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Eroica Fenice

Martina Perna, intervista all'autrice di "Cinque dita o poco più"

Martina Perna, intervista all’autrice di “Cinque dita o poco più”

Sabato 19 novembre alle 18.30 sì svolgerà, presso il Complesso Monumentale di San Lorenzo Maggiore, la presentazione del primo romanzo di Martina Perna, giovane e talentuosa autrice napoletana, pubblicato dalla casa editrice Montegrappa Edizioni.

Abbiamo avuto il piacere di scambiare due chiacchiere con lei.

Intervista a Martina Perna

La domanda più difficile: chi è Martina Perna?

È la domanda più difficile. Forse solo una giovane entusiasta.

Cinque dita o poco più: parlacene.

È la storia di Sarah, Sarah con l’acca, una donna rinchiusa in un centro di igiene mentale, imprigionata nei ricordi di un amore impossibile che riecheggia nel suo cuore e nel cortile dell’istituto, tra prati verdi e fiori finti, cornice in cui Sarah passa la maggior parte delle giornate. Poco dopo il suo ingresso, la protagonista fa la conoscenza di ragazzo moro e senza ombra, Ivan, colui che la accompagnerà in un viaggio interiore tra passato e presente, riconducendola all’origine di tutti i suoi più oscuri desideri e presentandole la soluzione ad ogni problema. Sì, se solo Ivan esistesse….

Kundera diceva:”I personaggi del mio romanzo sono le mie proprie possibilità che non si sono realizzate.  Per questo voglio bene a tutti allo stesso modo e tutti allo stesso modo mi spaventano: ciascuno di essi ha superato un confine che io ho solo aggirato. È proprio questo confine superato (il confine oltre il quale finisce il mio io) che mi attrae.  Al di là di esso incomincia il mistero sul quale il romanzo si interroga.”. Sei d’accordo? Quanto c’è di Sarah in Martina e in Martina di Sarah?

Sarah rappresenta ogni storia d’amore. Quelle più dure e incomprese. La storia passionale e senza fine, la storia che supera il proibito e lo rielabora, plasmandolo. Sarah, rappresenta la sofferenza. Il passato, come unica chance di perdono. Ma gli umani non perdonano spesso, neppure se stessi. C’è un po’ di me in Sarah, c’è un po’ di te, c’è un po’ di tutti. 

Come e quando nasce la tua passione per la scrittura? Il tuo percorso di studi ha in qualche maniera influito sulla stesura del tuo libro?

Mi sono laureata in Biologia, direi di no. Scrivo da quando ho ricordo. A sedici anni ho vinto il mio primo premio letterario nazionale, in Sicilia. Poi da questo, altri, di prosa e poesia. Scrivo ovunque. È il mio modo di dipingere il tempo.

Ebook: favorevole o contraria?

Favorevole, tuttavia resto dell’idea che l’odore di carta dei libri sia il profumo più buono del mondo.

Marcello Affuso