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Eroica Fenice

A pietre rovesciate di Mauro Tetti: un viaggio onirico tra passato e futuro

La casa editrice Tunué ha recentemente pubblicato il romanzo d’esordio di Mauro Tetti “A pietre rovesciate”, vincitore del premio Gramsci per inediti.

In un luogo e tempo imprecisato c’è un villaggio chiamato Nur, dove realtà e fantasia si mescolano. Qui, come in un sogno, nonna Dora racconta al nipote la storia del villaggio e dei personaggi che l’hanno vissuto: a cominciare da Giana, una ragazza che perde la ragione quando, dopo aver fatto l’amore per la prima volta, si butta da una scogliera; poi Lucia Rabbiosa, considerata una strega da tutti, che è solo una ragazza che ha perso il suo amore troppo giovane; Eliseo noto Trattore, marito di nonna Dora, conosciuto nel villaggio per la sua grande forza, tanto che nessuno osa mettersi contro di lui, nasconde un segreto: nessuno deve sapere della sua paura dei ragni; e poi c’è Mustafa, soprannominato il “pazzo di Pistis”.

Il villaggio di Nur è un luogo surreale: sembra fermo nel tempo ma vive tutti i problemi della nostra epoca e, come in uno scenario apocalittico, al suo ingresso è possibile trovare carcasse di rifiuti abbandonati e un canale ricco di rifiuti tossici, tanto che “una giornalista dice che gli abitanti di Nur hanno qualcosa di diverso nella genetica“. Qui le superstizioni sono la legge, gli orchi e le fate vivono con gli abitanti in luoghi degradati e inquinati.

“A pietre rovesciate” parla di un mondo fatto al contrario

“A pietre rovesciate” parla di un mondo in cui storia e fantasia si confondono, pertanto è difficile per il lettore seguire la trama, perché forse non c’è; è un viaggio onirico nel passato che ha il sapore del futuro, è un dipinto da interpretare, e ciò gli conferisce una levatura superiore rispetto ad altri romanzi. Impossibile non paragonare il romanzo di Tetti a Le città invisibili di Calvino.

“A pietre rovesciate” non è un romanzo qualsiasi, non è sufficiente leggerlo una sola volta per poterlo comprendere: ad una prima lettura potrebbe apparire complesso e indicato a chi ha grande spirito letterario di avventura. Ma, una volta che le sue pagine riescono a sedimentarsi dentro il lettore, se ne comprende il vero significato: tutt’altro che banale.

Mauro Tetti nasce nel 1986 a Cagliari.  Ha pubblicato racconti su Flanerì, Inchiostro e altre riviste. Nel 2011 ha vinto il premio Masala con il monologo Adynaton.

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