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Eroica Fenice

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Klaustrophobia: intervista a Luca C. Brucculeri

Luca Canale Brucculeri da anni porta avanti con coraggio e determinazione i suoi progetti cinematografici di genere horror, nel contesto innovativi, ma con lo sguardo rivolto in modo sapiente ad alcuni grandi e intramontabili maestri del cinema di tutti i tempi a cui si è ispirato, come Coppola e Friedkin, personaggi mitici che hanno lasciato un segno indelebile nel cinema. Luca Canale Brucculeri con la sua precedente serie “Horror Comics” è riuscito a penetrare l’aspetto oscuro e visionario della settima arte attraverso una forma visiva personale e spiazzante dal taglio fumettistico, ma saldamente ancorata al filone horror di alcuni intramontabili classici degli anni ’30. Il regista, sceneggiatore e produttore, con il suo nuovo progetto propone in modo singolare e con tecniche di ripresa innovative le paure reali e incontrollate, pronte ad emergere ed esplodere in situazioni del tutto imprevedibili. Ricordiamo che, da sempre, Luca Canale Brucculeri si autofinanzia in modo indipendente, restando fuori dalle lobby cinematografiche e dai compromessi vincolanti per la realizzazione dei suoi corti.

Klaustrophobia, l’ultimo progetto di Luca C. Brucculeri, il racconto di una paura primitiva

In un’anteprima eccezionale Luca ci svela alcuni particolari della sua prossima ed imminente produzione intitolata “Klaustrophobia” e impreziosita dalle locandine realizzate da Carmela Sorrentino.

Ciao Luca, raccontaci le motivazioni che ti hanno spinto a realizzare il tuo nuovo progetto cinematografico, come prende forma, e in che contesto ambientale si svolge?

Ciao Antonio, Klaustrophobia nasce da un progetto che ho sceneggiato circa 3 anni fa, un progetto che vuole arrivare dritto al punto con la sua breve durata (circa 5 minuti) e che vuole utilizzare una paura primitiva e psicologica per disturbare. Come scritto sulle locandine, la base di Klaustrophobia è quella di una sola attrice in scena. Una donna chiusa all’interno di un’oscura scatola umana. Non posso rivelare altro perché il corto va visto facendosi guidare unicamente dal titolo e dalla curiosità. Posso aggiungere che, durante la realizzazione del corto, l’idea si è espansa ad altri due cortometraggi sempre con una donna come protagonista e in solitario, il prossimo probabilmente si chiamerà Sonnambula.

Riguardo al progetto antecedente, come va ad incidere su Klaustrophobia e in che misura ti ha ispirato per la realizzazione del nuovo corto?

Dunque, la serie di Horror Comics è a sé stante, non c’entra assolutamente nulla con questo progetto da definire antologico. L’ispirazione in realtà è nata dalla voglia di raccontare una determinata fobia andando dritto al punto e creando terrore senza troppi preamboli: lo spettatore viene catapultato da subito all’interno dell’incubo e, come la protagonista, si trova spaesato soffrendo insieme a lei in questa situazione.

Luca che visione hai della paura klaustrophobica? C’è dell’autobiografico o retaggi del passato nel tuo cortometraggio?

No, per fortuna nulla di autobiografico, anche se sicuramente rimanere schiacciati all’interno di 4 mura senza un motivo apparente non dev’essere una bella sensazione per nessuno. La voglia principale comunque è quella di disturbare o spaventare con qualcosa di reale, non con qualcosa di sovrannaturale come ho fatto fino ad ora, è qualcosa di tangibile ed è una paura reale di cui molti soffrono.

Interpreta il ruolo di protagonista unico una ragazza, puoi parlarmi di lei? Ha già collaborato con te per altri progetti cinematografici?

Io e Giulia Trivero ci conosciamo da tempo, per il progetto si è applicata molto, ha studiato, ha letto libri in merito, ha dato tutta se stessa per portare in scena ciò che io chiedevo e di sicuro non era facile. Anche il cast tecnico è praticamente tutto nuovo al momento, un cast piccolo per un progetto a cui in pochi hanno creduto, e devo ringraziarli al 100% perché senza i costumi e la scenografia, senza i tecnici audio e i cameraman e i direttori della fotografia, ma in particolar modo senza l’assistenza che ho avuto a livello di regia e di produzione probabilmente sarebbe stato ancora nel cassetto.

Quindi c’è stato un grande lavoro e impegno del cast per la realizzazione di questo corto che di sicuro ci sorprenderà. È previsto un seguito? Parlavi di una trilogia, giusto?

Spero possa sorprendere. Di sicuro c’è stato l’impegno da parte di tutto il cast. Non lo chiamerei proprio un seguito, diciamo che fa parte dello stesso universo narrativo con la stessa impronta tecnica del primo capitolo, ma si farà più avanti e solo se Klaustrophobia funzionerà. Posso solo dire che man mano che si procede si vedranno altri aspetti e altre fobie, altre paure dell’uomo.

Una sorta di micro-universo delle paure espandibile?

Esatto! In ultimo, vorrei ringraziare Gabriele Stermieri, Giulia Trivero, Simone Menzio, Francesca Riccardo, Federica Santi, Nik Kostov, Simone Carta, Davide Cerreja Fus, Matteo Gallo, Greta Legora e appunto Carmela Sorrentino. Devo dire grazie a loro, altrimenti il progetto non ci sarebbe stato!

Le premesse sono ottime, il cast ben nutrito, penso che avremo modo di apprezzarlo! Luca, sei stato molto chiaro e noi di “Eroica Fenice” ti ringraziamo per la disponibilità e la cordialità che dimostri sempre (qui potete leggere la precedente intervista al regista).