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La Compagnia d’o Tammurro si scatena

La Compagnia d’o Tammurro nasce in area flegrea dalla voglia di condividere la passione per la musica tradizionale e di far rivivere la cultura popolare attraverso il canto, il ballo e il suono del tammurro.

Il complesso è formato da nove componenti: Mariano Daniele, Salvatore Carnevale, Maruzzella Cangiano, Carmela Cangiano, Gaetano Cannavacciuolo, Valeria Apice, Lina Aragri, Matilde e Claudia.

Incontriamo Claudia, la più giovane degli elementi di questo gruppo che va dai 19 anni ai 60, per conoscere da vicino questa Compagnia, che sfugge a qualsiasi categoria per il suo carattere multifunzionale.

Com’è nata la vostra collaborazione musicale?

Il 13 agosto 2015 ho partecipato ad un evento organizzato a Pianura da Officine Periferiche, un’associazione no profit che si prende cura del territorio, di cui faccio parte. Complice una braciata di carne, complice il buonumore, presi il mandolino che ho imparato a suonare da autodidatta e mi aggiunsi ad un gruppo di musicisti, già attivi da quattro anni, che allietava l’atmosfera. Nacque così la nuova Compagnia d’o Tammurro.

 Perché avete scelto proprio la musica popolare?

Il passato musicale della nostra terra ci aiuta e ci sostiene nel presente ed è la vibrazione ancestrale che alimenta la passione che ci anima. Ognuno di noi aveva stimoli diversi, chi la danza propriamente popolare che ti trascina con la sua energia forsennata, chi il canto antico che sembra nascere dalle viscere, chi la capacità di far volare il tammurro tra le mani liberando il suono ritmato della tradizione, ma abbiamo scoperto che tutte le nostre attitudini confluivano invariabilmente nel contesto popolare. Allora abbiamo deciso di far rivivere il nostro folclore, operando quella che è una sua ricollocazione nel presente, anche attraverso un’evoluzione del ritmo.

 Il vostro repertorio riprende fedelmente i motivi della tradizione?

Il nostro repertorio, che comprende circa 20-25 brani, riporta delle piccole modifiche nella misura in cui è presente il cayon, mentre, per quanto riguarda le musiche, le presentiamo rispettando la tradizione. Proponiamo per lo più villanelle, tammurriate, cilentane, ballate, tarantelle e brani della Nuova Compagnia di Canto Popolare, uno dei gruppi a cui ci ispiriamo, se così si può dire, visto che si tratta di canti antichissimi, al massimo riproposti in maniera diversa a seconda degli artisti, e due brani di carattere politico-sociale che parlano del brigantaggio, una realtà che ha toccato il nostro Meridione nei secoli passati. Talvolta aggiungiamo anche del medley del repertorio classico napoletano.

Progetti futuri?

Saremo ospiti il 7 novembre della Ballata di Santa Fede Liberata in via San Giovanni Maggiore Pignatelli e della III Assemblea Popolare “Sblocchiamo noi Bagnoli” – X Municipalità, per promuovere l’organizzazione della mobilitazione e le proposte tematiche per migliorare il nostro territorio. In realtà, la nostra presenza vuole confermare il fatto che ci sentiamo vivamente figli della nostra terra, che essa per noi è importante, che vogliamo svolgere un ruolo attivo nella rievocazione della tradizione che è parte di ognuno di noi e che vogliamo aiutare chi non riesce ad esprimere la propria interiorità attraverso la nostra musica.

La Compagnia d’o Tammurro si sta, dunque, avviando a diventare una vera e propria realtà nel panorama popolare partenopeo. Ci auguriamo che tanti siano, in futuro, gli appuntamenti per i prossimi mesi, annunciati sul sitoLasciamoci travolgere dal ritmo del tammurro e supportiamo artisti della nostra terra che sono espressioni autentiche della nostra tradizione.

 

 

 

 

 

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