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Eroica Fenice

Enzo Gragnaniello

Intervista filosofica ad Enzo Gragnaniello

Enzo Gragnaniello, compositore, musicista, cantautore e  grande poeta partenopeo. Figlio della stessa Napoli di Pino Daniele, Troisi e tanti altri che purtroppo non ci sono più. Lui invece è ancora qui, pronto ad aprirsi come un fiore. Una personalità dal grande spessore artistico e umano, un filosofo dei nostri tempi che ci ha concesso un’intervista molto originale.

Ti definisci più un poeta o un cantante?

Nessuna delle due cose….Se il poeta è quello che scrive le canzoni sì, sono un poeta e poi sono un cantante, ma non mi definisco tale perchè mi piace fare il cantante. A me è tutto un insieme di cose, mi piace trasmettere attraverso il canto il pensiero di quello che ho scritto, l‘inesprimibile, quello che non si può dire con le parole, che non si può spiegare materialmente, quei contenuti che solo con la voce riescono a venir fuori. Mi definisco tutte e due le cose, tutte e tre, qual è la terza non lo so.

Se la tua anima fosse uno strumento musicale, quale sarebbe?

Non so, la prima cosa che mi viene in mente è il flauto perché ha questi acuti che entrano nell’anima, come può entrare uno spillo in una spugna, il flauto riesce a penetrare. Poi esistono tanti e diversi tipi di flauto, io sono tutti i tipi di flauto. Ti spiego: la chitarra fa “blen blen”, mentre il sax è troppo e il violino se ne va così… il flauto invece canta. Allora mi identifico di più in un flauto perché è primordiale e appartiene a tutte le razze del mondo ed io mi sento di appartenere a tutto il pianeta non ad una sola razza. Oggi sono napoletano, ma chi sa quante cose sono stato nel passato per cui sento tutti i flauti del mondo. Il flauto è un grande strumento, lo studio sin da piccolo e l’ ho sempre suonato anche nei “Banchi Nuovi”, un gruppo politico degli anni ’70, suonavo la chitarra e il flauto.

Se fossi un giovane artista esordiente, cosa faresti oggi, che l’arte è così nascosta?

Prima di tutto bisogna capire che la difficoltà nell’emergere nasce nel momento in cui tu non sei quello che pensi di essere. Prendere coscienza di questo è molto importante perchè aiuta a non illuderti. Non puoi ragionare vivendo il mondo delle apparenze e sguazzarci pure dentro. La musica non ha nulla a che vedere con tutto questo. La musica è olio, quella è acqua, non si possono amalgamare. Gli artisti sono quelli che nascono veramente con un dono e non sto dicendo che gli altri non ce l’hanno, ma probabilmente hanno il dono di altre cose. A volte uno è solo affascinato dalla musica, altre volte invece si ha la musica nel sangue ma non il talento e il talento è fondamentale: è come il sole senza i pianeti. Se poi hai talento, devi comunque stare attento perché non vuol dire che sei un artista, solo dopo viene “l’artista”. “L’artista” è la cosa più importante, è il sole, colui che crea, che dà energia. I talenti sono talenti nel toccare lo strumento, nel comporre canzoni, ma ciò che conta è il pensiero, il contenuto, non l’elasticità che uno ha nello scrivere. Se riesci con tre parole a racchiudere un discorso universale, allora c’è poesia, allora significa che tu hai il dono. Quando non trovi questi elementi oppure li trovi ma sotto forma di “giochetti”, copiati dai libri, detti da altri poeti e magari fatti anche passare per idee proprie, allora non c’è il dono. Fa sempre bene sapere quello che hanno scritto gli altri, ma non possiamo fare i riciclaggi perché quando non c’è personalità non arriva l’anima, per cui arriva un contenuto che  gli altri già hanno sentito e non hai credito.  Certo, può anche arrivare un momento buono perché hai fatto una bella canzone, o perché magari, dico per dire, hai avuto la De Filippi dietro ed è andata bene la cosa. Però se veramente si vuole intraprendere questa bella avventura, innanzitutto bisogna capire che la musica è una cosa seria, è sacra, “nun è na cos pe’ pazzià”. Se vi ritrovate “a pazzià” non si mettono radici e non avrai mai un albero con radici in profondità, ma sempre un albero di Natale con le palline sopra. Tu nella musica o sei o non sei; poi se tu ritieni di essere un bravo musicista, nel senso che sei un talento, allora mettiti al posto tuo come fanno i pianeti. I pianeti stanno al loro posto e c’è il sole, non puoi fare l’artista se non lo sei. Che ce ne facciamo di un bravo talento che va al circo equestre per far vedere quanto è talentuoso? Noi abbiamo bisogno di poesia, di arte. In una canzone ci deve essere la poesia, anche se ironica, deve raccontare un fatto, se no giochiamo e tutti quanti cantano. Ma magari cantassero tutti quanti, il problema è che poi vogliono uscire in televisione. Tutti vogliono farsi conoscere, ma che noi ci conosciamo, che cambia? Conosciamoci umanamente, no?

