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Eroica Fenice

I Wilful Dream e il loro rock poliedrico

La musica in Campania è sempre possibile in ogni sua declinazione di genere. Un esempio di quanto possa essere importante il lavoro instancabile delle giovani band sono i Wilful Dream che seppur non ingabbiando nelle etichette potremmo identificare come gruppo alla ricerca di un rock sempre poliedrico ed attuale con uno sguardo doveroso alla tradizione. 

Com’è nata la vostra collaborazione musicale?

La nostra collaborazione musicale nasce nel 2008. A quel tempo, a differenza di oggi, la scena aversana era ricca di nuove proposte e di nostri coetanei che proponevano la loro musica nei vari locali della zona. Questo terreno fertile ha indubbiamente fatto sì che noi quattro venissimo a contatto e che decidessimo di dare vita a questo progetto.

Qual è il sogno “intenzionale” dei Wilful Dream?

Guardando a quello che abbiamo costruito finora ed alla volontà di portare avanti la nostra idea di musica, crediamo che, ora come non mai, il nostro sogno intenzionale sia quello di poter fare di questa passione un lavoro a tempo pieno. Anche se, come il nome della band suggerisce, non è possibile controllare i propri sogni ed avere un pieno controllo della propria vita, noi lavoriamo instancabilmente per far sì che questa personale aspirazione si concretizzi.

“Here comes the storm, it makes me unique as long it makes me see, mind it looks divine, trash useless flags!”. Qual è la tempesta che attraversa l’uomo e le inutili bandiere da cestinare?

La tempesta a cui si fa riferimento in Fragments, il nostro primo album, è una manifestazione violenta di quella incontrollabilità della vita con cui facciamo i conti ogni giorno. L’uomo, sbattuto qua e là, stordito dagli eventi e dalle pressioni che giorno dopo giorno incombono su di lui dal mondo esterno, entra in uno stato di caos mentale che lo induce a conformarsi, ad assuefarsi alle dinamiche ed alle aberrazioni della società, abbandonando le sue “vecchie bandiere”, i suoi ideali.

I vostri prossimi “Fragments” nel cassetto? È ancora possibile fare musica oggi?

Il nuovo lavoro della band, Get out of here, è in fase di lavorazione. Drasticamente diverso per struttura, concezione e sound dal suo predecessore, rappresenta al meglio quella che è stata la nostra maturazione artistica nel corso di questi ultimi anni, dal costante amore per il prog e l’hard rock fino al crescente interesse per la musica elettronica. Fare musica, oggigiorno, è una scelta: il boom di internet e dei social networks ha causato un sovrappopolamento di gruppi dal quale è molto difficile emergere senza scendere a compromessi. La cosa più importante è credere in quello che si costruisce, cercando di evitare che la troppa concorrenza possa minare la propria forza di volontà o creare casi di eccessiva e cinica competizione con altri gruppi, cose che purtroppo accadono sempre più spesso.

-I Wilful Dream all’Eco Summer Festival 2015-