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Eroica Fenice

contemplare

Intervista a Federica Russo, giovane poetessa

È tempo forse che i lettori di Eroica Fenice conoscano una giovane poetessa di Bacoli. Lei si chiama Federica Russo e dall’età di quattordici anni scrive poesie. 1993 è il suo anno di nascita, frequenta il corso di laurea di Lettere moderne alla Federico II di Napoli, “contemplare” è il suo verbo. Ora le faccio la prima domanda, vediamo che dice. 

Perché la poesia?

Ho scelto la poesia perché reputo sia il genere di maggiore spontaneità, non ha bisogno di orpelli e giochi artificiosi per potersi esprimere, è l’espressione più diretta e immediata dell’anima.

Hai pubblicato qualche mese fa “Contemplare” (Drawup edizioni), il tuo primo libro di poesie, trentotto fogli incasellati in cinquanta pagine. Da quale angolo del tuo cuore c’è la preferenza del verbo “ contemplare” ?

Contemplare è per me uno stile di vita, rappresenta un determinato stato d’animo, e racchiudere trentotto poesie sotto un unico titolo che è appunto “contemplare”, significa tener presente che quel determinato stato d’animo è tangibile, che non è un’impresa così ardua poterci arrivare, ma molto spesso tendiamo ad abbandonarlo e relegarlo in luoghi reconditi della nostra mente. Questo libro mi ricorda che contemplare è possibile, che arrivare a sentirsi in armonia con ogni fibra dell’esistenza che ci circonda e ci forma, è possibile. Non c’è sconforto troppo profondo se riusciamo a contemplare.

La poesia può rappresentare un antidoto o addirittura un punto di svolta individuale se si rimane presi come mosche nella tela e ragnatela più antica di Matusalemme stessa?

Sono del parere che non solo la poesia ma la scrittura in generale rappresenti un antidoto e un punto di svolta individuale. Rimanere impantanati è il morbo che logora il terzo millennio, la scrittura è il porto sicuro dove lottare contro ciò che non ci sta bene, se questo è lo scopo della propria scrittura, oppure lottare per ciò che vogliamo cambiare anche di noi stessi, la poesia e le forme di scrittura in generale, possono essere delle armi micidiali, sia a livello interiore e personale, sia a livello universale.

Cosa ne pensi dell’attuale situazione culturale in Italia? La poesia a che battito cardiaco va secondo te?

In Italia siamo per la brevitas, e per quanto le poesie possano essere brevi, raccontano troppe cose non sempre comode e di ampia portata. La poesia resta un genere di nicchia alla quale non tutti si avvicinano spontaneamente, non nascondo però che questo lato della poesia mi affascina. Chi fa poesia è in sfida con il mondo intero, si fa valere, desidera diffondere la propria parola, portarla il più lontano possibile per dare sempre più dignità a questo genere, vero e sofisticato.

Quali sono i tuoi prossimi obiettivi?

Ho iniziato a scrivere un romanzo, avevo da tanto tempo un’idea in testa che può prendere forma solo in questa direzione, quella romanzesca. Sto continuando e continuerò a scrivere poesie perché fare poesia ha per me anche una sorta di valore terapeutico, non è un genere che abbandonerò facilmente, né ho intenzione di farlo.

 

– Intervista a Federica Russo, giovane poetessa-