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Eroica Fenice

Gesù metropolitano

Gesù metropolitano, romanzo di Elio Serino

Un giorno qualsiasi, in una qualsiasi località italiana che – dice l’autore – ognuno è libero di immaginare dove si trovi, Marco, otto anni, muore.

Così si apre Gesù metropolitano, il nuovo libro di Elio Serino, autore già conosciuto per altri lavori, tra cui Il ghigno del potere, con cui nel 2014 arrivò terzo al premio nazionale Megaris.

Marco muore, e il libro si chiude in quel momento, già nel primo capitolo, mentre i genitori, Francesco e Chiara, si trovano a fare i conti con una vita che non sarà più la stessa, con la necessità di rimettere in ordine le loro priorità, mettere in discussione le loro scelte.

I due, entrambi provenienti da quelle che si possono definire “buone famiglie”, hanno lasciato tutto in nome dei loro ideali, della voglia di non conformarsi alla massa, e invece di diventare prototipi di quello che i loro genitori avrebbero voluto (Francesco un medico, Chiara sposata con un buon partito), sono diventati prototipi di derelitti. Persi nel vortice della droga, della violenza e della prostituzione, assistono inermi alla morte del loro bambino di otto anni, che li accompagnerà nel corso del romanzo cercando di infondere loro coraggio e fiducia, sottoforma di svariati personaggi.

Gesù metropolitano: tra accettazione e perdono, vita e morte

Le dinamiche del libro sono veloci, a tratti surreali, così come i dialoghi, forti critiche all’ipocrisia  e alla corruzione ma poco adatti ad essere pronunciati da ogni personaggio che incontriamo nel racconto. Se sembra più che logico che Francesco, dopo la morte di Marco ed in preda a una crisi di astinenza, si rifugi dai suoi genitori, appare invece più confuso il modo in cui Chiara si incontri-scontri con sua zia Ada, che non vedeva da tempo, e il modo in cui questa le offra ospitalità per quelli che saranno lunghi anni.

Le vite dei due vanno avanti, in un cammino di rinuncia a quello che erano, di accettazione, di perdono reciproco e soprattutto di fede. Sembra essere proprio la fede il messaggio principale del romanzo, chiaro probabilmente a tutti fin già dal titolo, ma che non si riesce a cogliere per quanto risulta marginale nella narrazione.

Gesù metropolitano: Cristo secondo Elio Serino

La figura di Cristo si può rivedere, per i lettori più fantasiosi, in quella dello stesso Marco, la cui morte è stata necessaria per salvare i genitori dalla vita in cui si erano relegati, che avrebbe finito per ucciderli. È dunque grazie al figlio che Francesco capisce che il suo posto nel mondo è dove può aiutare gli altri, mentre Chiara diventa un’ imprenditrice di successo, si sposa e ha altri bambini: tutto senza mai dimenticare Marco, che rimane una presenza fissa mentre le vite di genitori vanno avanti, senza mai farlo, fino alla morte, dove Marco è lì ad accoglierli, per ricongiungersi con loro.

Un libro forte, commovente e ben scritto, che inserisce in modo disinvolto nella trama l’argomento della corruzione delle sfere più alte, e parla di come ognuno di noi, anche nel suo piccolo, anche solo nello stare zitto ed accettare, faccia parte del meccanismo che permette tutto questo.

 

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