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Eroica Fenice

Lucia Rocco, una promessa per il futuro. Intervista alla giovane attrice

Lucia Rocco si è evidenziata in campo artistico sia nel teatro che nel cinema, dando prova di grande professionalità attraverso la recitazione e ottenendo, pertanto, considerevoli apprezzamenti dalla critica e dal pubblico. Lucia ha tutte le qualità per poter aspirare ad una carriera brillante e di successo. La ricordiamo nel recente cortometraggio girato nel 2013 “La voce del sangue” per la regia di Fracesco Afro De Falco, un autentico capolavoro della durata di 14′ minuti girato attraverso una ricostruzione scenografica nei locali interni della Torre di Ro (Capodimonte “N apoli”) e che si rivolge attraverso i coprotagonisti Federico Salvatore nel ruolo di De Sangro “Principe di San Severo” e Lello Serao nel personaggio di Giuseppe Sammartino (autore del Cristo Velato), ad un pubblico colto, dando ampio rilievo ad una serie di simbolismi alchemici, Lucia interpreta un personaggio, importante “La Maddalena” il sale e l’origine della vita e della creazione in una serie di sequenze di forte impatto visivo.

Lucia raccontaci della tua esperienza cinematografica per il recente cortometraggio “La voce del sangue”, era.. Già avevi avuto modo di lavorare in un ruolo per il regista Francesco Afro De Falco?

Ho avuto modo di conoscere Francesco in occasione dei provini per il cortometraggio “La voce del sangue“, era alla ricerca di un’attrice che potesse ricoprire il ruolo della Maddalena, mi trovò indicata, ed entrai rapidamente in sintonia con una sua visione d’insieme per il film. Dal primo momento ho pensato che fosse abbastanza folle da meritare di essere seguito senza nessuna riserva.

Come ti sei trovata a recitare con due attori di provata esperienza come Federico Salvatore e Lello Serao?

Con Lello in passato ho avuto modo di collaborare per il teatro. È stato mio regista in uno degli spettacoli legati alla rassegna “Museum”. Ci siamo rincontrati sul set come attori e la scena che dovevamo girare insieme era molto delicata. Io indossavo degli abiti molto leggeri e giravamo nel corso di giornate freddissime. Nonostante le stufe accese non riuscivo a smettere di tremare e Lello si preoccupava di continuo affinché restassi al caldo tra un ciak e un altro. E’ stato un partner molto premuroso.Io e Federico abbiamo girato in giorni diversi ma ho avuto comunque il piacere di conoscerlo al mio primo giorno di set. Ricordo che mi disse che per lui era inammissibile condividere un lavoro senza nemmeno conoscersi, non era casuale la sua visita sul set per incontrare il resto del cast. Questo è stato un bellissimo benvenuto. Mi ha permesso di sentirmi subito parte di quella squadra, ormai già affiatata e rodata nei giorni precedenti durante le riprese.

Ti sei calata da subito nel personaggio della Maddalena proposto da De Falco? E che cosa ha rappresentato per te interpretare un personaggio così fortemente simbolico immerso in un ambientazione storica?

Io e Francesco siamo frutto di un percorso molto diverso, ma è stata proprio questa diversità a far incuriosire l’uno all’altra. Tra noi ci sono stati diversi incontri che hanno preceduto le riprese. Per lui era fondamentale rivedere insieme il Cristo Velato. Voleva percorrere una serie di passaggi nella sicurezza che vissuti insieme, ci avrebbero regalato una terza esperienza generata da uno sguardo comune. È li che ha cominciato a prendere corpo l’idea. Così è nata la nostra Maddalena.

Ma torniamo agli esordi della tua carriera d’attrice, è accaduto tutto in modo casuale, o c’è stata passione e amore per la recitazione da sempre? Com’è nata artisticamente Lucia Rocco?

Il mio è un continuo percorso di formazione. Nonostante i miei studi, prima il “Liceo Linguistico”, poi la “Facoltà di Ingegneria Civile”, avrei potuto orientarmi verso un percorso “diciamo” più prevedibile, ma i percorsi spesso sono imprevedibili, e quindi ho deciso che non potevo più sottrarre tempo a ciò che amavo “Il teatro”.

