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Eroica Fenice

Barabba, la musica bifolca

I Barabba sono un giovane gruppo partenopeo, i cui componenti, fedelmente affezionati a Fuorigrotta, si sono trovati per portare in giro la musica che ha dato origine a tutto ciò che conosciamo.

Riccardo (voce e batteria), Paolo (chitarra) e Antonio (contrabbasso) sanno di essere dei “bifolchi”, amano definirsi tali e non cercano altro che palchi dove poter esprimere la loro natura.
Se avete qualche quesito su di loro, forse qui troverete le risposte.

Vi siete scelti un nome biblico, di una certa importanza, ora è giusto spiegare a tutti come siete arrivati ad esso.

Barabba è venuto fuori una sera, mentre Riccardo non era proprio lucidissimo, lo tirò fuori di getto, facendoci ridere e decidemmo che, alla fine, non era poi così male. Veniamo fuori dalle ceneri di un vecchio gruppo, di cui sono cambiati vari elementi e ad unirci è stata la nostra passione per il rockabilly e quel tipo di musica in generale.

Prendete spunto dal rock di metà Novecento, il rockabilly di Jerry Lee Lewis e Buddy Holly, anche se, numeri alla mano, bisogna ammettere che oggi venda e vada per la maggiore un altro genere di musica. Scelta coraggiosa, direbbe qualcuno. Ma cosa vi ha spinto a farla?

Non è stata una vera e propria scelta, il risultato è venuto naturale, istintivo, quando abbiamo cominciato a suonare. Nel rock dei maestri si trovano le profondi radici della musica moderna, esso è ancora travolgente e possiede un ritmo facile da seguire, anche per l’orecchio meno esperto.
Suonando abbiamo pian piano scoperto i nostri ulteriori interessi verso altre sonorità e li stiamo sperimentando. Vogliamo dare qualcosa a chi ci ascolta, qualcosa oltre un semplice messaggio, una vera e propria sensazione trascendentale, un brivido che li faccia sentire quanto siamo con loro.

Chi vi ispira quando suonate e create la vostra musica?

Il Re, Elvis, gli Stray Cats, ma anche la vena psichedelica dei Pink Floyd si sente nelle nostre esecuzioni. Alterniamo spesso gli strumenti quando suoniamo, il nostro Antonio ha fatto un corso di liuteria e si diverte a proporci pezzi innovativi di volta in volta. Prendiamo spunto dalle idee di questi grandi, i quali avevano la possibilità di dire la loro in un tempo migliore e molto diverso dal nostro. Oggi ci sono più molti musicisti competenti, la loro musica è perfettamente tecnica, ma sembrano quasi dimenticarsi del cuore quando la divulgano.
Esprimono pensieri straordinari, ma se non sei fatto d’acidi, non sei capace di coglierli.

La vostra presenza sul palco è difficile da non notare, siccome ne prendete pieno possesso col corpo, oltre che con la musica. Vi muovete su di esso, vivendolo appieno, fino a confondervi con la massa di persone che ballano. I Barabba sembrano desiderare di interagire col pubblico fino a diventarne una parte stessa.
Secondo voi, da dove proviene ciò?

Il tutto è generato dalla profonda unione del gruppo, siamo grandi amici e portiamo questo sentimento, questa affinità sul palco, facendo tutti assieme ciò che amiamo. Quando questo avviene, il nostro desiderio è di certo creare una totale aggregazione col pubblico, fare musica insieme a loro, non per loro, e farli divenire parte di questa scombinata squadra di bifolchi.
Essere i Barabba e la gente ci hanno regalati grandi esperienze e fantastici aneddoti.
Una volta, durante una serata, una signora dal primo piano ci tirava l’acqua per invitarci gentilmente a smettere, poi, però, si fermò e si mise ad ascoltarci insieme agli altri. Il tutto, mentre uno straniero agitava i suoi testicoli contro un auto con all’interno il suo proprietario intento a ridere.
C’è il sangue del nostro Riccardo sui rullanti del “Kestè”, sono il ricordo fisico di una serata molto particolare in cui abbiamo suonato per quasi 4 ore.

L’immediato futuro dei Barabba?

Seguiremo la scia dell’Umbria Jazz Festival, suonando per quelle strade nel mezzo di luglio, e ci stiamo dando molto da fare nella realizzazione del nostro primo album, presso la Apogeo Records, etichetta indipendente.
Abbiamo un sacco d’idee, di voglia di sperimentare, ma il nostro essere profondamente bifolchi si fa sentire anche in questo. Stiamo facendo i conti con la differenza tra i live e la vita da studio, ci saranno un sacco di evoluzioni nella nostra musica. Se tutto va bene, il disco dovrebbe essere pronto per settembre.

I prossimi eventi dei Barabba:
3 luglio: Arancia Blu, De gustibus in arte, Afragola
4-5 luglio: Radici Fest, Buskers al Borgo, Caserta vecchia
10 – 17 luglio: Umbria Jazz Festival

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