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Eroica Fenice

Mycroft, gatto detective. Intervista a Serena Venditto

Mycroft è il gatto protagonista di Aria di neve, ultimo giallo di Serena Venditto, ora nel pieno del giro di presentazioni ufficiali del volume edito da Homo Scrivens. Riesco a strapparle un’intervista in un inesorabile giorno di pioggia. Imperterrite, nonostante l’acqua scrosciante, ci sediamo in Piazza Bellini, nel cuore della Napoli letteraria, a bere un buon tè.

Senti di essere nel posto in cui dovresti essere in questo momento della tua vita?

Credo proprio di sì. Mi sento una persona molto realizzata e non perché abbia raggiunto chissà quali obiettivi nella vita, semplicemente sono una persona equilibrata, serena. Ecco, sono serena di nome e di fatto.

La Serena scrittrice è amica della Serena responsabile della sicurezza, o quest’ultima snobba la prima perché, in fondo, è lei a portare a casa la pagnotta?

Le due Serena sono molto amiche perché la Serena museale lavora in quel museo da 15 anni e quindi il posto dove lavoro, di fatto, è casa. I miei colleghi sono la mia famiglia tanto che due delle mie colleghe sono le coprotagoniste de “Le intolleranze elementari” (primo romanzo della scrittrice, ndr). In realtà credo che la Serena scrittrice non sarebbe mai nata senza la Serena museale perché il contatto con la gente ti tiene sempre viva, è la tua ispirazione in fin dei conti.

Parliamo di Mycroft: quando, dove e come è nato?

La genesi di Mycroft è molto articolata. In realtà ha origine da un esercizio del “La bottega della scrittura” (seminario di scrittura organizzato ogni anno dalla casa editrice che pubblica il volume in questione, ndr) in cui ci veniva chiesto di inventare un personaggio detective. A questo personaggio affiancai un gatto rosso, ispirato al gatto di una mia amica. Poi, qualche anno fa, mia sorella trovò un cucciolino nero, il nostro Marechiaro, che è diventato il protagonista del mio libro.

Quale dei tuoi personaggi ti rappresenta maggiormente?

Io sono un po’ Ariel e un po’ Malù. Con la seconda sicuramente condivido l’aspetto della formazione archeologica, della passione per le cose belle che mi ha spinto a frequentare la facoltà di Lettere; con la prima, invece, condivido l’amore per Napoli. Credo proprio che sarei una napoletana anche se fossi nata in un altro continente. Mycroft, infine, è quello che vorrei essere: vorrei rinascere gatto sdraiato sulla poltrona, per godere delle coccole di chi mi sta intorno.

Posso sperare in un’Aria di neve 2.0?

Certo, ci sto già lavorando!

Non ci resta che aspettare, allora. L’appuntamento è al prossimo miagolio.

– Mycroft, gatto detective. Intervista a Serena Venditto –