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Eroica Fenice

Paco De Rosa

Intervista al pacato attore Paco De Rosa

Napoli, la commedia e un sogno. È la ricetta di Paco De Rosa, attore nato ad Arzano (NA) che fa il regista da quando aveva otto anni, l’età della sua prima telecamera. Senza affabulare, Paco si descrive in una telefonata come un amico che non senti da parecchio. Lui è lì e ti ascolta e si fa ascoltare. Se non si è ancora capito: Paco De Rosa uguale Braccio di Ferro, lo scagnozzo di Fatti Unici, sitcom andata in onda su Rai Premium dal 24 settembre all’8 ottobre.

Una voce calda mi ha accolto quando l’ho chiamato e io stesso, che più di lui provavo imbarazzo, ero già stato accolto nel migliore dei modi. Una voce, senza dubbio lavorata, che mostra gli anni di scuola di teatro. Quello stesso teatro con cui ha un rapporto dualistico: odio e amore. Subito mi dice di preferire TV e cinema, perché il teatro gli provoca ansia; ma il teatro gasa, proprio come diceva Totò. Totò è il nome della scuola in cui è diplomato in recitazione. La storia di Paco De Rosa è palesemente una reazione a catena, fatta di anelli che via via si inseriscono l’uno nell’altro. All’attore napoletano non piace mostrarsi per definizione, preferisce dialogare senza disciplinarsi, scambiare idee su quello che è il suo mondo. È così che in un tardo pomeriggio d’ottobre mi parla di sé e mi descrive ciò che lo circonda, senza mai divagare troppo.

La storia professionale di Paco De Rosa

Alla fine del suo percorso nella scuola di teatro, un giovanissimo Paco manda il curriculum a Marco Risi per far parte del cast di Fortapàsc. Tutto regolare, il primo sogno di Paco viene realizzato. Con i deliri di grandezza infantili, Paco De Rosa lo vede come un grande ruolo e, da tale, lo interpreta magistralmente. Da lì, poi, passa tanta acqua sotto i ponti fino ad arrivare alle ultime apparizioni. Prima si diploma, poi si cimenta in uno stage di parecchi mesi con Gianfranco Gallo. Lo stage gli apre la strada per lavorare per Ciro Ceruti all’ultima stagione di Fuori Corso. Ora Ciro Ceruti lo tiene nella sua compagnia stabilmente. È così che quindi lavora anche con Lello Arena (è infatti il regista di Fatti Unici), un monumento nella comicità napoletana, italiana, internazionale. Un vero e proprio leader oltre che regista, lo definisce Paco De Rosa, capitano che fa da collante psicologico del cast.

Come Lello Arena, tanti assumono il ruolo di maestro nell’intimità professionale di Paco, il quale sembra vederli quasi come i pagani virtuosi del Limbo dantesco tanto grande è l’ammirazione verso loro. Certo, il paragone regge se si nasconde la veste pagana di quei maestri. Robin Williams e Al Pacino sono i suoi modelli, con una particolare predilezione per Muccino nel campo della regia. Una prospettiva internazionale che lo muove verso alte mete, che però da modesto non mi esprime.

Paco De Rosa, una piccola confidenza

Alla fine della chiacchierata, ormai con un livello di interlocuzione confidenziale, gli chiedo cosa pensa di Gomorra La Serie. Domanda tra conterranei, senza pretese di una risposta tecnico-specialistica, che  non tarda ad arrivare. Il cuore della richiesta Paco lo sente fortemente. È con acume che arriva al suo orecchio tutta la forza del pensiero relativo alla sua Napoli, che non ha mai voluto abbandonare. È una serie che tecnicamente fa invidia a tutto il mondo, ma non dà un messaggio sempre positivo di Napoli, mi dice. Aggiunge che bisognerebbe pesar bene il ‘romanzare’ delle vicende, perché se denunciare è bene, fare cattiva pubblicità con le esagerazioni sembra essere una denuncia in malafede.

Paco mi lascia con la sensazione di dover scoprire qualcos’altro di sé. L’opera non è stata completata e  mi rimanda al 2 novembre perché uscirà Felicissime Condoglianze di Claudio Insegno, commedia in cui sarà attore. In via confidenziale mi rivela il filmone del 2018 a cui prenderà parte ma per ora stiamo a vedere…