Stiamo vivendo un momento delicato per il nostro paese in cui il cinema e il teatro sembrano passare in secondo piano per i tagli dei contributi statali alle opere cinematografiche e teatrali. Quali sono per te le difficoltà maggiori per intraprendere questo tipo di lavoro o gestirlo nel migliore dei modi?

Vorrei avere una risposta a questa domanda che ci fa riflettere su come affrontare nel migliore dei modi questa crisi, una crisi che  io chiamerei prima di tutto dei valori. Purtroppo siamo vittime di un sistema di cui noi stessi siamo fautori, un cane che si morde la coda? Probabilmente si. La situazione delicata del nostro paese è un malessere generale che va a toccare qualsiasi ramo specifico. Nel nostro caso…nel caso del teatro, persistono condizioni ancora più devastanti in quanto non siamo considerati neanche dei lavoratori . In nome della crisi ci vengono proposte condizioni sempre più lontane da una dignità lavorativa e in molti casi si risponde “si”. Siamo i primi a non farci rispettare.

Raccontaci delle precedenti esperienze artistiche, c’è stato prima il teatro. Con chi hai avuto modo di lavorare?

Per il teatro non mi sono mai negata nulla, mi sono lanciata nelle esperienze più diverse cercando di scoprirmi e meravigliarmi. È questo che mi diverte di questo lavoro. Ho avuto modo di lavorare con vari registi, specialmente da quando mi sono trasferita a Napoli, ma è a Salerno che è iniziata questa passione, ricordo durante le lezioni del mio primo maestro Pasquale De Cristofaro.

Le delusioni artistiche se ci sono state ti hanno scoraggiata o fortificata?

Le cadute non mancano mai. Certe volte si ha la sensazione di passare più tempo con il sedere per terra che a rimettersi in piedi! Fa parte del gioco e quando si torna in piedi abbiamo sicuramente imparato qualcosa in più su noi stessi…nella peggiore delle ipotesi sviluppi la capacità di cadere almeno con un atterraggio morbido!

Hai avuto anche modo di recitare per un lungometraggio cinematografico, com’è stata l’esperienza?

Si ho recitato nel mio primo lungometraggio! “L’evento” di Lorenzo D’Amelio. Ora in fase di montaggio. Non immaginavo fosse così duro il cinema. C’è bisogno di un alto livello di concentrazione ed è fondamentale lavorare in un ambiente sereno. Per me c’è il ricordo di un’esperienza indimenticabile che ho condiviso con persone eccezionali. Non sono mai stata così tanto tempo davanti ad una telecamera e sono curiosa di vedere cosa siamo riusciti a realizzare.

Ti senti maggiormente attratta dal mondo teatrale o cinematografico? Qual è l’ambiente lavorativo più congeniale alla tua espressione artistica?

Mi sento attratta da tutto ciò che non conosco e penso che in entrambi i casi ho ancora tanto da imparare, quindi non mi negherei nessuna esperienza sia in ambito cinematografico che teatrale. Ovviamente adoro la magia della messa in scena, e sicuramente avverto una maggiore consapevolezza in teatro.

Tu sei nata a Salerno ma vivi a Napoli, ti senti particolarmente legata a questa nuova realtà?

Vivo a Napoli da tre anni e me ne sono innamorata. È una città con così tante piaghe…ma è anche una fonte inesauribile di energia. Inoltre la sua cucina non ha eguali. È una città ricca di sapori.

In questo momento stai lavorando per un nuovo progetto? Ci potresti regalare qualche anticipazione?

Dovrei cominciare con due nuovi progetti, uno teatrale e l’altro cinematografico, si tratta di un corto, ma per entrambi siamo alle prime fasi di lavorazione, quindi è prematuro parlarne.

Hai un tuo sogno nel cassetto?

In realtà no, nel senso che i miei sogni oggi hanno preso forma attraverso la curiosità. Ho voglia di assorbire qualsiasi esperienza che possa arricchirmi. Sento che ciò che più desidero ha in realtà più concretezza e fattibilità di un sogno, senza perdere la follia e l’azzardo di ciò che più si brama. Ecco, il mio sogno è di non perdere mai la curiosità!

Ringraziamo Lucia per l’intervista che ci ha rilasciato augurandole una brillante carriera artistica.

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