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Eroica Fenice

paolo mandetta

Intervista a Paolo Mandetta – Vagamente Suscettibile

Paolo Mandetta, giovane e promettente scrittore, nasce nell’anno 1987, a Paestum, in provincia di Salerno. Lascia il suo amato Sud Italia solo dopo aver abbracciato la sua passione, la scrittura, per iscriversi alla scuola Holden di Torino. Vive ora a Milano, in un bilocale invaso dai fiori.
Amatissimo blogger per Vagamente Suscettibile, Paolo Mandetta è anche autore di diverse opere ordinabili in ogni libreria d’Italia e acquistabili nei maggiori store:
Cuore Satellite è un romanzo che ha come protagonista Paolo, giovane fioraio di Salerno con un grande segreto: il suo cuore ha le sembianze di un bambino e lo segue ovunque, impedendogli di amare il suo compagno e incastrandolo in una stramba famiglia che cade a pezzi.
Aperti di Notte, una raccolta di racconti erotici: storie sui feticci, la solitudine, l’amore e l’infanzia di chi apre la propria anima soltanto di notte.
La legge dei Lupi Nobili, urban fantasy, sulle avventure di Michael Q., un giovane con la missione di conservare la virtù dei sogni in un’epoca di adulti precoci e violenti.

Eroica Fenice ha intervistato Paolo Mandetta per i nostri lettori…

L’intervista a Paolo Mandetta

 

Il tuo seguitissimo blog si intitola Vagamente Suscettibile. A nome di tutti noi ti chiedo: cos’è che ti rende così “vagamente suscettibile”?

È quest’epoca, che dice a tutti “guarda quante cose ho da offrirti, allunga la mano e prenditele! Come, non ce la fai?” E m’incazzo, ci incazziamo, siamo sempre irritabili. Possiamo avere ogni cosa, ma non è vero niente. Siamo solo più infelici perché grazie ai social abbiamo la possibilità di sapere che il vicino di casa sta meglio di noi, in vacanza, o con un buon lavoro, con gli addominali.

Tutti coloro che scrivono e sono alle prime armi, si scontrano con la parola ‘scrittore’. Non sanno se definirsi tali in quanto è ciò che fanno o se evitare per modestia. Anche tu hai attraversato questa fase?


Sì, certo. Scrittore è una parola impegnativa e l’ho evitata per anni. Ho cominciato a usarla solo di recente perché scrivo a tempo pieno ed è diventato il mio piccolo lavoro, allora se la gente mi chiede che faccio non posso che rispondere così. Lo scrittore. Ovviamente i parenti si mettono una mano in fronte e sospirano “trovati una fatica vera, per favore”.

Hai scritto e pubblicato anche una serie di racconti erotici. Cosa pensi dell’idea comune secondo cui la scrittura erotica sia un genere di scarso valore letterario?


Mi scontro con questa idea collettiva tutti i giorni. I problemi sono due: o la gente pensa che erotico voglia dire sordido e disgustoso – perché lo associa a quel tipo di “peccato” che si fa ma non si dice, come il sesso per i cattolici – oppure immagina le valanghe di storie erotiche che si pubblicano a 0,99 centesimi su Amazon, in maniera totalmente improvvisata, farciti di refusi e brutture grammaticali. Perché l’erotico è diventata una moda e allora chiunque può lanciarsi in una storia “fai da te”, la pubblica senza manco rileggerla e ciao. Da qui la convinzione che non ci sia qualità nell’erotismo moderno.

Il tuo Cuore Satellite ha avuto un gran successo, soprattutto per essere stato pubblicato con selfpublishing. A cosa pensi sia dovuto?


Ho rotto i coglioni dappertutto? No, dai, seriamente. Il successo di Cuore Satellite è dovuto al fatto che va incontro davvero a tutti. Racconta una sindrome che è del duemila, quell’incapacità di trattare i propri sentimenti, come fossero qualcosa di esterno, quasi fastidioso e d’impiccio, non personale. Non sappiamo capirci, accettarci, vogliamo cambiare e perfezionarci, senza rispettare le nostre nature. Il romanzo parla di questo e chiunque può rispecchiarsi tra le sue pagine.

Si è soliti sottolineare l’orientamento sessuale di uno scrittore e del personaggio a cui ha dato vita, come se esistesse una vera e propria letteratura LGBT, che può interessare soltanto a persone LGBT. Qual è la tua idea in proposito?


Sai, qui è anche una questione di marketing. Capire il tipo di target che può avere un romanzo. Se la storia parla di problemi legati all’omosessualità, allora un autore può definirla letteratura a tematica LGBT, per meglio indirizzarla al tipo di lettore. Bisogna pure ricordare che l’Italia è un paese che spesso finge di stare al passo coi tempi. C’è ancora tanta gente che storie simili non vuole leggerle e non vuole sorprese. Perciò se la storia accarezza soltanto la tematica, allora è narrativa ed è più commerciale.

La maggior parte degli scrittori sono anche ottimi lettori. Sei un’eccezione alla regola? In caso contrario, quali autori prediligi?


Mi vergogno di essere un’eccezione, sì. La mia passione è il cinema. Traggo ispirazione e attingo da film come “La gatta sul tetto che scotta” o “Improvvisamente l’estate scorsa”. Ascolto i dialoghi e ho come un orgasmo mentale. Mi sento pieno, sedotto, dico “sì, questa è perfezione!”. Quindi sì, ammetto di prediligere il cinema alla lettura.

Quali sono i tuoi progetti per il futuro?


Trovare una dimensione spazio-tempo in cui poter scrivere il nuovo romanzo. E impedire a mia madre di mandarmi su Whatsapp foto tutte storte e sfocate dei tramonti.

Prova a immaginare il Paolo Mandetta del 2036. Come ti vedi tra vent’anni?


Coi piedi nell’acqua del piccolo stagno che creerò davanti casa, con dentro tartarughe, pesci rossi e paperelle. Il mio sogno più grande. Non voglio altro.

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