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Posteggiatori Tristi

Posteggiatori Tristi: intervista al gruppo

I Posteggiatori Tristi sono un gruppo di musicisti e attori che riprendono nel nome un’espressione della tradizione napoletana: la famosa posteggia, ma in chiave comica ed umoristica. Le loro canzoni sono un insieme di storia, spettacolo, espressività e musica e come band, costante è il riferimento ad ogni forma artistica: nei nomi, nelle canzoni, o anche in una foto di Viviani, uno dei simboli indiscussi nel panorama artistico partenopeo.

Posteggiatori Tristi tra tradizione e attualità 

Quando nascono i Posteggiatori Tristi?

Nell’aprile del 2011 con l’uscita del video manifesto Agata.

Da dove l’idea di riprendere un genere classico della nostra tradizione napoletana?

L’idea di riprendere la posteggia- che non è l’arte di parcheggiare le macchine ma è l’esibizione musicale ambulante soprattutto in pizzerie, trattorie e ristoranti- nasce dalla voglia di fare arte nello spazio pubblico a Napoli, di rivitalizzare un genere che si era cristallizzato e di far rivivere un repertorio di canzoni comiche che da anni era scarsamente utilizzato. Nei ristoranti, nelle pizzerie e nelle trattorie dove ci siamo esibiti- a cappello e senza biglietto- ci siamo sempre comportati come se fossimo su di un palco, lavorando con accuratezza sui personaggi, sulle scelte di repertorio e sull’esibizione musicale. Dopo sette spettacoli teatrali, la partecipazione a festival in Italia e in Europa, un disco, tante gioie e tanta “Tristezza”, per noi la posteggia di strada resta sempre il più importante laboratorio di ricerca, per creare nuove gag, canzoni e personaggi.

Le vostre canzoni, anche quelle che parlano di disavventure amorose, trasmettono allegria e strappano sorrisi. Dunque, perché Tristi?

Noi siamo tristi e su questo non ci piove! Il fatto che le nostre interpretazioni e i nostri spettacoli suscitino ilarità è una questione che ci affligge da tempo.

I nomi d’arte dei Posteggiatori Tristi hanno tutti un significato particolare. Karamazov mi ricorda un romanzo di Dostoevskij, allude a quello?

Karamazov è un clown triste e il nome russo allude a un luogo lontano, freddo, malinconico, opposto alla Napoli sole-pizza-mandolino, che la posteggia normalmente richiamerebbe. Insomma è un posteggiatore atipico.
Il Mº Severo Lapezza è un petulante clarinettista mitomane che millanta grandi successi in orchestre internazionali, ma in realtà non si sa quale conservatorio di provincia abbia osato dargli il titolo di Maestro.
Paraustiello è un giovine fragile chitarrista ipocondriaco che si sente sempre a un passo dal trapasso.
Qualk’Uno Esposito è l’anonimo batterista del gruppo, ma come molti uomini anonimi nasconde un supereroe sotto la camicia.
Tonino Caccavella è il contrabbassista dalla mano lesta e dalla personalità enigmatica, parla poco e ride meno.

Progetti e sogni futuri?

Sogni non ne abbiamo, solo incubi.
E da uno dei nostri incubi ricorrenti è nato il progetto degli AperiTristi, in collaborazione con il Teatro Bellini di Napoli: sei appuntamenti teatral-musicali che, da novembre ad aprile, animeranno l’ora dell’Aperitivo Sottopalco, il caffè letterario ospitato nel foyer del Teatro Bellini.
Il programma prevede, tra un drink e l’altro, tanta musica ed una storia in sei puntate scritta e diretta dalla regista SaraSole Notarbartolo, che ci vedrà come protagonisti, insieme ad un ospite speciale, per ogni appuntamento. Abbiamo inaugurato la serie il 4 novembre con l’episodio “O Managér”, con il divertentissimo attore Rosario Giglio nei panni del manager Frank Mattone. Il prossimo appuntamento sarà il 9 dicembre con la special guest Valentina Curatoli nei panni della cattivissima Sciarlotta Sciarappa.
Questi appuntamenti sono spunti per la creazione di un nuovo spettacolo teatrale in programma per la prossima stagione.
Uno spettacolo da incubo naturalmente.

In attesa del prossimo appuntamento al Teatro Bellini, la redazione di Eroica Fenice ringrazia i Posteggiatori Tristi per l’intervista.