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Eroica Fenice

Luca Buongiorno e il “Mostro”

Luca Buongiorno, giovane attore napoletano è il protagonista del nuovo corto “Un mostro chiamato ignoranza”

“Un Mostro Chiamato Ignoranza” è un cortometraggio che affronta con delicatezza il tema dell’amore gay e delle       adozioni, ponendosi l’obiettivo di voler combattere  l’ignoranza, intesa nel vero senso della parola nei confronti  dell’amore gay.

 Come nasce la tua passione per il cinema?

La mia passione per il cinema nasce sin da piccolo. Non mi recavo spesso al cinema, ma adoravo registrare i film e scrivermi le battute, cosi da poter interpretare quelle parti. Con il tempo mi sono reso conto che questo gioco era una vera e propria passione. Avere la possibilità di interpretare ogni volta un ruolo diverso, è un viaggio che riesce a farmi provare sensazioni che forse nella mia vita non potrei mai provare. Sono laureato in psicologia e questo mi aiuta molto nello studio di ogni mia interpretazione. Ricerco nella vita le emozioni, e quale miglior modo se non quello di entrare in contatto con altri personaggi?

Quanto è significativa la tua esperienza come protagonista nel corto “Un mostro chiamato ignoranza”?

Per me è stata realmente molto significativa. L’idea di poter interpretare un padre, di sentire anche se per poco quel bambino mio, mi elettrizzava. Anche durante le scene drammatiche, ero entrato nella mentalità di voler salvaguardare a tutti i costi mio figlio. Mi sono recato sul set 10 giorni prima per costruire un rapporto con i miei colleghi, così da creare la giusta intesa, per apparire più veri possibile. Ho imparato anche a conoscere i bisogni di un bambino di due anni che vedeva tutto come un gioco.

Luca, tu cosa ne pensi di questo “mostro”?

Come dice la parola stessa, è pur sempre un “mostro”. Qualcosa di negativo, di spaventoso, che spesso viene erroneamente nascosto. Il mio personaggio, Marco, non viene accettato dalla famiglia e non vuole combattere questa situazione perché è felice di avere suo figlio e suo marito al suo fianco. Invece no! Non è il giusto atteggiamento, accantonare il mostro non è la soluzione per sconfiggerlo. Siamo una goccia nell’oceano, ma pur sempre indispensabile.

Luca ma “qual è il problema”?

Per quanto mi riguarda non c’è nessun problema. L’omosessualità esiste sin da sempre, la sessualità è un orientamento. La società retrograda vuole far capire che esiste un problema, inculcando la propria mentalità.

I tuoi progetti futuri?

Certamente c’è la volontà di far girare il cortometraggio. Per quanto mi riguarda, invece, ho tanti progetti che riguardano la sfera teatrale e cinematografica, ma è presto a parlarne.

Luca Buongiorno e il “Mostro”