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Eroica Fenice

ScugnizzArt: un laboratorio teatrale creativo

Gli allievi del primo anno di un piccolo ma vivace laboratorio teatrale, lo “ScugnizzArt”, fondato 5 anni fa dall’attore Alessandro Mele, sono stati i protagonisti a 360° di una prova intercorso tenutasi durante la settimana Santa. I ragazzi, divisi in quattro gruppi, hanno affrontato un duro compito: ogni gruppo, i cui membri sono stati decisi dal maestro, hanno dovuto scrivere ex novo, senza alcuno spunto, una sceneggiatura da portare, poi, in scena. Le giornate dedicate a queste rappresentazioni sono state due, il 17 e il 18 aprile. Noi abbiamo avuto la possibilità di essere presenti alla seconda prova nella quale si sono esibiti due dei quattro gruppi. Il primo ha portato in scena un corto della durata di 15 – 20 minuti intitolato “Da qualche parte nel tempo”, una breve commedia, molto divertente, incentrata su un litigio tra una giovane coppia causato dalla passione di lui per il calcio e dall’avversione dei suoi suoceri. Ad una commedia, esilarante e molto ben costruita, è seguita la messa in scena del lavoro del secondo gruppo che, invece, ha trattato un tema più serio nel suo “Io e te”, narrando la storia, o meglio, la vita di una coppia, tra gioie e difficoltà, dal primo bacio alla morte di lei, mettendo in scena i due protagonisti e le due coscienze, conclusasi con un monologo che suggella il lieto fine di una vita trascorsa all’insegna del vero amore.

1) Come è strutturato il corso e di cosa si tratta?

Alessandro Mele (maestro e direttore dello Scugnizzart): “ScugnizzArt è un classico laboratorio teatrale in cui viene dato, però, ampio spazio alla creatività degli studenti. Il corso è strutturato in 3 anni e le rappresentazioni portate in scena in questa prova sono il frutto del lavoro degli alunni del primo anno. Lo ScugnizzArt sono loro (indicando i suoi alunni).” (Per questo motivo il maestro ci ha tenuto che fossero i ragazzi a rispondere alle nostre domande).

2) Che difficoltà avete incontrato nello stendere una sceneggiatura di gruppo?

Salvio (“Da qualche parte nel tempo”): “Noi abbiamo utilizzato una metodologia: uno del gruppo abbozzava la trama e poi articolavamo un po’ i dialoghi: questa è stata la cosa più difficile. È stato complicato caratterizzare i personaggi, cosa che è venuta man mano grazie al contributo di ognuno di noi che ha messo molto di sé in ogni personaggio. Questa è stata la cosa più bella.”

Enrico ( “Io e te”): “Alessandro ci aveva dato un suggerimento di base: pensare al filo conduttore generale. Noi prima abbiamo scelto l’oggetto, nel nostro caso l’io interiore ed esteriore che ha affascinato più o meno tutti. Poi abbiamo pensato le microscene e cosa dovesse accadere.”

3) Chi sei  è occupato dei monologhi in “Io e te”?

Luca (“Io e te”): “Una volta capito come ci dovevamo dividere io e Enrico ci siamo occupati dei monologhi della parte maschile e le ragazze dei monologhi della parte femminile. Poi abbiamo lavorato molto tutti insieme. È stato uno scontro/incontro, soprattutto sul finale (aggiunge Enrico) perché io miravo ad un lieto fine che, se si legge bene, in fondo c’è stato. Abbiamo raggiunto un compromesso.”

4)In che modo scrivere la sceneggiatura può aiutare nell’essere attori?

Salvio: “Tantissimo perché ci metti del tuo ed è anche uno sfogo di quello che nella vita, a volte, non riesci ad esprimere e che è più semplice buttare giù con una penna.”

Luca: “È una cosa su cui hai lavorato e dunque è tua. Riesci ad entrare di più nel personaggio e ti fa crescere tanto perché impari a comunicare. La cosa bella è proprio trasmettere a chi ti guarda un’emozione e una sensazione. Il teatro gioca proprio su questo, quindi è bello costruirlo e lavorarci.”

5) Siete tutti principianti o qualcuno ha altre esperienze alle spalle?

Enrico: “Alcuni sì altri no. Io già  avevo avuto qualche altra esperienza esterna a scuola. Poi ho smesso all’università anche se ho fatto una piccola parte. Ma è qui che ho ripreso ed è stata l’esperienza più bella”.

Notevole il talento di questi giovani attori che hanno avuto la capacità di mettere in risalto le proprie caratteristiche cucendo su di sé ogni personaggio. Notevole soprattutto se pensiamo che, la maggior parte di loro, ha iniziato a studiare teatro da pochissimi mesi. Il prossimo impegno sarà il saggio di fine anno, a luglio, di cui la compagnia non sa ancora molto.

 – ScugnizzArt: un laboratorio teatrale creativo –

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