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Eroica Fenice

Amori e altri soprusi

Amori e altri soprusi: Domenico Cacopardo stupisce ancora

Il prolifico scrittore siciliano ottantunenne Domenico Cacopardo torna nelle librerie italiane con il suo ultimo romanzo – il sedicesimo – Amori e altri soprusi pubblicato da Marsilio Editori nella collana Farfalle il 14 settembre scorso.

La storia è ambientata tra il paesino di Letojanni in provincia di Messina, Roma e, in conclusione, Milano. Al centro dei fatti narrati, vi sono le figure dell’avvocato Sebastiano Bellopede, detto Jano, e la dipendente statale Gloria Laguidara. I due si sono conosciuti da giovani, lei bellissima diciottenne e lui ventiduenne innamorato. Dopo un periodo di corteggiamento, Jano e Gloria si sposano nella capitale dove iniziano la loro vita coniugale. Il loro rapporto si delinea sin da subito e ciò che ne esce fuori è la relazione tra una sadica e un maschilista. Difatti, la fascinosa e disinibita moglie del protagonista non disdegna, anzi, va alla continua ricerca, di amanti più giovani e anche più vecchi di lei e – ecco cosa ne mostra la tendenza al sadismo – non ne fa assolutamente mistero al marito. Quest’ultimo, proprio perché ne è follemente innamorato, arrivando al punto di soffrire a causa dei suoi continui tradimenti, non riesce a lasciarla se non dopo molti anni trascorsi nel dolore.

Jano e Gloria sono ormai separati quando lui riceve una telefonata che lo informa della morte violenta della donna. È da qui che, tra il susseguirsi e il concatenarsi di ricordi del passato ed eventi presenti, si sviluppa la trama nella quale verranno smascherate le tante menzogne di una vita intera  e sarà svelata una sorprendente verità.

Amori e altri soprusi , l’amore malato

Se non fosse per la forma romanzata, l’opera di Cacopardo sembrerebbe un vero e proprio saggio volto a proporre due esempi personificati di sadismo e masochismo. In quest’ottica, i personaggi di Gloria e, in particolar modo, quello di Jano ne risulterebbero essere l’esatta riproduzione. Lei fascinosa, ammaliatrice, spregiudicata tanto con i suoi amanti quanto- e anche di più- con il marito; lui mite, corretto e tanto, troppo innamorato da risultare passivo a ogni sopruso ricevuto.

“Non avendo carattere né spina dorsale, mi sono dato un metodo, sbagliato, eppure efficace… Il mio metodo è stato quello di subire, di accettare tutto da Gloria, non senza battere ciglio, ma rilevando, inutilmente, di tanto in tanto, ciò che non mi piaceva e non andava nel suo modo di comportarsi nei confronti miei e degli altri.”

Le parole di Jano, caratterizzate da una lucida e fredda ironia, ribadiscono il suo inutile reagire a ciò che la moglie gli fa ed evidenziano  un’impotenza della quale lui stesso è responsabile perché “affetto da amore malato”.

Grazie a un’approfondita descrizione dei caratteri, l’autore offre al pubblico dei personaggi dalla psicologia contorta ma nonostante tutto uniforme.

Amori e altri soprusi, difatti, è un romanzo vero e prepotentemente accattivante che incuriosisce e fa in modo che il lettore necessiti di risposte che non tardano ad arrivare in un finale esplicativo tutto umano e comprensibile.