Seguici e condividi:

Eroica Fenice

electronic hero

An Electronic Hero e la musica (2 parte)

Nella seconda parte dell’intervista ad An Electronic Hero (nome d’arte del giovane musicista pomiglianese Federico Foria), l’attenzione è ricaduta soprattutto sul suo primo lavoro da solista, che ha dato vita al suo primo album originale: “Electronic Sphere“. 

In esso c’è un processo evolutivo che va da una canzone ad un’altra?

Questo album segue un processo evolutivo ben preciso. La sfera elettronica è il modo in cui intrappoliamo i nostri sentimenti e le nostre sensazioni, affidandole ad una nuova dimensione in cui tutto si miscela e si trasforma fino a raggiungere l’ascoltatore. Nella speranza di aver comunicato veramente qualcosa a chi è dall’altra parte o di aver alleviato, anche solo per qualche istante, le sue sofferenze con il tuo racconto musicale.

Ogni brano costituisce una delle sfere elettroniche della nostra vita. Little Planet è il piccolo mondo in cui viviamo, quello che tutti i giorni abbiamo tra le nostre mani e che rappresenta solo una goccia di una infinità di oceani. Il brano è spaccato tra ritmi incalzanti e melodie sospese, come i momenti che alternano le nostre giornate tra gioia e dolore.

Asteroid è una miscellanea di molti genere, richiama al suo interno il jazz e la tekno anni ’80 tipica delle composizioni videoludiche vintage. È tutta l’energia che c’è dentro ognuno di noi ma che ogni persona libera in maniera diversa. È quello che facciamo ma soprattutto quello che vorremmo fare, un asteroide eternamente in volo ma che forse non colpirà mai il bersaglio.

Oxygen è l’essenza del respiro stesso. La sospensione totale (soprattutto nell’introduzione) è il momento solitario sulla cima della montagna, il momento del pieno respiro, ma l’alternarsi con le parti fortemente cadenzate ci riporta alla marcia della vita. L’eterna quotidianità che ci mette alla prova, ci sfianca e infine ci toglie il respiro. La parte finale vede nelle cornamuse la risoluzione stessa di questa marcia, macabramente funebre o gloriosamente vittoriosa.

Sun (vincitore allo Short of the Month (IND) di Gennaio come Best Music Video) e Moon sono le composizioni più recenti, il frutto di pochi istanti intensi. Però in realtà quando agiamo velocemente, di istinto, stiamo mettendo in qualcosa quello che è il sunto di tutto il nostro background. Nei due brani emergono due realtà così opposte ma allo stesso tempo collegate da un filo musicale e umano che sembra quasi invisibile. Da una parte c’è l’energia, quella che permette la vita, ma che abbiamo ormai dimenticato e dato per scontato, dall’altra c’è la riflessione, nella sua dimensione più intima, quella di pausa assoluta, ormai dimenticata dai ritmi frenetici. Il sole e la luna sono entrambe così distanti  da noi perché non le viviamo giorno dopo giorno. Sulla terra vige la guerra eterna per le risorse energetiche che alimentano i nostri bisogni secondari e nell’uomo il totale distaccamento dalla sua umanità e la sua anima.

Ultima domanda. Hai visto il Festival di Sanremo? Cosa ne pensi della musica commerciale italiana?

Non seguo più il festival da quando lo ha vinto Marco Carta. In quell’occasione ho avuto una rivelazione un po’ tarda. Sanremo funziona esattamente come gli Oscar, non vince chi si esibisce ma chi ti ha portato su quel palco. Come tale tutti i discorsi relativi alla qualità musicale e all’originalità non hanno nessun senso.

Comunque mi tengo sempre aggiornato ascoltando le canzoni a posteriori, purtroppo però non vengo mai smentito. Quest’anno vince Il Volo, sono bravi ma non fanno niente di più di quello che faceva Claudio Villa cinquanta anni prima di loro, con la differenza che non hanno il suo spessore musicale. Quello si acquisisce col tempo e spero possano smentirmi; di certo di tutti quelli che hanno partecipato quest’anno sono contento che abbiano vinto loro. Almeno hanno rotto la monotonia di quello che sembrava essere I Migliori Anni e non il Festival di Sanremo.

Ringrazio Federico per averci fatto dare un’occhiata fuori da una finestra aperta su un mondo musicale diverso da quello solito.

–La musica secondo An Electronic Hero (Parte due) –