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Eroica Fenice

Graziano Cavallini e il mondo di Irma

Graziano Cavallini e il mondo di Irma

“Infamia. Il mondo di Irma (e di tutti)” è il titolo dell’ultimo romanzo di Graziano Cavallini, edito da Aracne editrice.

La parte narrativa, ampia e ben scritta, può considerarsi una riflessione culturale. Il racconto è ambientato negli anni del regime fascista e narra le vicende di una giovane contadina della Bassa padana, Irma, che alla morte del padre si ritrova senza protezione e senza nessuno al mondo.

Inizia così una lunga serie di disgrazie per la ragazza, che fino a quel momento non aveva comunque vissuto in modo idilliaco; disgrazie che però la porteranno al conseguimento della felicità, sebbene attraverso modi poco ortodossi.

“Infamia, il mondo di Irma (e di tutti)” di Graziano Cavallini è un libro riflessivo e malinconico, che consente di comprendere come la felicità sia perseguibile sempre, ad ogni costo.

La parte etica e riflessiva del libro fonde la finzione con vicende in parte realmente accadute, anche se romanzate. Cavallini si pone (e pone al lettore) una serie di domande sempre più incalzanti, arrivando a dedicare interi capitoli del romanzo alla spiegazione dell’origine dei vari personaggi, alla mentalità del tempo, per chiedersi se l’agire di Irma, di Aiace, di Antenore, di Walier, di ogni personaggio tra quelli che appaiono nel romanzo, sia corretto o meno. Graziano Cavallini si barcamena tra opinioni contrastanti, appoggiando prima l’una e poi l’altra ipotesi, ma rimanendo sempre fedele ad Irma, sua protagonista e icona di infelicità.

L’evoluzione del personaggio principale è uno dei tratti più interessanti di quest’opera: Irma sembra sbocciare nel corso delle oltre 300 pagine che compongono “Infamia”, da bocciolo tremolante diventa splendido fiore o pianta carnivora, a seconda dell’interpretazione che si sceglie di dare al racconto.

Lo stile di Graziano Cavallini è arricchito da digressioni, che lo pongono in una posizione di parità con il lettore, con il quale si ritrova a discorrere come se ci si trovasse in un salotto letterario. La narrazione è carica di descrizioni, in primo luogo degli ambienti rurali nei quali si svolgono le vicende che vedono Irma come protagonista, in secondo luogo delle abitudini e delle superstizioni, delle malignità e dei pettegolezzi del paesino in provincia di Modena che, insieme all’epoca carica di chiusure e ingiustizie, è uno dei protagonisti occulti ma sempre presenti del libro.

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