Seguici e condividi:

Eroica Fenice

Gennaro Castaldo

Gennaro Castaldo (Gene R. Seesign), intervista all’autore

Energia. Carisma. Simpatia. Partiamo da qui per introdurre il nostro intervistato. Classe 58, Gennaro Castaldo è un bell’ esempio di come le passioni possano essere coltivate al di là del percorso lavorativo che si intraprende. Gennaro è, infatti, in primis un odontoiatra e poi musicista e scrittore nel tempo libero. Nonostante ciò, il suo romanzo d’esordio, pubblicato sotto lo pseudonimo di Gene R. Seesign (Eracle editore), ha ottenuto ottimi riscontri di lettori e critica. Abbiamo avuto il piacere di intervistarlo.

La domanda più difficile. Chi è Gennaro Castaldo?

Mica tanto difficile. Ecco, aspetta un attimo che apro la carta d’identità e ti rispondo subito. Allora… Gennaro Castaldo è un medico… nato a Napoli 57 anni fa… segni particolari nessuno… capelli vedere foto! Eh sì, più che la foto ci vorrebbe Photoshop per vedere i capelli. A parte gli scherzi. Mi sono sempre interessato di più cose. Sia in ambito professionale (sono anche Osteopata, insegno all’AIOT di Pescara e sono relatore in alcuni master in Odontoiatria Neuro-Mio-fasciale) che di relazione. Ho ancora la rock band del liceo, gli ORADARIA, attempati giovanotti col vezzo di fare solo pezzi propri. Scrivo i testi e buona parte delle musiche dei brani. Tra poco vedrà la luce il nostro terzo CD (tutto autoprodotto, autoregistrato, autoarrangiato e… autoritratto!). La passione per la scrittura c’è sempre stata. Ho iniziato con dei mini-racconti, tutti ancora nel cassetto, per poi assaporare la sfida del romanzo. Ne ho scritto un altro paio dopo “I Custodi della Rivelazione” ma non sono ancora sufficientemente scremati da poter essere proposti a case editrici (ammesso che rispondano!). Alcune altre idee che avrebbero potuto trovare realizzazione sotto forma di libro le ho trasformate in commedie. Una specie di sfida personale. Mai avrei pensato che una di queste potesse venir rappresentata.

Napoli, odi et amo

Più amore che odio. Anche se spesso le ragioni per odiarla te le ritrovi a “ogni piè sospinto” (non si può dire più, vero?). Basta accennare questo… quando nel lontano 1977/78 decisi di iscrivermi a Medicina, non ebbi alcun dubbio su quale facoltà scegliere. La prima facoltà, quella immersa nel centro storico di Napoli. Semplicemente perché appena qualche lezione risultava pall…ahem, noiosa,  sgattaiolavo via e me ne andavo girando per vicoli e vicarielli. Ogni angolo della nostra città mi ha sempre riservato sorprese. E continua a farlo. Credo che nessuno di noi potrà mai dire di conoscerla appieno.

Genesi e intenzioni de I Custodi della Rivelazione

La genesi del libro è insita nella risposta di prima. L’enorme ricchezza di Napoli dal punto di vista storico, culturale e ambientale non la rende seconda a nessun’altra città del mondo. Allora mi sono chiesto: come mai non è mai stata utilizzata come set per un thriller storico? Ne è più degna, ad esempio, New York che di anni ne ha svariate migliaia in meno? Ecco, poco alla volta ho cominciato a sviluppare l’idea e l’intenzione finale è stata quella di raccontare una Napoli altra da gomorre e camorre. E a quanto pare un certo riscontro c’è stato, vista la selezione al premio NapoliTime, visto il Primo Premio per la narrativa edita Città di Caserta e la menzione d’onore al premio Thesaurus a Matera.

Parlaci di ‘Ha ragione Carlo’

Potrei sintetizzare con una frase di Oscar Wilde: Mentire con garbo è un’arte, dire la verità è agire secondo natura. Carlo è il prototipo di colui che non vuole scendere a compromessi. La coerenza è un suo cavallo di battaglia. Ma questo suo modo di essere gli aliena continuamente amicizie. La moglie vorrebbe che lui fosse più elastico, più diplomatico. In una ennesima cena tra amici le sue osservazioni “coerenti” fanno precipitare la situazione e creano scompiglio. Grazie ad una frase magica trovata in un vecchio libro della nonna riesce a tornare indietro nel tempo quel tanto che basta per correggere il suo errore. Ma non fa in tempo a godere della ritrovata pace che un’altra sua osservazione crea altro scompiglio. Riprova più volte a cercare di modificare le sue azioni ma il risultato non cambia. Fino alla conclusione… ma questa non posso dirtela, no? In ogni caso, questa commedia andrà in scena durante la manifestazione “RIS-ARTE AI COLLI”, al teatro Santa Teresa in via Nicolardi 235, il 04/12/2015

Progetti e ambizioni future

Non programmo niente. Continuo a fare quello che faccio da una vita. Spero di riuscire a far pubblicare qualche altro libro, magari con possibilità maggiori di promozione e distribuzione. Riuscirò certamente a mettere in scena qualche altra commedia e… se proprio vuoi conoscere un mio sogno, ebbene mi piacerebbe campare scrivendo. Ma questo è veramente un sogno!

Marcello Affuso