Seguici e condividi:

Eroica Fenice

James Senese

James Senese: intervista di un “Nero a metà”

Blues e rock, jazz e tradizione napoletana, questi gli elementi che Pino Daniele e la sua storica band hanno portato sul palco nelle sei esclusive date di “Nero a metà”. Un grande spettacolo che ripercorre lo storico omonimo album di Pino, dove protagoniste sono appunto le canzoni più belle dell’artista. Grandi classici che all’epoca definirono un nuovo stile musicale e che ancora oggi risultano all’avanguardia. In questi appuntamenti, che hanno visto la partecipazione di un ospite speciale per ogni concerto, Pino Daniele è stato magnificamente accompagnato dalla sua band originale del 1980, composta da James Senese (sax), Gigi De Rienzo (basso), Agostino Marangolo (batteria), Ernesto Vitolo (piano) e Rosario Jermano (percussioni). Mentre invece l’Acoustic Set vedeva sul palco Rino Zurzolo (contrabbasso), Elisabetta Serio (piano) e la partecipazione di Tullio De Piscopo.

Nero a Metà” è l’album della consacrazione del successo di Pino Daniele, è il simbolo del passaggio dagli anni ’70 agli anni ’80, periodo di grande fermento culturale che vide un gruppo di musicisti napoletani conquistare l’Italia e l’Europa. Poi ognuno prese la sua strada e quel sound inconfondibile che svilupparono tutti insieme prese forma nei successi dei differenti percorsi artistici. Si sono ritrovati nel 2008, poi nel 2012, nel 2013 ed ora.

Pino Daniele, James Senese, Gigi De Rienzo, Agostino Marangolo, Ernesto Vitolo, Rosario Jermano, Tullio De Piscopo, Rino Zurzolo, Elisabetta Serio e tanti ospiti come Enzo Gragnaniello, Clementino, Rocco Hunt e Alan Sorrenti per le date di Napoli, hanno raccontano la loro storia facendo tornare indietro nel tempo il loro pubblico. Nella data evento del 17 Dicembre, tra i camerini del Palapartenope ho avuto la fortuna e il piacere di incontrare singolarmente quattro di questi grandi artisti, in una sorta di interviste parallele.

Oggi incontriamo James Senese, musicista unico dal talento inconfondibile e grande personalità che ha mantenuto rapporti personali e musicali con tutti facendo sempre incrociare le strade. James Senese e Napoli Centrale sono un gruppo che ha saputo creare una dimensione musicale nuova rispettando la tradizione popolare, i volti, le parole, le sofferenze.

James Senese, sassofonista e fondatore negli anni ’70 dei Neapolitan Power, sono passati trent’anni, che effetto ti fa ritrovarvi di nuovo tutti insieme?

Mah guarda noi ormai ci ritroviamo insieme quasi ogni anno, voglio dire che sembra una novità ma poi non lo è, nel senso che siamo così legati l’uno con l’altro, che ogni anno facciamo sempre qualcosa ed è una grande soddisfazione per me ritornare con questi vecchi sentimenti che avevamo seminato in passato.

Che cosa avevano i “Napoli Centrale” di innovativo, di originale rispetto a quello che offriva il vasto e fortunato panorama artistico e musicale dei favolosi anni’80?

Il senso dell’avanguardia, la musica che abbiamo saputo percepire. O per lo meno, il primo impatto che ebbe la musica composta da noi, Napoli Centrale, era il risultato di un linguaggio nuovo per Napoli perchè tutti cantavano tradizionalmente mentre noi abbiamo rotto un po’ tutte le dimensioni che adesso sentiamo.

Storico leader dei Napoli Centrale, James  Senese ha inventato un suo linguaggio personale che ancora oggi incanta il suo pubblico. Credi che adesso la band funzioni meglio di allora?

A me sembra di sì. Perchè le emozioni non cambiano quasi mai. Quando si ascoltano i brani di Pino nella nostra dimensione, come la suoniamo noi, come l’abbiamo suonata noi nel passato facendo successo, le emozioni sono uguali, sono le stesse, cambiano le generazioni ma in realtà le emozioni rimangono, sono sempre quelle lì.

James e il sassofono, com’è nata la tua passione?

Ho ascoltato, ho sentito il suono di questo strumento che suono da tanti anni. Sono rimasto affascinato e ho detto da subito “Voglio vedere che cos’è”. Ho scoperto che era il sassofono.

Figlio di un soldato afroamericano e di una donna napoletana, quest’anima nera come viene fuori?

È un miscuglio naturale il fatto che io possa suonare o dare delle sensazioni del mio essere americano e o napoletano nello stesso momento, ma è una cosa molto difficile da recepire. Credo che io ci riesca “benissimamente”, al novanta per cento.

Per te la famiglia ha ed è un valore fondamentale, credi che adesso, oggi sia ancora possibile avere dei valori e una famiglia?

Beh dipende da chi gestisce la famiglia da chi guarda il mondo diversamente da come lo guardiamo tutti quanti. Io questo lo faccio e diciamo che non parlo solamente della mia famiglia, ma anche di tutti quelli che sono intorno a me, che percorrono la mia stessa strada. Io sono uno che vuole la verità, la verità sarebbe la pulizia del sistema. Il sistema nostro sta rovinato, ma è stato sempre rovinato, non è solo adesso. Allora io cerco assolutamente di andare in un’altra dimensione, principalmente la dimensione del bene, che è molto difficile, ma è questa la mia strada.

Cosa ti senti di consigliare ai giovani d’oggi?

Una bella cosa: rispettare la famiglia. La prima cosa è la famiglia, il padre, la madre, ‘o nonno, ‘a nonna, o’ zio, come vuoi chiamarli tu, se non parte da questo il rispetto, non si capirà più niente negli anni a venire. Cioè, questo è il modo migliore per recepire poi, dei messaggi di sentimento molto forte . E quindi la famiglia è al primo posto.

James, che musica ascolti volentieri?

Principalmente ho sempre ascoltato musica americana perchè penso che stanno trent’anni avanti a noi. Diciamo che però adesso non è che ascolto molta musica perchè tutto quello che è successo negli anni passati, ormai è avvenuto, basta. Sarà molto difficile che nascano ancora dei talenti, nascono ogni cento anni e una volta. Dobbiamo aspettare, ci sarà sicuramente qualcuno che domani farà qualcosa di diverso e ci darà un sentimento ancora più forte di quello di oggi.

 

“Nero a metà”, intervista a James Senese