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Eroica Fenice

Il fattore Borges

Il fattore Borges: un libro di Alan Pauls

Il fattore Borges è un libro di Alan Pauls originariamente pubblicato da Editorial Anagrama, col titolo El factor Borges, e riedito in traduzione italiana dalla casa editrice SUR.

Il libro: Il fattore Borges

Ne Il fattore Borges, il cui intento si traduce, come afferma Pauls nell’introduzione al testo, in un «esperimento di lettura: un manuale di istruzioni per orientarsi (o smarrirsi a cuor leggero) in una letteratura», l’intento portato avanti è quello di proporre uno studio sul Borges uomo e scrittore, su quei tratti della sua esistenza che hanno caratterizzato aspetti della sua letteratura e del suo pensiero.

Il libro si apre con alcune note biografiche che proseguono lungo tutto il testo, volte ad intrecciare, come già dichiarato, il lato personale e umano ad aspetti della poetica e della filosofia di Jorge Luis Borges.
In riferimento alla “falsa” data di nascita che Borges dà in alcuni scritti e da cui Pauls parte per la ricostruzione dell’idea sul passato e sul moderno, l’autore scrive: «l’Operazione Ringiovanimento soddisfa tutte le condizioni perché uno stratagemma possa definirsi borgesiano. È un intervento sul passato […] È un intervento minimo, discreto, decisamente antispettacolare; come le mosse più eleganti degli scacchi […] cambiare il mondo toccando appena una virgola».

Pauls parte da questo tema per trattare l’idea del moderno e del classico per Borges e il senso della nostalgia, esemplificata in un suo aforisma: «Si perde solamente ciò che in realtà non si è avuto».

Un senso di nostalgia che può tradursi in una concezione dell’esistenza in absentia: «[…] ci vogliono gli artisti, che mediante la nostalgia trasformano in mito tutto ciò che non hanno».

I riferimenti biografici, si diceva, vengono espressi lungo tutto il testo, offrendo spunto per la presentazione di teorie e temi propri della poetica borgesiana, arrivando a mescolarsi con essi in un unico grande discorso che si propone di delineare un ritratto unitario di Borges scrittore ed uomo.

Ogni capitolo de Il fattore Borges definisce un aspetto della personalità dello scrittore, sostrato inevitabilmente delle sue opere; l’anno della sua nascita, ad esempio, apre il discorso sul senso del classico e del moderno, sul senso di antico e futuro; il ricordo del suo bilinguismo è spunto per delineare alcuni punti delle sue idee circa le traduzioni, sul senso di originale e derivato; il ripercorrere le fasi di una recensione di un libro immaginario, riproposta poi come racconto nel Giardino dei sentieri che si biforcano, per descrivere forse la summa del pensiero che fino a quel punto, e successivamente, delinea Pauls.

«Siamo arrivati al cuore della vertigine borgesiana. Prima/dopo, causa/effetto, primario/secondario, originale/derivato: tutte le categorie su cui riposa il senso comune, sconvolte da un vento strano, sconosciuto, sembrano essersi messe d’un tratto a delirare, come avviene con gli anelli di Moebius e con le architetture impossibili di Escher».

Un libro il cui stile “leggero” e discorsivo non manca di figure retoriche e di un registro linguistico che pare divenire un tutt’uno con il senso del testo. Un linguaggio molto spesso fatto di metafore che trasporta il lettore all’interno della lettura e di particolari aspetti della personalità e della cultura di Borges.

E dai testi di Borges, presentati e spiegati, vengono tirate le direttrici di questo testo che, come recita lo stesso titolo, si propone di esemplificare quale sia quel sensus sotteso alle opere borgesiane, che le fa sentire parte di una stessa letteratura, parti di una stessa anima. In conclusione, quale sia realmente “il fattore Borges”.