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Eroica Fenice

Facebook killed the internet star – La recensione

Facebook killed the internet star, edito da Nativi Digitali Edizioni è allo stesso tempo un saggio sulla storia di Internet e una guida per la sopravvivenza all’uso dei social network. L’autore di questo breve ma intenso percorso nei meandri del world wide web, Marco “Frullo” Frullanti, esplora infatti lo sviluppo di questo immenso contenitore che è Internet con l’occhio di chi ha vissuto in prima persona le varie fasi di trasformazione del web, avendo passato la maggior parte dell’adolescenza a saltare da una community all’altra e, da adulto, avendo fatto del mondo virtuale un vero e proprio lavoro. Facebook killed the internet star è strutturato in cinque capitoli, ognuno accompagnato da un Bonus Stage finale, che corrispondono ai vari aspetti di questa trasformazione mediatica.

La domanda da cui parte Frullo, e che fondamentalmente si è posto chiunque sia nato a cavallo tra gli anni ’80 e i ’90 e abbia, quindi, potuto assistere quasi senza accorgersene alla trasformazione di Internet, è: “da terreno di caccia per nerd e maniaci sessuali, com’è che internet è diventato il regno della ggente, con tua prozia che ci passa più tempo di te?” 

Ebbene, il motivo è da ricercarsi nella proliferazione dei social network. E qual è stato il padre dei social? Facebook. 

In sostanza, infatti, la tesi principale di Facebook killed the internet star è che il 2004, anno di nascita del social “Zuckerberghiano”, è stato uno spartiacque: prima internet era il regno delle chat room e dei forum, popolate da quelli che oggi si definiscono nerd, quelli che trascorrevano le ore online a parlare di videogiochi, role games e altre amenità con perfetti sconosciuti con cui condividere queste passioni. Erano dei microcosmi che potremmo definire quasi come mondi paralleli, dove tutti quelli che nella vita reale erano considerati strani (quando gli andava bene) diventavano improvvisamente “fighi” se sapevano come risolvere quel difficilissimo livello di Tomb Raider.

La trasformazione da mondo dei nerd a piazza della ggente era però già in agguato: è il 2006 e all’improvviso compare MSN, con le sue emoticon e i trilli. Soprattutto i trilli. E le conversazioni di gruppo  per decidere cosa fare il sabato sera, e gli Space, blog dove ognuno poteva scrivere qualsiasi “cretinata” gli passasse per la mente. I primi anni del 2000 sono anche quelli in cui compaiono siti per la condivisione di immagini da far girare e diventare virali. Frullo cita a questo proposito  forum e siti vari di cui forse non tutti hanno sentito parlare, come 4chan.

Facebook killed the internet star e i fenomeni virali

Quello che appare evidente dal breve opuscolo è che la nascita di Facebook ha segnato l’avvento di un nuovo approccio ad internet e alla sua “sottocultura”: con i social network tutti possono dire quello che preferiscono, sembrare come preferiscono, esprimere pareri. Come evidenzia Frullo “il numero di mi piace, follower, iscrizioni ecc, è considerato da molti segno del tuo successo o fallimento nella vita, e quindi si è disposti a tutto pur di aumentarlo”.  Ecco quindi una carrellata, divertente, dissacrante ma quanto mai veritiera di tutti i modi possibili per poter diventare qualcuno su internet, dagli insulti mirati (di cui Frullanti scrive un vero e proprio vademecum, per diventare “insultatore e bestemmiatore senzadio professionista“), ai video di youtube, che negli anni hanno lanciato una serie di personaggi alquanto discutibili diventati “famosi” all’improvviso pur non avendo alcuna caratteristica specifica: vi ricordate di Gemma del Sud e delle sue improbabili performance canore? Se lo avete rimosso dalla vostra memoria, ci ripenserà Facebook killed the internet star a farvelo ritornare in mente.

Così si svolge questo saggio umoristico ma non troppo di Marco Frullanti, guardando al “web che fu” con un pizzico di nostalgia e al “web che è” – quello di Facebook – con occhio critico e spirito di osservazione. Facebook killed the internet star può essere letto in vari modi ma, se si scava sotto la patina di ironia dell’autore, il messaggio che lancia è sempre lo stesso: non è lo strumento ad essere colpevole del cambiamento di prospettiva cui siamo arrivati, lo sono le persone, la massa che oscilla dall’ipocrisia all’ignoranza, facendo spesso un cattivo uso di quanto possiede. D’altra parte, “internet non ti rende più stupido, rende solo la tua stupidità più evidente al resto del mondo”.

Formato: Ebook (epub, pdf, mobi)
Genere: Saggio umoristico
Lunghezza: 125 pagine (circa)
Copertina a cura di Federico Bicocchi

Chi è Marco Frullanti

Marco Frullanti, classe 1986, laureato in Semiotica, editore digitale e consulente di web marketing. Nel 2011 partecipa alla fondazione del portale umoristico “Il Meglio di Internet” e nel 2013 lancia Nativi Digitali Edizioni insieme ad Annalisa Scarafile. In 18 mesi pubblica 25 ebook di autori emergenti italiani. Questo è il suo terzo libro, preceduto da “Anni ’90 – Dagli 883 a Carmageddon” e “Un Gaijin in Giappone“.