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Eroica Fenice

Luca Canale Brucculeri, intervista al regista

Luca Canale Brucculeri è una nuova promessa della cinematografia di genere horror. Il giovane, regista e sceneggiatore, ha esordito anche come produttore autofinanziandosi con l’associazione Lacumbia Film e realizzando Horror Comics #1 Drops, un corto spiazzante e imprevedibile nei risvolti scenici. Questo è solo il primo capitolo di una saga composta da 4 episodi, nata dalla voglia irrefrenabile del regista nel tradurre la  sua forte attrazione per cinema horror e per i fumetti in una realizzazione cinematografica. Il film è chiaramente ispirato ai classici del cinema d’autore, riproposti attraverso le ricostruzioni di atmosfere gotiche godibili di un bianco e nero di grande effetto.

In un luogo fuori dal tempo, dove il passato e il presente assumono connotazioni del tutto marginali, si dà inizio ad uno scontro atavico tra due forze contrapposte: la sanguinaria Elizabeth Bathory, (una vampiresca Lilith che giunge dal passato nutrendosi del sangue dei bambini) e un padre vendicativo di due figlie. “Uno scontro in cui non ci sono ne vinti ne vincitori”.           

Luca raccontaci com’è nata l’idea di dedicarti al cinema, producendo un corto dal titolo accattivante, dove tu curi la regia, la sceneggiatura e il soggetto avvalendoti di un ottimo staff tecnico. Da tempo accarezzavi questo desiderio?

Dovremmo partire dalla preistoria: ho iniziato a recitare a 7 anni in varie compagnie amatoriali, amo il cinema e non potrei vivere senza. Ho lavorato come attore in diverse produzioni Rai e Mediaset, poi ho avuto “l’illuminazione” o “la chiamata” (per me è qualcosa di divino): voler raccontare una storia dal mio personale punto di vista con un genere che mi diverte molto, ovvero l’horror.

L’idea di girare un corto determinato da una netta prevalenza del bianco e nero (in assenza di dialoghi tra i due bravi protagonisti Claudia Armillotta e Pierluigi Ferrero), e avvalendoti esclusivamente di una voce fuori campo, è nata da una scelta mirata volta a creare maggiore patos?

Amo i fumetti e volevo che gli spettatori, nel guardare il corto, si trovassero davanti ad un fumetto in movimento: un po’ come accadeva con “Supergulp!”. La scelta di utilizzare una voce narrante quindi dà, all’orrore presente sullo schermo, una spruzzata di fiaba gotica “dimenticata”, da raccontare di giorno e non prima di andare a dormire.

In Horror Comics #1: Drops ci sono dei chiari riferimenti al cinema horror di alcuni maestri indiscussi come Coppola e Friedkin, quanto hanno inciso sulla tua produzione Dracula e L’esorcista?

Io amo il cinema degli anni ’30 e il miglior Dracula, a mio avviso, rimane Lugosi. Negli anni ho apprezzato sempre di più il cinema dell’orrore e non si può rimanere indifferenti al Dracula di Coppola o a “L’esorcista”. Coppola, nel suo film, ha utilizzato trucchi cinematografici classici, tecniche che venivano utilizzate nel cinema muto ma che evidentemente ancora oggi hanno il loro effetto sul pubblico; stessa cosa riguarda Friedkin: penso che le scene più disturbanti non siano presenti nella camera da letto di Regan ma nell’onirico, come ad esempio la scena in cui Karras ha in sogno una visione della madre defunta. Quelle sono le cose che terrorizzano, “il non visto, ciò che la nostra mente può creare”.

In che misura è stata determinante l’utilizzo della fotografia e del fumetto favolistico per la realizzazione di Drops? Nei capitoli successivi ci saranno ancora dei chiari riferimenti nell’utilizzo di questi elementi?

La produzione da questo lato mi ha quasi odiato: avevo gli storyboard nella mia testa, ogni singola inquadratura, ma loro non capivano dove volessi andare a parare e perché avessi chiesto a Claudio Giordano (il direttore della fotografia) e ad Angelo D’Agostino e Francesco Dragone di utilizzare determinate tecniche. Arrivati in sala di montaggio ho spiegato la mia visione, l’idea del fumetto in movimento e la richiesta esplicita di una fotografia in bianco e nero che omaggiasse le pellicole degli anni ’30. “Drops” è uno dei capitoli più cupi dell’intera quadrilogia, ma la strizzata d’occhio ai fumetti (anche a livello cromatico) tornerà nei capitoli successivi, diversa di episodio in episodio.

Quali sono le tue aspettative come regista? Dopo aver completato la saga horror composta da quattro episodi, hai altri progetti nel cassetto?

L’idea è quella di arrivare ad un crossover con tutti i protagonisti dei 4 corti uniti. In molti non capiscono cosa rappresenta “Drops”: è semplicemente un corto di origini, getta le basi, pone tante domande, crea punti interrogativi. Tutto verrà chiarito andando avanti con i capitoli successivi e arrivati al finale il quadro completo vi stupirà! Quindi la risposta è sì: ho altri progetti. Intendo portare avanti la saga e il mondo che ho creato; ci saranno addirittura delle mini storie a fumetti legate all’universo di “The Horror Comics Saga” che amplieranno la storia e andranno a rivelare alcuni particolari nascosti fino ad ora. “Preparate le domande perché le risposte arriveranno!”

Ringraziamo il regista Luca Canale Brucculeri per la sua gentile disponibilità, augurandogli una lunga carriera illuminata dal successo.  

– Intervista a Luca Canale Brucculeri, regista-

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