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Eroica Fenice

Daniele Amitrano e i suoi Figli dello stesso fango

Da ragazzi tutto ciò che ci è intorno sembra più grande quanto pieno di opportunità, ogni esperienza è un modo per evadere dalla realtà e sentirsi più forti, è un mondo da conquistare con la stessa facilità di un compito in classe andato bene o di una partita a calcio vinta contro la squadra rivale di sempre.

Ci sono gli amici, il primo amore, le estati al mare e il motorino, e l’unico problema è quello di dover tornare a scuola una volta terminate le vacanze o fare i conti con i propri genitori che non comprendono il disagio dei figli.

Nella vita di Andrea però non esiste solo questo. Il suo segreto inconfessabile è Maurizio, suo fratello maggiore che vive condannato da un handicap mentale; così le frustrazioni e i malumori di un adolescente, così come l’esigenza di una “vita spericolata”, acquistano una piega diversa, e il mondo intorno non è esattamente come ci si aspetta che sia, pieno di contraddizioni e di ingiustizie, anche quando si ha 16 anni e il desiderio di possedere tutto dalla vita.

Questa la premessa di Figli dello stesso fango, un romanzo di Daniele Amitrano pubblicato dalla 13Lab editore.

Il romanzo inizia un’estate alla fine degli anni ‘90 a Formia, nel lido dove Andrea lavora per guadagnare qualche soldo da spendere tra serate in discoteca e uscite con i migliori ed inseparabili amici, il gruppo della Fossa. Qui conosce Nancy, una bionda ragazza romana, di cui si innamora follemente, e che sarà molto di più di un ricordo di un falò sotto il cielo stellato di agosto. La storia prosegue con il susseguirsi di vicende simili, dove l’autore tenta di costruire la narrazione cercando di entrare nel modus pensandi di questi adolescenti, vissuto dal punto di vista del protagonista e dei suoi sentimenti un po’ ingenui.

Buona parte del romanzo sembra non dare nulla di più profondo che possa lasciar intendere l’inizio di una svolta; la narrazione però subisce un cambiamento quando ci ritroviamo dieci anni dopo quell’evento spiacevole che ha costretto Andrea a lasciare il suo paesino dopo il diploma e a fuggire lontano da casa.

Daniele Amitrano e “i figli” di una stessa frustrata e controcorrente generazione

Ciò che si percepisce in primis è che Figli dello stesso fango di Daniele Amitrano è un romanzo d’amicizia, raccontata in maniera diversa nella seconda parte della narrazione, più interessante sotto l’aspetto evolutivo. Trasferitosi a Milano dove conduce una vita appagante, Andrea ritorna lì dove tutto è cominciato, dopo avere ricevuto la notizia della morte di una persona a lui cara, per overdose. Dovrà così fare i conti con i ricordi, plasmati dal tempo e dall’età adulta, che per forza di cose invita a guardare al passato con occhi diversi e distanti.

Perché ha interrotto i rapporti con i suoi migliori amici? Quali episodi non è riuscito a focalizzare da ragazzo e che hanno ostacolato il suo giudizio in maniera così radicale?

Daniele Amitrano affronta così, da cantastorie e da “padre”, vicende di criminalità e di droga, in un percorso di immedesimazione che è un po’ una realtà vissuta da tutti i giovani, indipendentemente dalla generazione di appartenenza. Il racconto lineare che segue porterà a svelare tutti i nodi che Andrea, e il lettore, non è riuscito a sciogliere in passato, coinvolto in quel piccolo mondo di corruzione e falsità che stava per risucchiare anche lui.

Nel tipico connubio tra vita adulta ed adolescenza, ogni cosa assumerà un significato diverso, persino le persone vicine ad Andrea, come gli amici Erasmo e Aurelio o Nicoletta, l’antitesi del suo vero amore, saranno rivalutate, per rivelare un finale sorprendente ed inaspettato.

Ilaria Casertano