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Eroica Fenice

The Jackal

The Jackal: “I nostri effetti sulla gente!”

Aspettate prima di azionare i tergicristalli per impedire che qualcuno possa macchiare il cofano della vostra auto! Potrebbe essere soltanto qualcuno che, non sapendo più come togliersi i “The Jackal” dalla testa, sta pietosamente tentando di girare un sequel di “The washer: il lavavetri”!

In questa intervista, oltre all’inconfondibile simpatia di questi autori di video tutt’altro che scontati e di serie quanto mai innovative, possiamo osservare anche un lato più analitico dei risultati ottenuti finora e la promessa che possano andare ben oltre un semplice punto di arrivo…

Ciao ragazzi! Raccontateci un po’ di voi. Chi erano i “The Jackal” prima di diventare fenomeni del web? E chi sono adesso nella vita di tutti i giorni?

Eravamo e siamo ancora dei ragazzi. Il successo, se così lo possiamo definire, non ci ha cambiati. Continuiamo a fare quello che ci piace, con la stessa passione. Sicuramente a un livello diverso, perché adesso siamo una vera e propria società di videoproduzione, ma non dimentichiamo mai dove abbiamo iniziato!

Per girare “The parker” vi siete ispirati ai maestri del cinema thriller oppure vi è bastato tentare di parcheggiare il sabato sera a Santa Lucia?

Ovviamente c’è tanto citazionismo in “The Parker” ! È un action alla maniera americana, con omaggi sparsi agli Spaghetti Western e ai film sugli zombies.

Che i “The Jackal” siano alla disperata ricerca di un parcheggio, aspiranti malavitosi, “Lost in Google” o ingenuamente gay, il risultato è sempre un ‘boom’ di visualizzazioni. Chi è la “mente”?

Tutte le idee vengono discusse insieme. Ci sono dei momenti di “brain storming” in cui analizziamo proposte, intuizioni e le mettiamo a frutto. Poi, in fase di scrittura, ci dividiamo i compiti com’è giusto che sia. Ma un progetto, di solito, nasce dall’unione di tutti quanti noi.

Potremmo definire Frank Matano (ex mente contorta di You Tube) un vostro fratello acquisito. Com’è il rapporto con gli altri youtubers?

Buono. Ma crediamo sia perché noi, fondamentalmente, non siamo youtubers. Utilizziamo Youtube, la piattaforma, per caricare i nostri video e arrivare al pubblico. Ma non è sicuramente Youtube il nostro obiettivo. Sperimentiamo continuamente, con tutti i media.

Molti ne avrete sicuramente incontrati al “Napoli Comicon 2014”, in cui vi siete esibiti con uno scioglilingua-sketch di “Vrenzole”. Come giudicate quell’esperienza e il calore dei vostri compaesani?

Il riscontro del pubblico, in qualsiasi evento, è una cosa fondamentale. Ci fa capire che riusciamo ad andare oltre lo schermo di un computer e a raggiungere le persone con i nostri lavori.

Provo a indovinare: il successo di “Gay ingenui” (la parodia piaciuta anche a Simona Ventura) nasce, per caso, da una storia imbarazzante?

Nasce da una storia vera, sì!
Eravamo a Milano, avevamo un appuntamento e scherzando, visto che dovevamo farci la doccia, abbiamo detto “perché non la facciamo insieme?”. Il sorriso ingenuo è venuto da sé!

Avete lavorato con personaggi noti della TV italiana come Caparezza, Maccio Capatonda, Roberto Giacobbo, Patrizio Rispo e Salvatore Esposito. Non pensate di esser finalmente riusciti a disintegrare quella barriera in grado di differenziare uno spettacolo televisivo da quello pubblicato in rete?

La TV e la rete continuano ad avere modi totalmente diversi di funzionare. Speriamo piuttosto di aver dimostrato di possedere professionalità e capacità.

Se poteste dedicare il vostro essere ormai “molto leggende” (titolo di un vostro corto) a delle persone che vi hanno accompagnato in questi anni di inaspettate soddisfazioni (come i numerosi premi ottenuti al “Roma Web Fest”), ve lo dedichereste a vicenda oppure “dietro le quinte” c’è qualcuno in particolare?

Fondamentalmente tutto quello che abbiamo ottenuto l’abbiamo ottenuto perché ci abbiamo provato, perché non abbiamo mai mollato. Ed è poi questo il consiglio che ci sentiamo sempre di dare ai “più giovani”, quando ce lo chiedono: di provarci sempre e comunque.
Non siamo tipi da dediche, però è ovvio che se siamo arrivati dove siamo lo dobbiamo a chi ha lavorato e ha creduto in noi, in particolar modo al gruppo “Ciaopeople” che ci ha aiutato a crescere. E anche, forse specialmente, a chi ci ha seguito nel corso di tutti questi anni.

Per il futuro avete altro in mente da svelare ai nostri lettori?

Dopo l’ultimo video, quella che abbiamo chiamato “Trilogia della Frittura” si può dire completa. Non ci piace riutilizzare troppe volte lo stesso format, e poi quello che volevamo dire l’abbiamo detto. Grazie a Roberto Saviano, che si è prestato e che è stato gentilissimo, abbiamo trovato la giusta conclusione a “Gli effetti di Gomorra sulla gente“. Era l’unico modo per finire, davvero.
Abbiamo tanti altri progetti in cantiere, ma di cui ancora non possiamo parlare!!!

-The Jackal: “I nostri effetti sulla gente”-