Secondo te è un momento storico, economico, politico, culturale, umano…particolare? Insensato? Di mezzo?

Ma sai è cosa che sta tra il cielo e la terra, è tutto sospeso perché anche noi siamo esseri sospesi. Non abbiamo né i piedi a terra e né siamo nell’altitudine, stiamo in area di parcheggio, in un limbo che ci siamo creati noi perché non conosciamo la verità delle cose. Ci sono così tanti dubbi nella vita, che fanno da gommone al quale ci appoggiamo tutti e comunque, nonostante le intemperie, ci mantengono a galla. Stiamo anche vivendo un momento storico negativo globale, dove c’è la violenza, la crisi economica. E La crisi economica ci sta perché c’è la violenza e la violenza perché c’è la crisi economica. Queste due componenti appartengono ad un solo colpevole: l’ignoranza. L’ignoranza è proprio lei che fa pensare di essere qualcosa, non ti fa diventare intelligente, ma ti fa essere furbo, dopotutto l’uomo ha il libero arbitrio. Un’anima acerba non è “malamente” , semplicemente non è ancora pronta, e allora sguazza nella materia perché conosce solo il tangibile, solo quello che si può toccare. Spesso non si va in profondità e non si capisce che esistono anche altre cose nella vita, invisibili ma più importanti di quelle materiali. Per arrivare a questo non lo so cosa bisogna fare, noi napoletani diciamo: “ti devi squagliare e fare da capo”. È una questione di evoluzione spirituale. Noi pensiamo che c’entri sempre la Chiesa, che debba  sempre arrivare il prete. Non è questo: l’evoluzione spirituale è la più alta aspirazione, il più alto successo vero, è la realizzazione per capire quanto siamo stronzi. E quando l’hai capito dici “ma io ho fatto quelle cose?” .Non è che tu hai sbagliato, nessuno ha colpe, è semplicemente tutto un processo, si fanno delle cose perché ancora non si sanno. Se no anche la mela acerba ha colpe e fa schifo. Tu non toccarla, è acerba, sta là e aspetta il suo turno, mangia quella matura. Così fa il Padre Eterno con noi, si alimenta di anime. Non che “O’ Patatern se magn a’ gente” , è un’allegoria ovviamente. Più si evolvono le anime e più danno luce, pensiero ad altre cose e danno sempre più energia. È come un virus, solo che questo non ti fa venire la malattia, ma te la toglie e ti illumina. Per avere tutto questo, beh… un poco il fumare, un po’ le stelle, un po’ lo fanno i sentimenti buoni delle persone, un poco lo fanno i fiori. Però l’arte della musica è la più potente. Pensa che è invisibile ma mantiene l’universo, il suono della musica riesce a mantenere come una colla tutto. Tutto l’universo suona, ogni pianeta ha le note, per cui è tutta un’ armonia e tu che sei in questa armonia è come se suonassi in un gruppo, devi stare in sintonia con gli altri se no si sballa tutto.  Così come i pianeti siamo noi e se non sei cosiì la tua vita non può andare bene. Se sei andato nella merda vuol dire che te la sei preparata tu. Bisogna vedere, che fai, hai gli occhi e non vedi?

