Seguici e condividi:

Eroica Fenice

storie e merd

Intervista al creatore del fumetto Storie e merd

Storie e merd è un fumetto dissacrante e maleodorante ambientato tra Castellammare Di Stabia e Vico Equense. La provincia di Napoli è piena zeppa di personaggi improbabili ma reali (per fortuna o purtroppo). Abbiamo intervistato il suo creatore Ruben Curto.

Dove si annida lo sterco del titolo?

Il titolo (come un po’ tutto di Storie e merd) è nato per puro caso. Disegnai la prima storia lasciando sulla pagina iniziale dello spazio bianco. Era riservato appunto al titolo che però ancora non avevo deciso. Contattai il mio amico calligrafo Gabriele e gli dissi: “Senti, ho questa storia, mi disegneresti tu il titolo?” e lui: “Sì… che nome gli hai dato?”.  Per scherzo risposi: “Storie e merd!”.
La cosa ci fece ridere. E data la storia che raccontava, ci stava pure piuttosto bene. Che poi sarebbe stato il titolo di tutta la serie non l’avevo previsto. Questo accade ad essere impulsivi. Mannaggia a me!

Parlaci dei personaggi. Dove vivono, cosa fanno?

Abbiamo il protagonista. Il suo nome verrà rivelato la prima volta solo nel secondo numero (che a breve uscirà). Sarebbe il tizio coi capelli rossi e gli occhiali da sole. Molti sostengono sia un mio alter ego per via della somiglianza fisica ma io preferisco prenderne le distanze.
Ha 19 anni e vorrebbe fare l’inventore ma si arrangia facendo il meccanico. Passa molto tempo nel suo laboratorio/officina a bestemmiare. Cerca continuamente di inventare cose assurde ma le sue iniziative strampalate vengono sempre annichilite dalla realtà post-apocalittica di provincia con la quale si trova a fare i conti.
É talmente demotivato che spesso preferisce andarsi a drogare piuttosto che lavorare, diventando spesso la causa dei suoi stessi mali.

Robottone. É un robot costruito in maniera raffazzonata con roba vecchia o gettata nella ‘monnezza’. É stato inventato dal protagonista al solo scopo di dare una mano col lavoro. Ma fa troppo caldo per lavorare ed egli ha sviluppato una sua autocoscienza. Passa molto tempo a leggere robe di ogni tipo. Si interessa di Buddhismo ZEN. Non parla o meglio emette un solo suono che è: “Bzz”. 
Per qualche motivo assurdo tutti lo capiscono quando si esprime tranne il lettore.

Catello Del Gaudio. É il ragazzino col casco a fungo. É un tipo un po’ superficiale, ignorantello e ‘grezzo’ che non sta mai fermo. Rompe spesso le scatole. Ha sedici anni. Quindi, suppongo che vada a scuola (ammesso che la scuola in futuro esista). Fuma un sacco di canne e ‘si spara’ qualsiasi sostanza psicotropa gli capiti a tiro senza preoccuparsi delle conseguenze.

Questi sono i tre principali. Ne ho inventati pure altri che avrò modo di poter sviluppare meglio in futuro tipo Alfredo Formighelli e Markus.

Si tratta della tua prima opera fumettistica?

Sicuramente è il mio primo parto dato che mi occupo di tutte le fasi, dal fare l’amore alla gestazione. Insomma sì.

La scelta di Castellammare come setting da dove viene fuori?

Mi serviva una provincia che avesse del degrado, della gente molesta e che fosse stranamente bella (fascino decadente?). Che avesse una propria identità marcata ma che al tempo stesso rappresentasse un po’ il male di tutte le province del mondo in era moderna (globalizzata?). Castellammare era perfetta!

A che numero è arrivato il fumetto cartaceo e dove può essere acquistato?

Il secondo è già finito. É in stampa adesso e dovrebbe uscire per il Napoli Comicon. Si può acquistare all’Alastor a Napoli e alla fumetteria Cartooncult di Castellammare di Stabia… Se non si riesce a reperirlo, mi si può contattare sulla pagina Facebook di Storie e merd e ci si può accordare.

La tecnica del tuo disegno è eredità di qualche grande maestro, anche indiretto?

Mi ispiro a qualsiasi cosa, anche a cose non inerenti al fumetto. Ci sono, però, persone che hanno fatto cose che, volente o nolente, ti influenzano anche a livello inconscio e spesso conviene andarsele a rivedere. Ci sono Moebius, Andrea Pazienza, Gipi, Lorenzo Ceccotti, Alessandro Rak, Igort, Bastien Vivès, Daniel Clowes, Bill Senkiewiz, Ashley Wood, Suehiro Maruo, Katsuhiro Otomo e tanti (ma taaaanti) altri.
Ovviamente la roba che faccio non equivale a neanche un’unghia di questi sopra citati.

Quale personaggio dei fumetti vedresti bene come cittadino stabiese o campano in generale?

Io vorrei vedere un qualsiasi supereroe americano girare per Castellammare con l’intento di combattere il crimine. Verrebbe annichilito sul nascere. I cittadini sarebbero i primi a prenderlo in giro già solo per come si veste.
Andrebbe in depressione dopo poco e finirebbe a bighellonare al bar e a giocare con le macchinette.

Progetti futuri?

Ti dirò di più: non solo ho progetti futuri ma anche progetti passati da poter riciclare. Portare avanti un progetto fumettistico non è una bazzecola e richiede tanto lavoro, oltre che una caterva di situazioni più o meno stimolanti o favorevoli.

Staremo a vedere! 

Per ora stando a Vico Equense mi sono uscite solo storie e merd!

-Intervista al creatore del fumetto Storie e merd-