obiettivi, mettermi in gioco superando delle prove che non credevo nemmeno di poter affrontare, venir giudicata da due maestri di altissimo livello come Ernst Knam e Clelia D’Onofrio, oltrepassare la barriera dello scetticismo di chi non credeva nella mia curiosa vocazione.
Non ho partecipato a Bake Off per vincere. Non ho partecipato a un programma di cucina per portare a casa un libro o dei soldi, ma solamente per dimostrare a tutti che la pasticceria è la mia vita. Senza di lei, io non posso stare.

Un’esperienza e delle persone che ti hanno segnato profondamente?

L’esperienza che mi ha segnato di più è stata una trasferta fatta con la scuola Icook per il matrimonio della zia di Luca Montersino in Sardegna: è stata la prima volta che ho lavorato in una cucina. Ho visto i suoi ritmi e la sua organizzazione. Li ho memorizzati e non ho potuto far altro, se non rimanerne totalmente affascinata. Inoltre, ho avuto anche la fortuna di assistere al servizio del matrimonio. In quel momento mi sono sentita parte di una frenesia, di una complicità tra chef che, come già tu sei perfettamente riuscito a descrivere in sole quattro parole, mi ha segnato profondamente. Quella sera ho provato qualcosa che non avevo mai provato prima: il sentirsi parte di una squadra, il sapere che se cadeva qualcuno di noi, cadeva tutta la squadra, sapere che in quella squadra si combatte con le unghie e con i denti per un grammo in più. È stata una delle emozioni più forti che io abbia mai avuto l’opportunità di provare.
Le persone che mi hanno segnato profondamente sono tre: i miei genitori e mia sorella Chiara. Senza di loro non sarei qui e non starei facendo ciò che mi rende così profondamente felice, senza il loro supporto non riuscirei a dare ciò che ogni giorno do, senza i loro insegnamenti non avrei quei valori che mi contraddistinguono dagli altri, senza il loro amore non saprei cosa vuol dire far parte di una famiglia e sentirsi amati più di ogni altra cosa.

Dal Liceo Scientifico alla pasticceria…

Quando hai capito che era arrivato il momento di dare una svolta alla tua vita?

Sembrava tutto già scritto, già definito, quasi già vissuto: sarei diventata una professoressa di matematica! L’idea mi piaceva e mi terrorizzava allo stesso tempo. Abbandonarla è stata una scelta molto difficile, studiata più di un’irrisolvibile espressione, combattuta, pensata. Non è stato facile far capire a tutti che il destino mi stava portando verso un’altra insidiosa via, che il destino aveva in serbo un progetto sperimentale ma innovativo, un’ultima spiaggia per me. Non è stata assolutamente una passeggiata sostenere le domande della gente convinta che non avrei mai trovato un lavoro, che nessuno mi avrebbe notata, che stavo prendendo una decisione per un hobby del momento, che avrei trovato persone capaci solo di sfruttarmi. Poi, all’improvviso, accanto a me comparvero persone che da sempre c’erano e che ancora sono pronte a sostenere i miei sbagli migliori.
Allora capisco qual è la mia vera felicità: i Sogni sono la gioia che precede altra gioia. Da sempre credo in questo.

Cosa ci racconti dello stage a Torino?

È stata la mia occasione d’oro. Ad Icook, la scuola di cucina e di pasticceria di Francesca Maggio e Luca Montersino (nella quale lavoro come apprendista), non si smette mai di imparare.
Ho trovato davvero una seconda casa e una seconda famiglia. Mi hanno istruita con tutto ciò che sapevano, mi hanno fatta crescere, mi hanno sostenuta nei momenti in cui mi sembrava andasse tutto male, mi hanno permesso di intravedere orizzonti agli altri proibiti, mi hanno rafforzata, hanno fatto in modo che io iniziassi a credere in me. Così, con la fatica dimostratami, con la voglia di lavorare e con una buona dose di volontà, adesso so che si possono raggiungere traguardi insperati, livelli che prima vedevi sbiaditi pure con il binocolo.
Icook è stato un Sogno. Lo è tutt’ora.
In questi mesi, e ancora oggi, mi alzo ogni mattina con la voglia e il desiderio di andare a scuola (paradossale, vero?). Non riesco neanche a descrivere con le parole quanto sia importante per me Icook e chi ci lavora all’interno.
Il mio pensiero va a loro, a quelle persone uniche, le stesse che non riuscirò mai a ringraziare abbastanza per quello che hanno fatto per me.

Prendiamo per la coda il futuro. Elisa tra vent’anni?

Aiuto… mi viene un po’ caldo, posso dirlo?!
Considerando che ne avrei quaranta, mi vedo con la mia pasticceria piena di dolci nuovi ed interessanti, con i miei clienti abituali, con i miei dipendenti pieni di voglia di fare e imparare. Elisa tra vent’anni la vedo come una donna che ha raggiunto quello che è il suo Sogno, ma non per questo si sente di doversi fermare. La vedo una donna giunta dove pretendeva.
Elisa tra vent’anni è una donna contraddistinta dalla sua armonia e felicità, una donna che sa amare (non solo la pasticceria). Vedo una persona che, una volta alzatasi, preparata la colazione e accompagnati i figli a scuola, si reca nel suo mondo parallelo, nella sua pasticceria. Lì inventa nuove creazioni piene di sapore e di gusto, e una volta terminata la sua giornata di produzione, torna a casa per cenare assieme al proprio marito e ai propri figli.

Ci sveleresti cos’altro hai in mente?

Il progetto principale che ho è quello di viaggiare per il mondo, viaggiare per vedere nuove realtà, nuove concezioni di cucina e di pasticceria. Voglio viaggiare per conoscere nuovi sapori, nuove tradizioni e nuove scuole di pensiero.
Il primo posto che mi piacerebbe visitare è la Francia: tappa immancabile per chi vuol diventare chef o pasticcere.
Infine voglio ringraziare Te per avermi regalato questa splendida occasione e per aver aggiunto a ogni concetto il Tuo, ormai inconfondibile, tocco da Scrittore.

Alla prossima, Eroica!

 – Elisa Sommariva: la ciliegina sulla torta di Bake Off –