Cos’è il teatro per te, esiste ancora?

Il teatro quello vero, con le sedie, con le tende davanti e il palcoscenico è una cosa, poi c’è il teatro vivente. La vita è veramente un teatro. Io conosco gente che riesce a mantenere un ruolo ridendo e ci credono pure. Per scioglierli ce ne vuole e ce ne vuole perchè c’è il calcare come nella lavatrice. Qual era la domanda? Il teatro io lo amo comunque.

Manca la poesia a Napoli, alla Napoli di Enzo Gragnaniello?

A Napoli non mancherà mai la poesia. Perché geograficamente è “na poesia”, ha una sensualità e una bellezza indiscutibili. E poi è chiaro che chi è nato a Napoli ed ha anche la vena poetica, scrive cose bellissime.

Parlando un po’ di politica, che ne pensi di Renzi?

Ma io non lo so perchè, devo dirti la verità, da diversi anni a questa parte non c’è stato un leader politico che mi abbia soddisfatto. Poi vedi, a me non interessa più la politica nel senso la sinistra, la destra, il centro, per me è una stronzata, per me esistono gli uomini. Renzi cerca, vuole fare qualcosa, certo ha un ego esagerato ma “tanto chiù nera ra mezzanotte nun po’ venì”. Può darsi pure che Renzi possa cambiare qualcosa perchè è giovane, però non si va da nessuna parte se dietro stanno quelli là, quella specie di massoni, che usano addirittura le stregonerie ed hanno effetti sulle energie. Sono terribili, nel senso che sono pericolosi, indemoniati perchè vogliono potere. Sono degli squallidi, poveretti non hanno ancora capito. Come quei talebani con le le barbe. Mo tutti quanti con le barbe, tutti con questa moda dei tagliatori di teste. Ormai vedi questi ragazzi con le barbe e ti viene da chiedere: “pure tu tagli a cap a gent? Perchè ti fai crescere la barba? Lo sai che se ti fai crescere la barba mi devi fare il miracolo, se no ti vatto? Quando tu ti fai crescere la barba così lunga significa che sei un eremita, la barba è per metterti in sintonia con l’universo, è una specie di antenna, tu che cazzo tieni co sta barba? Che vuoi trasmettere? San Giuseppe?”.  Perché poi voglio dire, devono stare attenti questi quà con le barbe, perchè adesso si stanno organizzando, chiunque vedono con la barba in faccia gliela bruciano, o gliela tagliano. Sto scherzando ovviamente, però hai visto che stanno facendo? “Ma sit proprio strunz voi e sti barb?”. Sono tutti scemi, vogliono fare una guerra che non esiste. Loro leggono il Corano distorto, non lo leggono e assorbono veramente, lo leggono per allenamento. Sono proprio scemi, non sono uomini, perché credono di essere rivoluzionari ed hanno anche la cultura, ma non la spiritualità. Se la sognano la spiritualità quelli là. Stanno sbagliando “tutt cos”, quelli faranno una brutta fine perché adesso gli americani si stanno stancando e l’America è poliziotto, criminalizza. Quegli stronzi con le barbe sono tutti ventenni perché questa è l’età degli scemi, è l’età dei giovani. Dicono che si deve fare qualcosa per i giovani, ma come li riacchiappi più a questi qua che si mettono a fare queste cagate. Questa è una cosa che si deve dire, gli psicologi devono scriverlo che arrivati a vent’anni il cervello ti fa pensare qualsiasi cosa e assorbi tutto, tutto ti esalta. E allora fai il buffoncello, ti metti dietro la camorra o la mafia. I giovani sono molto strumentalizzabili. A vent’anni sei un soggetto pieno d’energie, vieni strumentalizzato subito. Io lo so, io ho fatto politica da ragazzo, li ricordo i vent’anni miei, “ero nu Dio e pazz”. Trovavi pure chi aveva la pistola addosso.

-Intervista filosofica ad Enzo Gragnaniello-