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Eroica Fenice

Why Not

Why Not, un’intervista agli Attribution

All’uscita del nuovo album intitolato Why Not gli Attribution hanno accettato di rispondere a qualche domanda per noi di Eroica Fenice. Scopriamo insieme cosa nasconde di interessante il loro nuovo lavoro. 

Come nascono gli Attribution?

Gli Attribution nascono nel 2009 da una mia idea (Marco Pasinetti) di avere finalmente una mia band con la quale suonare solamente la musica che amo di più, con tanta libertà di riarrangiare e di improvvisare. In origine si trattava di realizzare cover, poi abbiamo cominciato con gli inediti. La prima persona che ho coinvolto è stata Sebastiano Pezzoli con il quale già suonavo in altre formazioni. Dopo qualche prova con altri batteristi è arrivata l’opportunità di chiedere a Stefano Guidi, uno dei migliori batteristi della bergamasca e non ce la siamo lasciata scappare. Da lì la cosa è cresciuta sempre di più in sala prove e durante i numerosissimi live durante tutti questi anni.

Why not: cosa rappresenta per voi questo “perché no”?

È la risposta a tutte le volte che ci hanno chiesto il motivo per il quale nella nostra musica mischiamo generi così diversi tra loro. Non crediamo minimamente in nessuna idea di “purismo musicale” e “perché no” sta ad indicare la nostra apertura a qualsiasi input nuovo.

Sleet e jazz. Raccontateci questo brano.

È una critica alla gente che non si schiera, che rimane in quello stato indeciso fra neve e acqua che è il nevischio e che secondo me non ha nessun fascino, anzi dà solo fastidio. L’idea mi è venuta finendo in una pozza di nevischio prima di una serata in una discoteca dove suonavo da solo prima del dj. Ha un sound molto nervoso e scattante come l’ambiente delle discoteche visto dagli addetti ai lavori. Musicalmente è costruita su una struttura blues alla Robben Ford, ma suonata con piglio rock funk e con l’aggiunta dei fiati sui riff e nel solo dove dialogo col sax di Guido Bombardieri.

Dal jazz al rock il vostro album sembra contenere tutto, ma da quale genere vi sentite meglio rappresentati e perché?

In verità non ci sentiamo meglio rappresentati da nessuno dei generi che tocchiamo. Se proprio dovessimo scegliere probabilmente il nome del contenitore sarebbe quello del rock, tenendo anche conto del fatto che noi tre membri della band siamo nati e cresciuti con quel genere.

Insomma, chitarra, basso e batteria fusi in toni rock, funk, blues, jazz e psichedelia. Why Not contiene dieci tracce di tiratissimo e multiforme rock settantiano in inglese, espanso in multiformi rivoli sonori. È un disco che culla nella penombra di un blues jazzato e psichedelico per poi colpire con manrovesci di chitarra funky mentre basso e batteria dettano un travolgente beat negroide. Ascoltarlo è un’esperienza totalmente spiazzante ed energizzante e di energia, di questi tempi, c’è sempre bisogno. Tutti pronti ad acquistarlo? In fondo Why Not?

– Why Not, un’intervista agli Attribution –

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