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Eroica Fenice

Luis Sepúlveda

Favole dell’amicizia: Luis Sepúlveda

In queste gelide sere d’inverno, qua e là spruzzate di neve schiumosa, dunque predisposte a un certo non so che di magico, che c’è di meglio per scaldarsi delle fruscianti pagine di un libro di favole, favole che nascondono, tra un rigo e l’altro, delicate carezze di riflessione?

Per la prima volta, l’editore Guanda raccoglie le tre favole più famose di Luis Sepúlveda, “Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare”, “Storia di un gatto e del topo che diventò suo amico” e “Storia di una lumaca che scoprì l’importanza della lentezza”, in un’unica edizione rilegata, nell’ottima traduzione di Ilide Carmignani, accompagnata con eleganza dalle illustrazioni di Simona Mulazzani, con il titolo “Trilogia dell’amicizia”. Tènere favolevicende sulla generosità disinteressata tra creature differenti, mosse dal coraggio di andare contro corrente, perché “Vola solo chi osa farlo!”, nella ricerca di un orizzonte comune che riesca ad avvicinarle, attraverso la comunicazione e condivisione. In questa dimensione diversa e speciale, anche chi è cieco può vivere un’esistenza piena, laddove un esserino, adorabilmente insopportabile, regala al suo amico occhi nuovi con cui leggere ancora le immagini della vita: è il dono di un accudimento reciproco, fatto di gesti semplici, ma vitali. Ed ancora in queste favole, mentre tutti corrono in modo ansioso e frenetico, persa l’essenza del tempo, s’incontra un’anima ribelle che insegnerà a riscoprire il valore della lentezza e della memoria: perché “Tutto ciò che hai provato, amaro e dolce, pioggia e sole, è dentro di te, e pesa”; ma il desiderio bruciante ci farà comprendere che il“Paese del Dente di Leone”, che ci affanniamo a raggiungere, abita dentro di noi. 

Luis Sepúlveda e le tre favole

In queste favole vi emerge, inoltre, il doppio volto dell’uomo, responsabile dell’inquinamento e incapace d’abbracciare con la propria mente la rottura del tabù linguistico degli animali, ma che talvolta, dotato di uno spirito poetico e sensibile, giunge ad apportare il suo aiuto e cambiare le cose, mostrando il suo rapporto simbiotico con l’ambiente circostante.

Lo scrittore cileno ha saputo creare storie che hanno la grazia delle fiabe e la forza delle parabole. Anche i miei occhi adulti, prestati alla purezza, hanno scorto il decalogo spolverato fra le pagine del volume, come un disegno perfetto di ciò che dovrebbe essere l’amicizia: 1)“Un amico si prende cura di ciò che piace all’altro.” 2) “Un amico si prende sempre cura della libertà dell’altro.” 3) “Un amico capisce i limiti dell’altro e lo aiuta.” 4) “I veri amici condividono anche il silenzio.” 5) “I veri amici si prendono sempre cura l’uno dell’altro.” 6) “I veri amici condividono i sogni e le speranze.” 7) “Fra amici bisogna dire sempre la verità.” 8) “I veri amici condividono anche le piccole cose che allietano la vita.” 9) “Quando gli amici sono uniti, non possono essere sconfitti.” 10) “I veri amici si aiutano a superare qualsiasi difficoltà”

Insomma: l’altro, sei tu.

– Favole dell’amicizia: Sepúlveda –

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