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Eroica Fenice

Gelsomina Massaro Spontaneamente

Gelsomina Massaro: poetare “SpontaneaMente”

Gelsomina Massaro, prima di essere autrice della raccolta di poesie SpontaneaMente, è una stimata collega che ha condiviso con me un tratto del percorso universitario (e non solo). Quando si condivide una passione così forte, come l’amore per i libri e la letteratura, ci si lega inspiegabilmente a filo doppio. Così ci siamo incontrate a Napoli per un caffè nel nostro amato chiostro di Porta di Massa e abbiamo scambiato quattro chiacchiere.

Questa tua raccolta di poesie, come è stato giustamente sottolineato nella prefazione, presenta una ricca varietà di colori, di forme e di temi. Particolarmente incisive le tue liriche quando fanno riferimenti all’attualità e alla crisi che viviamo (vedi Crisi d’anime). Com’é nata l’idea di SpontaneaMente e perché hai scelto proprio questo titolo?

L’idea di questo libro è nata dal desiderio di condividere le mie poesie, raccolte in un arco di tempo che va dall’adolescenza alla maturità. Il titolo racchiude un significato che si presta a diverse implicazioni e cerca, principalmente, di intrecciare un messaggio anche eticamente complesso con la bellezza della poesia. Ho inteso la spontaneità alla maniera di Pascoli come dote naturale dei bambini, normalmente soffocata negli adulti dalla ragione e, dunque, come capacità di stupirsi ancora per cose apparentemente banali. Una “mente spontanea” è l’obiettivo che ci si prefigge, la pacificazione e consolazione che deriva dallo scioglimento faticoso di ogni tensione. Una meta che trova il proprio senso nella cultura, nello studio, nella ricerca, nonché nell’esperienza della vita stessa. L’immagine di copertina, che ritrae un celebre gruppo statuario della reggia di Caserta, anticipa il filo conduttore che tiene legati i miei cinquanta componimenti: un intreccio tra arte, mondo bucolico e miti classici.

Da quando scrivi poesie? Com’é nata questa tua passione?

Scrivo poesie da quando frequentavo il liceo e ricordo sempre con piacere il mio preside e la mia professoressa di lettere che mi incoraggiavano a partecipare ai concorsi letterari, occasioni di crescita e confronto con altri ragazzi. Devo ammettere che allora “sfornavo” poesie con più facilità rispetto ad oggi, forse perché maggiormente consapevole che ogni verso richiede di percorrere il doppio binario della tecnica e della passione, dove la prima non si può improvvisare ma è frutto di studio, mentre la seconda è amore puro, che ho riconosciuto nel «tempio di Calliope» e che mi ha fatto «vedere lontano, nonostante io fossi miope». Del resto anche la filologia, cui ho dedicato i miei studi, non è altro che la derivazione dal greco di filos e logos, ovvero amore per la parola. Ebbene non avrei corrisposto tale amore se avessi lasciato chiuse in un cassetto le mie poesie.

Credi che l’autopubblicazione possa essere la strada per far conoscere il proprio lavoro?

Credo che l’autopubblicazione possa essere sicuramente un buon modo per iniziare a far conoscere i propri scritti. È risaputo che la poesia, soprattutto quella di scrittori esordienti, in termini economici non è appetibile come la prosa per il mercato editoriale. Nonostante questo, confido molto nel lavoro fatto con onestà intellettuale, nel senso che l’autopubblicazione, almeno nel mio caso, non è diventata sinonimo di autoreferenzialità. Ho avuto vari ripensamenti prima di pubblicare ed ho sottoposto SpontaneaMente al giudizio e alla lettura sia di persone con più esperienza di me nel campo della scrittura, sia di parenti, amici e colleghi, sia di perfetti sconosciuti. Un giorno ho lasciato il mio libro su un tavolino di un bar e mi son detta: “Se qualcuno lo prende e lo tiene aperto per più di dieci minuti, sarò contenta”. Ebbene il lettore sconosciuto lo ha sfogliato per quasi un quarto d’ora ed io ho esultato. Continuo a cercare pareri, accogliendo complimenti e anche qualche ammonimento con la consapevolezza di poter e dover sempre migliorare.

Un consiglio che daresti ad un giovane appassionato di poesia come te.

Un consiglio che mi sento di dare ai giovani che condividono la mia stessa passione è quello di essere, restando in tema, sempre spontanei, di non snaturarsi, di conservare il proprio modo di guardare il mondo, di coltivare sogni e passioni con impegno e dedizione, senza inseguire falsi miti. Da aspirante prof. suggerirei i classici della letteratura che, retorica a parte, hanno sempre qualcosa di sano da offrire.

– Esordio in versi per Gelsomina Massaro –