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Eroica Fenice

Le Capre a Sonagli, intervista alla band

Le Capre a Sonagli sono uno dei gruppi più bizzarri e innovativi dell’attuale panorama della musica indipendente italiana. In attività dal 2000, la band bergamasca, prima nota come i Mercuryo Cromo, vanta tre album pubblicati e vittorie in importanti contest musicali quali “Nuovi Suoni live” e “Arezzo Wave 2013”. La vittoria del primo contest  permetterà loro di esibirsi insieme agli AfterHours. A quasi un anno dalla pubblicazione del loro ultimo album, IL FAUNO, hanno gentilmente risposto ad alcune nostre domande. Cliccando qui, potrete vedere il nuovo video de “La Suite del Demonietto – Seconda Parte” uscito il 28 dicembre 2015.

Le Capre a Sonagli: l’intervista 

Come nasce il gruppo?

Era una calda mattina prossima all’avvento della Santa Pasqua, con somma sorpresa parlando del più e del meno scoprimmo un piccolissimo uovo ricoperto di vello il quale al suo interno celava Double G, la misteriosa anima dell’Ancestrale Bestia a Sonagli.A quel tempo vagavamo informi tra sonorità impalpabili, come bimbi nel Limbo dei Giusti. L’incontro fu d’impressionante impatto, evolvemmo, tramutammo, né umani né bestie, (Le) Capre a Sonagli.

Nelle vostre canzoni ricorrono spesso riferimenti a dimensioni ultraterrene e realtà infernali.C’è una specifica intenzionalità dietro tutto questo?

Come potrebbe essere altrimenti? Sovente incontriamo il caso a determinare i nostri brani ma anche il caso è intenzionale. Le tematiche, la voce e gli strumenti sono in funzione del brano, o meglio, dell’immaginario che il brano crea e dal quale è creato. Suggeriamo a chi ascolta i nostri brani d’intendere la voce e le parole come strumenti che lavorano per costruire un immaginario.

Cosa si cela dietro il viaggio di Joe il Koala raccontato nel vostro album “Il Fauno”?

Dietro al viaggio di Joe Koala ci sono tutti i “viaggi” e le interpretazioni di chi ascolta l’album. Il nostro dichiarato intento è quello di portare l’ascoltatore a crearsi un personale viaggio immaginario immergendosi totalmente nell’ascolto de IL FAUNO. Noi abbiamo cercato di dar concretezza visiva alla nostra interpretazione attraverso i video d’animazione che stiamo realizzando e pubblicando.

La musica indipendente fa sempre più fatica a imporsi su scala nazionale. Secondo voi, è un problema riconducibile soltanto ai canali mediatici privilegiati delle major discografiche oppure ci sono altre cause?

L’accesso ai Mass Media tradizionali in Italia è negato alle produzioni Indipendenti tranne che per alcuni casi lungimiranti (es. King Kong Radio 1, Sonica, Casa Titta, Radio Bam, Rock’n’roll circus radio 2 ecc… per intenderci). A volte però, queste realtà non vengono troppo valorizzate nemmeno dal servizio pubblico che anzi le abbandona (vedi Ghiaccio Bollente). Oggi internet è un canale di comunicazione eccezionale all’interno del quale esistono numerosi contenitori per la musica indipendente ma rimane il fatto che è diffusa ignoranza (nel senso genuino del termine) sul tema in gran parte di radio e televisioni (spesso più attente alla forma che al contenuto).

In 16 anni di attività, quali sono state le vostre maggiori soddisfazioni?

Siamo soddisfatti dei nostri dischi, sia per le evoluzioni artistiche che abbiamo avuto che per la risposta del pubblico.
Suonare su alcuni palchi importanti è stato altresì molto gratificante. Quello che facciamo è considerare queste “soddisfazioni/obiettivi raggiunti” come dei nuovi punti di partenza.

Che obiettivi vi ponete per il futuro?

Nell’immediato un’estate piena di concerti, poi il nuovo disco.