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Eroica Fenice

Fili amorosi

Fili amorosi, un libro di Chiara Zanini

Fili amorosi è un libro scritto da Chiara Zanini ed edito da Aracne Editrice, collana NarrativAracne.

“Fili amorosi” di Chiara Zanini è un breve romanzo che intreccia, come fossero fili, le vite e le esperienze amorose di una donna, una contessa romana, e di un uomo, un poliziotto napoletano.

Un rapporto “male assortito”, riprendendo un’espressione presente nella premessa al testo, tra una donna dedita alle speculazioni filosofiche, al senso del piacere e dell’amore, ed un uomo vicino agli aspetti terreni del vivere; un uomo così lontano da lei ma che per questo affascina la sua mente curiosa. Si rivela per la contessa, già dalle prime pagine del libro, un profilo psicologico fatto di desideri e fuga dalla realtà, da una realtà grigia per chi vive di ideali in un mondo di imperfezioni.

Fili amorosi  di Chiara Zanini riporta una suddivisione in capitoli titolati ognuno con il nome della città in cui si svolgono le azioni; la struttura pare sottolineare l’importanza che ricopre, all’interno del testo e dello sviluppo dei personaggi, il tema del viaggio come metafora e esperienza di vita: l’esistenza della contessa così sofferente nei confronti della “grigia quotidianità”.

Una nota di malinconia, di nostalgia per un qualcosa forse mai  vissuto davvero, pare trasparire fra le pagine; solo nella fantasia, nell’ideale, sembra trascorrere l’esistenza di una creatura la cui anima pare irrequieta nel mondo perché nutrita di “troppa” fantasia. Soltanto il cambiamento esercita un certo fascino sulla protagonista: «cambierei perché è una vita che non conosco, ma sai che noia tirare la giornata sempre uguale». Nei rapporti con l’uomo si può leggere, anche nelle situazioni che più sembrano soddisfare la donna, una certa tendenza a viverle sempre attravero il filtro della sua immaginazione, sempre in “viaggio”.

Per certi versi il testo pare riproporre il tema della donna intrisa di ideale e per questo mai davvero completamente felice nella realtà, e di conseguenza pare richiamare, forse per un’analogia esclusivamente personale, la Madame Bovary dell’omonimo romanzo di Gustave FlaubertCosì la contessa romana, protagonista di Fili amorosi, pare vagare nel mondo, naufraga dei suoi sogni, delle sue fantasie di voluttà, e dei suoi amori in realtà imperfetti, nei quali appare e scompare, come fosse la spuma di una mareggiata che si infrange su una scogliera. Ci si ritrova immersi in un vivere senza vivere, un restare immobili nonostante le attività, un’infelicità nei confronti di un mondo che pare andar da sé.

Roberta Attanasio

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